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Chiacchierata con patron Monesi di Beng Rovigo

Beng Rovigo non sparisce, riparte.
1 giugno 2016 Stampa articolo

Antonio Monesi“Diciamo – dice il presidente Monesi –  che questa chiacchierata ha per me un doppio scopo, fare il bilancio di Beng dalla sua nascita fino ad oggi, parlare di quello che sarà Beng nel futuro prossimo e dei motivi che hanno portato alle scelte fatte e poi anche togliersi qualche sassolino dalla scarpa, perché bisogna che vengano chiarite certe cose”.

Vogliamo ricordare il motivo per cui è nata Beng?

“Beng è nata nel 2010 su un’idea condivisa da tante persone. Dopo l’esperienza di sponsorizzazione con Lendinara, perché ci piaceva l’idea di fare qualcosa, di essere protagonisti di un qualcosa di importante a beneficio nostro, ma soprattutto anche della città e, comunque, per portare in giro per l’Italia e sui giornali una città che comunque spicca per essere in cima alle classifiche delle città noiose.

Mancava la pallavolo di alto livello, non c’era spirito di competizione con gli altri sport e c’era l’obiettivo di fare qualcosa d’importante. Come la società Bellelli Engineering avevamo comunque deciso di sponsorizzare una squadra, non da soli ma cercando altri sponsor, perché comunque rappresentava un investimento abbordabile e costi assoluti anche di euro a contatto, come si misura la pubblicità, che sono più bassi rispetto ad altri sport. La Pallavolo è uno sport popolare, che tutti possono praticare e comunque è primo sport del mondo femminile e sicuramente poteva esserci di meglio a Rovigo fuori dei classici rugby e calcio, che comunque avevano costi che non potevamo affrontare”.

Il percorso di questi cinque anni?

“In cinque anni abbiamo costruito un percorso in cui, come tutti quelli che fanno qualcosa, abbiamo fatto degli errori. Qualche errore di gestione, qualche errore di cambio, degli errori tecnici, sportivi, e qualche errore amministrativo. Questo però è normale se uno fa qualcosa, sfido chi lavora a non sbagliare mai. In questo periodo abbiamo avuto quindi una bella crescita, dalla B2 fino alla A2 con due stagioni in quest’ultima serie. Mi piace ricordare che l’anno scorso siamo andati in semifinale per la promozione in A1 e siamo arrivati alla finale di coppa Italia con una squadra che probabilmente, con qualche aggiustamento qua e là, avrebbe anche potuto, non dico andare in A1 perché non saremmo stati in grado di supportarla finanziariamente, ma almeno di vincere coppa Italia”.beng cars

Quest’anno che cosa è successo?

“Quest’anno abbiamo fatto una scelta diversa avevamo comunque un budget molto più limitato e quindi avevamo deciso di puntare su una squadra giovane, pensando comunque di costruire un ciclo. Che cosa è successo, è successo che la squadra non ha performato quel minimo necessario per non retrocedere. Dopo cinque anni abbiamo fatto un bilancio, a Rovigo c’è un bel pubblico che segue di pallavolo, ma dal punto di vista d’imprese ed istituzioni abbiamo constatato che non gliene importa. In questi cinque anni siamo sempre stati da soli, abbiamo dovuto combattere contro mille difficoltà, e non parlo di quelle sportive, perché quelle sportive fanno parte del gioco, parlo di difficoltà come la mancanza del palazzetto, ma ancora primo di questo ci siamo trovati a dover elemosinare gli spazi al palazzetto per poter fare le partite e gli allenamenti. Questo perché dovevamo essere inseriti all’interno di un puzzle insieme con tutti gli altri sport indipendentemente dall’importanza e del tipo di campionato disputato. Ci dovrebbe essere un regolamento che dice che i campionati nazionali hanno la priorità sui campionati locali. Nonostante questo siamo andati avanti e l’anno scorso abbiamo fatto una stagione da zingari andando peregrinare tra palestre diverse per poter allenare le ragazze Questo ci è costato sacrifici enormi, ragazze a pranzo dovevano mangiare un panino in pulmino, perché prima erano state in palestra pesi e poi  dovevano andare a Trecenta ad allenarsi dove c’era poco spazio: Questo ha anche comportato per loro un’alimentazione inadeguata per una squadra che era stata costruita per vincere. Quest’anno abbiamo pagato tutto questo e comunque la mancanza del palazzetto ci ha tagliato gli sponsor e delle relazioni, e non siamo riusciti a trovare chi ci sostenesse”.

