Home » sci, secondo piano

Meglio lo sci o lo snowboard?

2 gennaio 2011 Stampa articolo

Il dibattito è sempre aperto e si riaccende all’inizio di ogni stagione invernale raggiungendo, in certi casi, toni polemici anche molto elevati.

I puristi dello sci vorrebbero una macchina del tempo per poter tornare ad una ventina d’anni fa per avere le piste innevate tutte per loro. Gli scalmanati dello snowboard, invece, pagherebbero chissà cosa per riempire le località turistiche montane di Snow Park e piste poco battute. Insomma sembra che nemmeno sulla neve, quando si è in vacanza, si possa trovare un po’ di pace. Non c’è nulla da fare, purtroppo la natura umana è questa. E’ molto più semplice essere sempre contro che trovare un accordo che accontenti tutti. Le polemiche tra sciatori e riders si sprecano e basta frequentare una qualsiasi località montana invernale per assistere a discussioni di ogni tipo.

Eppure le due discipline una cosa in comune ce l’hanno, ovvia ed imprescindibile: lo scivolare sulla neve. Diversa è invece la filosofia che separa le due specialità. Lo sci alpino, dal nobile passato, affonda le sue radici nella notte dei tempi. Senza dubbio è il mezzo di locomozione più antico inventato dall’uomo, molto più antico anche della ruota. Un’incisione rupestre dell’isola di Rodoy, in Norvegia, risalente all’anno 3000 a.C. raffigura uomini con ai piedi degli sci. In una torbiera di Hoting, in Svezia, ne sono stati rinvenuti un paio, conservati in ottime condizioni e databili al 2500 a.C. Alcuni storici, fanno risalire l’origine degli sci ancora più nella preistoria, quando nelle regioni della Siberia e della Mongolia, più precisamente nella zona degli Altai, si formarono due correnti migratorie prima della fine dell’ultima era glaciale. Una si diresse verso la Manciuria e proseguendo attraverso lo stretto di Bering ghiacciato entrò nell’Alaska e  poi nel Canada. L’altra corrente si diresse invece verso ovest ed attraverso la Siberia colonizzò i paesi Scandinavi e del Baltico. Una saga norvegese racconta che ottomila anni fa un popolo di sciatori, venuti dal nord-est, occupò il Paese mentre una cronaca della Cina Manciù risalente al 1000 a.C. narra dell’incontro di un gruppo di cacciatori che scivolavano velocissimi sulla neve con ai piedi due assicelle di legno dalle punte ricurve. Da attrezzi utili per muoversi in ambienti innevati, nel corso dei secoli, gli sci subirono numerose modifiche e vennero utilizzati anche per scopi militari. Ancora una cronaca norvegese, racconta che nella battaglia di Isen (1200 d.C.) i soldati calzarono gli sci ed al 1520 risale la fuga del giovane nobile Gustav Ericsson Vasa il quale sfuggendo alle truppe di Cristiano II (Re di Svezia e delle nazioni dell’Unione di Kalmar, l’unione dei tre regni di Danimarca, Norvegia e Svezia sotto un singolo monarca voluta, nel giugno del 1397, dalla Regina di Danimarca Margherita I onde creare un forte stato scandinavo. Si noti che anche l’Islanda era parte integrante dell’Unione essendo all’epoca una provincia del Regno di Norvegia, n.d.r.) percorse con gli sci quei 90 chilometri che oggi costituiscono il percorso di una famosissima e massacrante gara di sci di fondo che ha preso il suo nome: la Vasaloppet. Risale invece al 1555, per mano di un vescovo svedese, tale Olaus Magnus, il primo trattato illustrato che si conosca sullo sci, nel quale viene spiegato come vengono costruiti ed usati questi attrezzi. Come si può notare dunque, noi uomini dell’era moderna non abbiamo inventato proprio nulla, nemmeno l’utilizzo sportivo di questi attrezzi che invece affonda le sue origini nel XVII secolo. Si ha notizia infatti che, l’esercito norvegese, partecipò a delle competizioni sciistiche fin dal 1670.

