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Aspetti Psicologici degli Infortuni Sportivi

Superare il dualismo corpo-mente nella strada verso il recupero.
17 settembre 2015 Stampa articolo

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Articolo originale pubblicato il 31 Agosto 2015 sul sito: Studio Colognesi – dr.ssa Sara Colognesi, psicologa psicoterapeuta

Capita a tutti gli atleti (più o meno) amatoriali o (più o meno) professionisti: il temutissimo infortunio. Un incidente improvviso, un piede messo male, oppure un dolore che sembrava sopportabile e che poi si è trasformato in qualcosa di serio. Il risultato è il medesimo: siamo fuori dal campo, la palestra è out. E ora che si fa?

Dal punto di vista medico sembra tutto abbastanza semplice: riposo, fisioterapia, forse un intervento. Molto spesso, però, un percorso che sembra lineare e semplice (sto male-mi curo-torno al mio sport), diventa una linea curva, o a zig-zag, e il recupero e il ritorno alla normale attività sportiva sono molto più lenti del previsto. E quando poi magari si ritorna a regime, c’è qualcosa che ci frena perché, in fondo, se mi sono fatto male una volta, cosa impedirà che succeda di nuovo?

Non sorprende che gli aspetti psicologici degli infortuni sportivi siano altrettanto importanti di quello medici anche se sono spesso sottovalutati.

Prima di tutto, è necessario fare un passo indietro e parlare di prevenzione degli infortuni. Una preparazione atletica adeguata è uno step fondamentale per diminuire le possibilità di infortunio, ma non vanno sottovalutate nemmeno le competenze psicologiche. E’ stato rilevato, infatti, che

gli atleti che hanno maggiori competenze nel gestire eventi stressanti corrono meno rischi di subire degli infortuni.”

[Williams, J.M. (1996).  Stress, coping resources, and injury risk.  International Journal of Stress Management, 3:4, 209-221.]

Va da sé che un atleta che ha sviluppato delle buone capacità di gestione dello stress, delle emozioni e dell’ansia, nel momento in cui dovesse trovarsi a vivere il particolare momento dell’infortunio sportivo, avrà maggiori possibilità di superarlo con successo. Queste particolari competenze passano anche attraverso la consapevolezza delle proprie emozioni, delle proprie possibilità e dei propri limiti.

Cercare di ignorare la gravità del proprio infortunio o evitare di pensare a quanto tristi si possa essere per aver perso un evento sportivo che sognavamo da tempo sono strategie inutili ed addirittura controproducenti.

[Gallagher,  B.V., & Gardner, F.L. (2007). An examination of the relationship between early maladaptive schemas, coping, and emotional response to athletic injury.  Journal of Clinical Sport Psychology, 1:1, 47-67.]

Ma perché gli infortuni sportivi colpiscono così duramente gli atleti? In seguito, sono elencati alcuni dei fattori che possono contribuire all’allungamento dei tempi di recupero.

#Essere un atleta è una parte nucleare della nostra identità.

Essere costretti a non allenarsi, anche se solo per brevi periodi di tempo, può farci provare ansia, tristezza, perfino vergogna. Lo sport è parte integrante della nostra identità, pertanto la sospensione da questo tipo di attività può farci provare un senso di perdita e confusione.

[O’Connor Sr., J.W. (2011).  Emotional trauma in athletic injury and the relationship among coping skills, injury severity, and post traumatic stress. Dissertation Abstracts International: Section B: The Sciences and Engineering, Vol 71(10-B).]

Inoltre, la smania di tornare alla normale attività e la paura di infortunarsi di nuovo possono portare a strafare durante la fase di recupero e riabilitazione, affaticando troppo proprio ciò che si cerca di fare guarire, influenzando negativamente il processo di guarigione.

[Andersen, M.B.,  Mubaidin, Q.H., Tibbert, S., & Morris, T. (2011). Injury recovery research issues: questions about anxiety, imagery, and mental toughness in rehabilitation.  12th European Congress of Sport Psychology.].

Non è, inoltre, da sottovalutare il senso di isolamento che si può provare quando all’improvviso ci si trova esclusi da una attività di squadra o comunque da un obbiettivo comune di un particolare gruppo di allenamento.

[Ruddock-Hudson, M., O’Halloran, P.,, & Murphy, G. (2012).  Exploring psychological reactions to injury in the Australian Football League (AFL).  Journal of Applied Sport Psychology, 24:4), 375-390.]

#Paradossalmente si prova sollievo nell’infortunio.

Quando un atleta si sente troppo sotto pressione durante la sua pratica sportiva, paradossalmente essere costretti a fermarsi può far provare un senso di sollievo, e non necessariamente la persona ne è consapevole. Può essere che ci si senta in colpa o ci si vergogni di provare questo sentimento, soprattutto quando allenatore e compagni di squadra o di allenamento stanno facendo il tifo per noi. E’ qualcosa di cui è molto difficile parlare, sia perché spesso è una sensazione che si muove ad un basso livello di consapevolezza, sia perché si può temere di non essere capiti. Un breve intervento di counseling con uno psicologo sportivo può essere di aiuto, non solo per superare il momento di difficoltà ma anche comprendere e prevenire cosa ci aveva messo così tanto sotto pressione in precedenza.

In alcuni casi, il protrarsi del periodo di recupero dopo un infortunio può fornire la scusa di una sorta di “congedo con onore” ad un atleta che in normali circostanze non sarebbe riuscito/a  prendere consapevolmente e pubblicamente la decisione di ritirarsi.

[Peterson, K. (2009).  Overtraining, burnout, injury, and retirement. In Hays, Kate F. (Ed), (2009).Performance psychology in action: A casebook for working with athletes, performing artists, business leaders, and professionals in high-risk occupations, 225-243. American Psychological Association: Washington, DC, US.]

Lo psicologo dello sport ha a sua disposizione diversi strumenti per aiutare atleta ed allenatore a gestire con successo il recupero da un infortunio. Si va da strategie cognitive, alla scoperta e sviluppo di risorse e competenze individuali, all’incoraggiare il supporto emotivo da parte della propria rete sociale. In ogni caso, il punto di partenza resta sempre il significato che l’atleta attribuisce al suo infortunio e alla sua carriera sportiva, in relazione ai suoi obbiettivi personali e professionali.

Dr.ssa Sara Colognesi
psicologa psicoterapeuta
www.saracolognesi.it

Redazione



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