Cosa pensa sia dovuto questo oltre alla mancanza di visibilità per aver giocato in un impianto come quello di San Pio X?

“Sono convinto che dal punto di vista promozionale non interessa niente a nessuno. Io però continuo a pensare che la pallavolo sia un ottimo strumento per promuovere il proprio brand, il proprio nome, questo perché è uno sport che arriva dappertutto, evidentemente la gente non era interessata a questo e Bellelli Engineering e i suoi partner comunque non sono la zecca che stampa i soldi”.

Alessandro CarraroCome Bellelli Engineering si è detto che avete avuto delle difficoltà.

“Noi, come società e quindi anche come sponsor abbiamo una situazione dove i nostri mercati si sono contratti, perché comunque viviamo all’ombra dell’andamento del prezzo del petrolio e  degli investimenti che vengono fatti a livello globale. Il mercato in questi ultimi due anni si è molto ridotto, quindi anche noi abbiamo dovuto ridurre i budget vari per cui abbiamo dovuto anche purtroppo ridurre quello di sponsorizzazione. In questo modo non riusciamo a mantenere i programmi che c’eravamo prefissi l’anno scorso, cioè quello di fare un bel ciclo con delle ragazze giovani per costruire una squadra che nel giro di tre anni potesse puntare in alto”.

Deluso da quanto è successo?

“Non è che ci fossero delle grandi aspettative, la delusione è che il fatto che venga a mancare la A2 ha scatenato più critiche e prese di posizione a supporto di questa decisione. Ci sono stati degli attacchi, fatti dai giornali sono gratuiti e a mio avviso ingiustificati, inoltre mi è stato riferito di attacchi altrettanto importanti, anche se non li ho visti di persona, fatti su Facebook o su altri network, di gente che ce l’ha con Beng per dei motivi che continuano ad essere a me sconosciuti. Beng ha sempre cercato di fare comunque un qualcosa all’interno della città, ripeto si può sbagliare, nessuno ha la pretesa di dire che sia stato fatto tutto giusto, però andare a dire e a scrivere che è colpa di Beng se la società X o Y non esiste più e che ha fatto peggio di questo, piuttosto che di quell’altro, lo ritengo veramente assurdo. Mi fanno anche pensare che forse se questo è il ringraziamento che dobbiamo ricevere dopo che abbiamo comunque speso a conti fatti in cinque anni 2.000.000. Allora mi dico perché abbiamo speso 2.000.000? Li abbiamo spesi all’interno del territorio per promuovere il territorio e alla fine abbiamo ricevuto il ringraziamento che abbiamo visto”.Fabio Volpe

Siete stati contattati da qualcuno dopo il comunicato che non ci sarebbe stata una squadra militante in un campionato nazionale?

“Solo degli attacchi gratuiti e non abbiamo ricevuto nessuna difesa anche dal punto di vista sportivo. Al di là di un paio di persone, che rappresentano altre società nessuno si è preoccupato del fatto che non ci sarà più una A2 a livello pallavolistico. Alla fine non ci sarà più un campionato nazionale perché non ci sarà né B2, né B1 e nemmeno l’A2. Non è arrivata mezzo telefonata per dire che a qualcuno dispiaceva. Sono arrivate un paio di e-mail da delle persone con cui c’è anche un rapporto umano, rappresentanti di altre società, Lucio Taschin è stato il primo che si è fatto vivo ed ha manifestato solidarietà.

