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Gianni Guglielmo conquista l’argento italiano

L’atleta rodigino, del Gruppo Sportivo Carabinieri, è vice campione italiano di taekwondo nella categoria -87 kg
17 giugno 2016 Stampa articolo

Gianni_GuglielmoGianni Guglielmo torna sul podio italiano dopo un anno di assenza. L’atleta polesano conquista l’argento ai Campionati Italiani Cinture Nere Seniores di taekwondo che si sono svolti nello scorso weekend a Reggio Calabria. In finale Guglielmo si è misurato con Daniele Abbafati, Asd Tkd, che si è imposto negli ultimi 30”.

Guglielmo inizia a praticare giovanissimo il karate specializzandosi nel kumite e ottenendo, in questa disciplina, molti risultati di prestigio nazionali e internazionali. Nel 2003 entra nel Gruppo Sportivo Carabinieri. Nel 2009 il karate viene escluso dalla possibilità di entrare tra le discipline olimpiche per cui il Gruppo Sportivo Carabinieri decide di abbandonare quest’Arte Marziale e dà la possibilità ai suoi karateka di passare alla disciplina olimpica di taekwondo, ai giochi olimpici dal 2000. Guglielmo decide di passare al taekwondo e subito conquista l’argento agli italiani nella categoria -80 kg, mentre l’anno seguente centra il bronzo. Il suo sogno è quello di poter disputare un’olimpiade e ci arriva vicino. Nel 2011 conquista il titolo italiano ma per i giochi olimpici di Londra si qualificano i pluri campioni Mauro Sarmiento per la categoria -80 kg e Carlo Molfetta nei +80 kg che poi conquisterà l’oro. Guglielmo continua a salire sul podio conquistando successivamente ancora il bronzo nel 2014. Nel 2015 cambia categoria e passa nella -87 kg e quest’anno torna a salire sul podio mettendosi al collo l’argento. Nel suo palmares c’è anche un quinto posto ai Giochi Mondiali militari che si sono disputati a Rio De Janeiro nel 2011.

Gianni sei soddisfatto per questo argento italiano?

«Sono parecchio contento visto che è un periodo difficile perché è più di un anno che mi sto allenando da solo. Purtroppo non avendo avuto il ricambio generazionale con il blocco degli arruolamenti sono rimasto l’unico in squadra e in uno sport di combattimento sai bene quanto sia importante avere un uno sparring con cui allenarsi. Quindi ho dovuto arrangiarmi parecchio, l’allenamento tecnico è un po’ quello che è non avendo comunque gente con cui scambiare, perciò non è che avessi grosse aspettative per questo campionato, però alle fine siamo stati costretti ad ottimizzare bene le risorse che avevamo e sono riuscito ad andare avanti bene. Ho trovato la strada giusta».

Sei stato ad un passo dal titolo comunque!

«Si, infatti. Peccato. Un vero peccato perché fino a 30” dalla fine ero lì lì per portare a casa l’oro, poi alla fine sono andato sotto e non ho recuperato».   Gianni_Guglielmo

Dal punto di vista Olimpiadi c’è qualche speranza?  

 «Quest’anno non si è qualificato nemmeno un italiano e poi ho comunque il marchio karate sulla schiena e in nazionale non piaccio. Ora ho 33 anni e giustamente loro stanno investendo sui giovani, stanno cercando di costruire un po’ nuovi atleti, il taekwondo è cambiato molto negli anni, nuovi i regolamenti con l’introduzione della corazza elettronica e di conseguenza è cambiato tantissimo anche il modo di combattere. Riuscire ad adattarsi è stata abbastanza dura».

Che cosa pensi del fatto che ormai sembra certo che finalmente il karate arrivi alle Olimpiadi?

 «Io lo spero con tutto il cuore, perché sarebbe ora e chissà che possano aprirsi anche nuove prospettive per chi fa karate,  in Italia siamo ad altissimi livelli e chissà che i gruppi sportivi militari  possano aprire le sezioni e quindi a far crescere ulteriormente il fenomeno. Sarei veramente contento se entrassero».

Rimpiangi qualcosa nell’essere passato dal karate al taekwondo o sei contento della scelta fatta comunque?

 «E’ una scelta che ho dovuto fare, da un lato sono contento perché ho scoperto un mondo nuovo del quale mi sono innamorato, però il primo amore rimane sempre nel mio cuore. Ho una grande nostalgia che tornerei a fare le gare domani e non escludo di poter tornare e magare gli ultimi anni fare qualche garetta».

Qualche bella soddisfazione te la sei comunque tolta di sicuro!

«Si, si. Ora sto vedendo se riesco a rimanere comunque nel Gruppo Sportivo un domani come preparatore atletico quindi sto investendo le mie energie in quella direzione, perché vorrei poter riuscire a dare un contributo per la preparazione fisica degli sport da combattimento in questo senso».

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