Molto più recente è invece la nascita dello snowboard anche se alcune notizie, comunque non documentate, fanno risalire questa nuova disciplina invernale negli anni ’20 del secolo scorso quando si narra che qualcuno sulle Alpi avesse provato a montare su una strana tavola restandovi temerariamente in equilibrio durante la discesa verso valle. Pure gli slavi pare fossero parecchio abili nel lanciarsi lungo i pendii innevati disponendosi trasversalmente su degli “sci” piuttosto larghi e lunghi. Come detto però di tutto questo non sono rimaste prove. Di certo c’è che lo snowboard nacque negli Stati Uniti quando Sherman Popper, per far giocare i suoi bambini,  saldò assieme due sci con l’idea di riprodurre un attrezzo simile al monosci che stava già diffondendosi tra gli sciatori più spericolati. Era il 1963 e grazie a Mr. Popper il Michigan diede i natali a questa nuova maniera di vivere la montagna invernale. Dall’idea di Popper agli snowboard che oggi fanno evoluzioni sulle nostre piste ne è passata di acqua sotto i ponti. Il padre della “tavola da neve” notò che i suoi figli si trovavano meglio a scivolare utilizzando il nuovo attrezzo disponendosi di traverso su di esso. Popper poté così notare la notevole somiglianza con la tecnica del surf utilizzato sulle grandi onde oceaniche ed iniziò a sviluppare la sua idea elaborando un surf da onda assemblandovi dei bordi metallici e progettando un apposito attacco. Era fatta, non mancava che registrare il nome e cedere i diritti alla ditta Brunswick che incominciò a produrre in serie lo Snurfer (così l’aveva battezzato il suo inventore, n.d.r.) vendendone diversi modelli. Queste tavole di legno compensato colorate in giallo-nero fecero il giro degli Stati Uniti ed una di esse arrivò tra le mani di Jack Burton Carpenter (qui molti raiders si inchineranno reverenti, la Burton oggi è una delle più grandi aziende mondiali specializzate nella produzione di tavole ed accessori per lo snowboard, n.d.r.) che, allora quattordicenne, cominciò ad elaborare lo Snurfer per migliorarne le prestazioni agonistiche. Burton proveniva dalla scuola dei surfisti d’onda e, nel 1977, incominciò a produrre surf da neve. A dirla tutta, durante gli anni settanta, vi era già stato chi dello snowboard sembrava aver capito molto e rispondeva al nome di Robert C. Weber, ideatore statunitense di snowboard tanto geniale quanto sfortunato. Il suo progetto di snowboard, brevettato nel giugno del 1973 e descritto nei minimi particolari con dovizia di schizzi e disegni, precorre il progetto di uno snowboard di ottimo livello degli anni novanta in quanto vi é indovinata la distribuzione delle masse, la sciancratura, la posizione dei piedi, l’angolazione di questi rispetto all’asse della tavola, la cui asimmetricità ricorda molto da vicino quella delle odierne tavole da competizione. Il progetto di Weber era perciò quello di un ottimo snowboard dell’ultima generazione, ma purtroppo non ebbe successo perché l’ideatore non trovò nessuno che lo aiutasse a metterlo in produzione. Questo fu un vero peccato perché, se fosse andata diversamente, lo snowboard si troverebbe oggi vent’anni più avanti e, molto probabilmente, Mr. Weber sarebbe oggi molto più ricco e famoso del nostro Jack Burton.