Anche la stessa presidente provinciale della Fipav non ha dato nessun segnale di dispiacere. A questo punto noi faremo le giovanili come abbiamo detto, con l’obiettivo di ricostruire una situazione societaria equilibrata, perché si era squilibrata finanziariamente, con l’obiettivo comunque di ricostruire un futuro. Quale sarà il futuro? Nessuno ha detto che Beng sparisce che Beng chiude, come qualcuno aveva percepito, semplicemente Beng ha la necessità di fare una ripartenza, proprio una ripartenza a livello societario”.

Che cosa pensa di questa indifferenza quasi generale?

“Fa molto pensare. Uno si pone anche delle domande sul perché lo deve fare quando vedi che all’interno del territorio non importa niente a nessuno. Non dimenticando comunque che per nostro piacere e anche onore abbiamo sempre avuto un bel pubblico che ha sempre comunque sopportato Beng anche in un campionato disastroso come quello che si è appena chiuso. Noi le nostre 300, 350 persone che abbiamo sempre avute. Abbiamo sempre avuto un Fans Club che ci ha sempre supportato per bene e quindi questi sono aspetti positivi, ma la Rovigo imprenditoriale, la Rovigo delle istituzioni non c’era. Ho avuto una bella solidarietà dal neo assessore Paulon, forse qualcuno dirà che è di parte perché è stato in Beng in passato. Il sindaco lo avevo avvisato in tempi non sospetti, al contrario di quello che ha scritto un giornale io non mi sono scagliato contro nessuno, Bergamin non c’entra. Lui il problema lo ha risolto, mi ricordo appena insediato ha messo attorno allo stesso tavolo lui stesso, l’assessore al bilancio, l’assessore allo sport e i lavori pubblici per renderci disponibile il palazzetto. Tanto di cappello al sindaco attuale. In passato soprattutto all’epoca del commissario è stata una disperazione che ci ha ucciso dal punto di vista sportivo.

Valeria RizziCosa pensa di quello che si è detto a proposito della sua candidatura a sindaco?

“È stato divertente per tanti attaccarci, però quando leggo che Monesi voleva fare il sindaco, posso dire che non mi sono candidato perché non avevo il tempo di fare il sindaco.

La città ha il sindaco che si merita perché comunque Bergamin lo fa a tempo pieno con maggiore dedizione di quanto non avrei potuto fare io avessi per, caso, vinto. Secondo me per la città è meglio un sindaco che c’è tutti i giorni piuttosto che uno che avrebbe avuto del tempo limitato da dedicarle”.

Pensa ne sia valsa la pena?

“Leggere queste cose mi fa pensare se veramente ne sia valsa la pena. La risposta è sì! Perché al di là di una piccola parte di persone, ce n’è una gran parte che ha apprezzato e che comunque ha manifestato pubblicamente interesse ed è pronta a supportare di nuovo questa nostra ripartenza.

Quindi Beng ripartirà con calma, sempre con programmi ambiziosi di fare qualcosa d’importante, compatibilmente con le risorse che il territorio metterà a disposizione. Non è l’obiettivo di Beng essere in competizione con qualcuno, ognuno fa il proprio percorso. Se si può corroborare,  collaboriamo, se che non si può, faremo lo stesso”.

Ci sono stati contrasti all’interno della dirigenza Beng?

“Una cosa importante è che non c’è mai stata contrapposizione mia con Carraro o con Volpe. Come abbiamo sempre detto in Beng tutte le decisioni sempre state prese dal consiglio di amministrazione  che è composto da me, da Carraro, da Valeria, da Settini e da Volpe di comune accordo”.

Iole Sturaro



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2 commenti »

  • ennio ha detto:

    Grazie comunque di tutto certi momenti entusiasmanti x rovigo senza di voi non li avremmo mai potuti vivere . Peccato anche con il maschile tanti anni fa successe cosi….

  • Morena ha detto:

    Per chi la la passione della pallavolo Beng ha fatto vivere grandi emozioni grazie di tutto e speriamo di poter rivedere ancora pallavolo femminile di alto livello a Rovigo