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Una chiacchierata con Mario Di Pietro nuovo tecnico di Alva Inox

17 giugno 2016 Stampa articolo

Mario_Di_ PietroPorto Viro – La Delta Volley Porto Viro che militerà in serie B unica, terza categoria Nazionale per la stagione sportiva 2016/2017 ha un nuovo coach, Mario Di Pietro.

Per i nerofucsia la serie B è una novità, dopo la serie A si può dire ci sia Porto Viro, e per chiunque penso faccia uno strano, ma bellissimo, effetto; non è certamente una esperienza nuova, in termini di categoria, per il nuovo coach deltino, tecnico d’esperienza che ha ottenuto molte vittorie e raggiunto grandi obiettivi anche in serie A, che con simpatia si concede ad una breve intervista .

Cosa l’ha spinto nel mondo della pallavolo?

«Ho iniziato a giocare a pallavolo come tanti alle scuole medie, mi è piaciuto come sport ed ho continuato al di fuori come giocatore, impegnandomi successivamente come allenatore».

Quali sono i principi fondamentali su i quali si basa la sua etica?

«Partiamo dal presupposto che io sono un insegnante a scuola, e quindi mi piace essere insegnante anche nella pallavolo. Mi piace curare la tecnica dei giocatori , la tattica, però anche curare la persona ovvero dare determinate discipline ai giocatori in maniera tale che siano anche al di fuori della pallavolo delle persone che abbiano dei valori . Ciò che mi piace è il curare l’atleta nel suo totale come persona e come giocatore.

Reputo che il nostro sia uno sport fantastico a livello di squadra e mi piace insistere su questi punti».

Cosa l’ha portato in quel di Porto Viro?

«Il presidente!

Mi ha cercato insistentemente, ho apprezzato molto la voglia di fare di questa società e mi ha convinto il progetto che appartiene a Delta Volley Porto Viro».

Quindi una bella impressione di casa Delta Volley…

«Certo, è una società giovane che ha tanta voglia di far bene , me ne han parlato tutti quanti in maniera entusiasta , giocatori ed avversari compresi, per come è organizzata e strutturata. Ed è un piacere per me venire ad allenare qui»!

Qual è stato il momento , se c’è stato, che ricorda con più affetto nella sua carriera fino ad oggi?

«Tanti sono i momenti belli e purtroppo sono tanti  anche i momenti poco felici della carriera. A me piace non tanto ricordare  le vittorie ma ricordare e vedere ,quando incontro giocatori che ho allenato, che hanno grande rispetto e un bel ricordo di me . Questo secondo me è una cosa importante»!

Un simpatico aneddoto che possa raffigurarla?

«Aneddoti particolari non ne ricordo ora, ma posso dire che, cosa che mi piace , i giocatori che alleno dicono di me sono una persona esigente , che durante gli allenamenti ho mille occhi e noto ed analizzo ogni movimento ed ogni pallone . Mi piace questo: quando i giocatori si rendono conto che vengono seguiti da me tutti, non solo alcuni e magari i più bravi,  ma che ripongo attenzione nei confronti di ogni atleta . Una cosa divertente è che poi escono battute particolari , perché non ne lascio passare una e puntualizzo sempre! Ecco, questa si può dire sia una cosa che mi raffigura al meglio»!

C.S.



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