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Polesani alle Olimpiadi: Benito Pigato

26 luglio 2016 Stampa articolo

Pigato Prem dal QuestoreDall’Olimpiade di Parigi del 1924 di Tullio Biscuola bisogna attendere quella di Città del Messico del 1968 per trovare ancora la partecipazione di un polesano, è Benito Pigato che non si limita alla partecipazione che sarebbe stato già molto, ma porta a casa un meraviglioso bronzo nel ciclismo.

Benito Pigato, nasce a San Martino di Venezze il 16 maggio 1944. Il suo interesse sportivo si focalizza sulle due ruote. Nel 1962 prende il via la sua attività agonistica con l’esordio nella categoria Allievi del Velo Club Mantovani e già dai primi risultati conseguiti i dirigenti ne hanno intuito le doti di eccellente passista e di ottimo scalatore.

I primi successi arrivano nel 1963 con la vittoria al Gran Premio Anzola di Bologna, il Gran Premio fausto Coppi a Milano ed il Gran Premio Hobermard a cronometro in coppia con Caniato. L’anno successivo fa l‘esordio tra i Dilettanti e per il primo anno, per lui, ci sono solo buoni piazzamenti, ma l’anno seguente centra il titolo italiano nella cronometro a squadra. Nel 1966 si bissa e centra ancora un titolo italiano a squadre. A Vignola Emilia ottiene il successo nella cronometro individuale precedendo il compagno di squadra Talpo ed una decina di gironi dopo centra la vittoria per distacco nella gara internazionale del Giro del Piave, che si tenne a Belluno sulla distanza dei 235 km.

Nello stesso anno piazza il suo acuto in Cecoslovacchia a Brno in una gara internazionale. Nello medesimo anno è chiamato a svolgere il servizio militare riducendo così la sua partecipazione alle gare, tanto più che si frattura una clavicola.

Pigato-Bazzan - Bragiotto_Cam Ita 66

Pigato-Bazzan – Bragiotto_Campionato Italiano del 1966

L’anno seguente è quello della riscossa, inizia con la vittoria a Bologna nella Coppa Trombetti dove s’impone per distacco, quindi trionfa ai Campionati Veneti a squadre con i compagni Bazzan, Braggiotto, segue il successo di Milano al Trofeo delle Regioni con Bazzan, Talpo, e Martini.  Partecipa ai mondiali in Olanda a Walkeburg dove con i compagni Lorenzo Bosisio, Vittorio Marcelli e Flavio Martini nella 100 km a cronometro a squadra, si mette al collo la medaglia di bronzo. La gara è vinta dalla Svezia con Gösta Pettersson, Sture Pettersson, Erik Pettersson, Tomas Pettersson e al secondo posto si piazza la Danimarca con Verner Blaudzun, Jörgen Emil Hansen, Leif Mortensen, Ole Pedersen.

Nella gara pre olimpica a Città del Messico sempre nella 100 km a cronometro a squadra, stabilisce  con i compagni il nuovo record del mondo e vince l’argento anche nella gara individuale sulla lunga distanza ed infine a Tunisi, ai giochi del Mediterraneo con Martini, Marcelli e Bramucci sale sullo scalino più alto del podio nella 100 km a cronometro a squadra.

Nel 1968 centra il successo nella Coppa Italia con i compagni Biondi e Bazzan, partecipa ancora al campionato del mondo in Uruguai con i compagni Vittorio Marcelli, Flavio Martini, Giovanni Bramucci centrando ancora una volta il bonzo nella solita 100 km a cronometro, arrivando alle spalle ancora della squadra svedese con Gösta Pettersson, Sture Pettersson, Erik Pettersson, Tomas Pettersson e della svizzera con Bruno Hubschmid, Robert Thalmann, Walter Bürki, Erich Spahn.

Sempre nel 1968 partecipa ai giochi olimpici di città del Messico, ancora nella 100km a cronometro a squadra con Giovanni Bramucci, Vittorio Marcelli e Mario Simonetti conquistando la medaglia di bronzo arrivando alle spalle dei Paesi Bassi in gara con Fedor den Hertog, Jan Krekels, René Pijnen, Joop Zoetemelk e dei soliti svedesi.

Il 1968 è uno degli anni più difficili e turbolenti della storia recente ed anche i Giochi Olimpici ne vengono travolti. Per la XIX Olimpiade il CIO ha scelto Città del Messico, portando per la prima volta i Giochi ad altissima quota, oltre 2000 metri. Alcune discipline finiscono per essere avvantaggiate dall’altitudine e relativa rarefazione dell’aria che permette exploit incredibili, altre ne escono in difficoltà, come maratona e gare di fondo in genere. Intanto il governo messicano compie un’orrenda strage di studenti pochi giorni prima della cerimonia di inaugurazione olimpica. All’origine del massacro ci sono le incursioni che i granaderos, i poliziotti messicani, iniziano a compiere nelle Università e alle quali gli studenti si oppongono cominciando a manifestare contro il presidente Diaz Ordaz.

1280px-Olympic_Summer_Games_1968_OpeningIn Messico l’Italia deve accontentarsi di uno dei bottini più miseri della storia olimpica, con solo 3 ori, 4 argenti, 9 bronzi ottiene il nono posto. Sono la vittoria di Vianelli nel ciclismo, il canottaggio e tuffi a colorare un po’ d’oro il bilancio. Baran e Sambo con il timoniere Cipolla si aggiudicano la gara del 2 con, e i tuffi confermano il grande talento di Klaus Dibiasi dalla piattaforma.

Argento per Giordano Turrini ( Ciclismo – velocità individuale ), Klaus Dibiasi ( Nuoto – tuffi trampolino), Wladimiro Calarese, Pier Luigi Chicca, Michele Maffei, Rolando Rigoli, Cesare Salvadori (Scherma – sciabola a squadre ), Romano Garagnani ( Tiro al volo – piattello skeet ).

Bronzo Eddy Ottoz ( Atletica – 110 m ostacoli ), Giuseppe Gentile ( Atletica – salto triplo ), Lorenzo Bosisio, Cipriano Chemello, Giorgio Morbiato, Luigi Roncaglia ( Ciclismo – inseguimento a squadre ), Giovanni Bramucci, Vittorio Marcelli, Mauro Simonetti, Benito Pigato ( Ciclismo – cronometro 100 Km a squadre ), Abramo Albini, Tullio Baraglia, Renato Bosatta, Pier Angelo Conti-Manzini ( Canottaggio – quattro senza ), Giorgio Bambini ( Pugilato – massimi ), Gian Luigi Saccaro ( Scherma – spada individuale ), Fabio Albarelli ( Vela – classe Finn ) e Franco Cavallo, Camillo Gargano ( Vela – classe Stelle)

La politicizzazione dei Giochi di Città del Messico ha il suo culmine con i Black Power, il movimento antirazzista americano cui danno una voce universale i velocisti Tomaie Smith e John Carlos.

L’anno successivo ai giochi olimpici Pigato passa al professionismo per partecipare al giro d’Italia. Poco dopo però abbandona il ciclismo per problemi fisici.

Leggi anche: Polesani alle Olimpiadi:

Premessa

Tullio Biscuola

 

Iole Sturaro



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