Storie diverse per due discipline sportive che hanno alla base due filosofie ben distinte. Lo sci è tecnica e velocità; lo snowboard è libertà e sregolatezza. Adriano Celentano direbbe che “lo snowboard è rock e lo sci e lento”, ma potrebbe anche benissimo affermare che “lo sci e rock e lo snowboard è lento”! A ben vedere, almeno per il sottoscritto, sono entrambi rock! Si è vero, la tecnica dello sci è indubbiamente più elegante e ricercata, quella dello snowboard è più libera ed elementare. Anche l’abbigliamento utilizzato è ben diverso: molto più formale quello dello sciatore e molto più colorato e comodo quello del rider, basta partire dagli scarponi (almeno nella versione “soft” utilizzati per il freestyle) per apprezzare la comodità dell’abbigliamento da snowboarder. Lo sci però è più pratico, nel senso che i bastoncini aiutano lo sciatore negli spostamenti anche nei, comunque rari, punti pianeggianti, spostamenti che vengono aiutati anche dall’indipendenza delle gambe, cosa impossibile da fare con la tavola ai piedi. Ecco allora che si è costretti a slacciare l’attacco del piede più arretrato per spingersi come si fa con lo skateboard, cosa che bisogna fare anche quando si sale e si scende dalla seggiovia. Pro e contro comunque facilmente superabili. Quindi, considerati anche questi aspetti di poco conto, torniamo alla domanda iniziale: “E’ meglio lo sci o lo snowboard?”

In verità una risposta certa non c’è. Sono due sport molto diversi tra loro e sicuramente vanno a soddisfare le esigenze di tutti gli appassionati degli sport della neve, più o meno giovani, più o meno esperti. Per esperienza personale posso dire che entrambe le discipline meritano però attenzione. Ho imparato a sciare all’età di 6 anni ed un paio di stagioni fa, alla soglia dei 40, ho voluto provare ad imparare lo snowboard. Ce l’ho fatta! Non è stato semplice, ve l’assicuro. Nella prima ora di lezione con il maestro non riuscivo a stare in piedi nemmeno sul piano. Tecnicamente lo snowboard è molto più semplice da imparare dello sci, però se hai nel DNA l’impostazione dello sciatore e ti trovi con entrambi i piedi legati ad una tavola e per giunta in posizione asimmetrica (con il piede sinistro più avanti per il rider “regular” o con il piede destro più avanzato per il rider “goofy”, n.d.r.) è difficilissimo trovare il giusto equilibrio. Però non ho mollato e ce l’ho fatta! Mi è costato anche un polso ma non mi sono arreso. Non ho seguito quanti mi dicevano:”Vedrai che quando imparerai lo snowboard, lo sci lo abbandonerai per sempre”. Ma non ho ascoltato nemmeno quelli che mi dicevano:”Ma che fai? Ti dai allo snowboard?” e quasi mi deridevano. Ho voluto fare di testa mia ed oggi mi alterno tra l’ ”antico sci” ed il “moderno snowboard”; un giorno con gli uni ed un altro giorno con l’altro! Il risultato è lo stesso: grandissimo, unico e straordinario divertimento!

Cari amici, concludendo e rispondendo alla domanda iniziale, almeno per il sottoscritto, non c’è uno migliore dell’altro. Sono due maniere differenti, magari anche antitetiche, di vivere lo sport sulla neve, due discipline che vanno ad accompagnare e completare quelle che sono le variegate proposte che il “Generale Inverno” offre: sci di fondo, sci alpinismo e “ciaspole” comprese.

Interpretato in questa chiave di lettura, il dualismo “sci vs. snowboard” è destinato a sciogliersi come “neve al sole”. Per evitare le inutili polemiche che ad ogni stagione si accendono sulle piste, tra rider e sciatori, basterebbe dunque un po’ più di apertura mentale. Lasciamo agli Shaun White ed ai Bode Miller le loro evoluzioni da campionissimi e noi godiamoci, in santa pace, la stagione invernale e la sua neve sempre però vissuta con prudenza nel rispetto di tutti.

Raffaello Franco



Articoli correlati


6° Memorial sci Andrea Rossato
Ecco tramonto in viola, il 12 maggio si corre a Pordenone contro la fibromialgia
A Rovigo c’è il Liceo scientifico ad indirizzo sportivo
Bebe Vio scierà a Cortina D’Ampezzo
Torneo di minirugby Memorial Suriani: un successo
Alba Sarti campionessa italiana di canicross