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Mandrakes, stavolta non c’e’ trucco

li estensi subiscono un’evitabile sconfitta a Castelmaggiore. Nervi scoperti e troppi errori, non basta la prova del pitcher Ragazzi.
13 maggio 2016 Stampa articolo

 

MandrakeLa terza giornata di Pig League lascia l’amaro in bocca ai Mandrakes Ferrara, doppiati sul campo di Castelmaggiore dagli Allblacks; ai maori non serve neppure ballare l’haka per far paura ai maghi, che subiscono più la propria pressione che non quella avversaria.  Sulla carta la partita era aperta, senza apparenti incolmabili divari tra le due formazioni; un match che secondo gli addetti ai lavori sarebbe stato meglio vincere, visti all’orizzonte impegni ancor più duri (prossimo appuntamento mercoledì 18, contro i temibili Orioles). Gli estensi non sfruttano l’occasione e pasticciano troppo in difesa, tra boiate assortite di tutta la ditta utili a costruire almeno quattro dei punti altrui: roba che pesa, scorrendo il finale (8-4). Come hanno pesato l’assenza di Bassi, tra i più positivi contro gli Opossum, e la serata incolore di Stalyn Bell Mullen – fortemente limitato da improvvisa lombalgia. Benetti si affida ancora al suo primo lanciatore Gianluca Regazzi, che con cinque strikeout ripaga la fiducia; ma senza opportuna copertura sul diamante, e con qualche svisata pure dagli esterni, i non irresistibili petardi avversari si tramutano in cannonate: un incantesimo al contrario, che avrebbe stupefatto perfino il mago Silvan. La luna storta continua anche con l’ingresso del rilievo Squarzanti, il quale senza particolari colpe subisce tre punti prima del terzo out (Marzaduri, fly a sinistra). L’attacco non basta a ricucire il frac: Ferrara segna il primo run al terzo inning, con Ivano Bettoni che dopo un doppio ruba fino a casa base; il resto nel quarto, grazie alle passeggiate concesse su ball e ancora a una valida dello “Zio”. Si tenta il tutto per tutto nell’ultimo assalto, quando il manager ducale rompe gli indugi e schiera anche sé stesso; nella scorsa partita fu sorpasso e apoteosi, qui il gioco di prestigio non riesce,  il coniglio scappa dal cilindro e sul piatto cala  malinconico il sipario.

Iole Sturaro



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