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Vincono gli Indiani, i Mandrakes conservano lo scalpo

Battaglia campale nel sesto turno di Pig League; estensi avanti fino al quarto, poi la reazione della tribù
11 giugno 2016 Stampa articolo

 

MandrakesIl Savena non è il Sand Creek, però neppure il Little Big Horn. Ai Mandrakes sfugge la vittoria nel sesto turno di Pig League, che invece va agli Indians dopo un’autentica battaglia; accanto alla delusione per aver perso una partita che pareva già vinta, cresce negli estensi la consapevolezza di disporre di risorse comunque adeguate al livello del torneo; nell’unico precedente precampionato la tribù non aveva incontrato resistenza, qui si è trovata addirittura ad inseguire, scalpando gli eredi di Houdini solamente alla quinta ripresa.

Il primo inning si chiude in bianco: per gli indiani un bel doppio gioco, per i maghi un k di Abetini e lavoro tosto in diamante. Al secondo i sioux dissotterrano l’ascia di guerra, e vanno a casa tre volte senza oggettivi demeriti altrui. I prestigiatori non ci stanno, e prendono d’assedio il campo: nel terzo periodo arrivano quattro punti (Carlotti, Regazzi e i due Bettoni), favoriti dalla serata mogia del pitcher avversario Strazzari e da un provvidenziale pop oltre il diamante di “Batman” Marzaduri. A un turno perfetto in difesa (due out al volo – Abetini e Bell Mulen – e uno in prima firmato Ventura) seguono altre prodezze in attacco: sotto di due out Regazzi guadagna la prima e viene spinto a casa da Nicholas Bettoni, a sua volta portato a punto insieme al padre Ivano da un’utilissima battuta lunga del cubano di Argenta. A quel punto sembra fatta, ma i pellerossa non ci stanno e pareggiano i  conti (con qualche punto di troppo entrato su lancio pazzo). E quindi Ferrara non segna più, sbattendo troppo spesso contro il totem Desii piantato in terza base, mentre i nativi portano a casa altri due run grazie a una tripla da  applausi che fissa la contesa 9-7 al calumet.
“Ma io sono contento”, la pronta reazione del manager estense Benetti, “Intanto per la reazione, poi per la crescita dimostrata alla battuta. Abbiamo fatto qualche errore, ma importa poco perché ne hanno fatti anche loro. Il risultato, comunque, è giusto. E aggiungo che, piuttosto che vincere due o tre partite per il rotto della cuffia, preferisco perderle tutte ma giocando ad armi pari. Al di là dei risultati, non dobbiamo dimenticare che questo è l’anno del nostro esordio: e io ho l’impressione che ci stiamo facendo conoscere, che gli avversari comincino a parlare di noi”. Un grande abbraccio agli sconfitti è arrivato anche dal pubblico, riccamente affollato in questa trasferta dai ragazzi delle giovanili estensi.

Iole Sturaro



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