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Ferrara Baseball: quanta esperienza lontano da casa

Dopo i Ragazzi al torneo di Godo, gli Allievi hanno preso parte al Trofeo di Torre Pedrera. Segnali di crescita contro avversari di primissimo piano: per gli estensi la lezione vale più del risultato.
29 luglio 2016 Stampa articolo

Allievi Ferrara baseballTorre Pedrera  (Rimini) – Estate ricca di emozioni ed esperienza per le giovanili del baseball ducale. Archiviata la partecipazione della squadra Ragazzi al “Memorial Casadio” di Godo, trasferta di uguale spessore anche per la squadra Allievi, che ha partecipato al prestigioso “Trofeo Nico e Matt” di Torre Pedrera. Mazze incrociate contro la meglio gioventù del panorama nazionale: oltre ai Falcons padroni di casa, hanno risposto presente Junior Rimini, Crocetta Parma, San Marino, San Martino Buonalbergo, Ravenna, Cervignano del Friuli e ben due rappresentative da Nettuno (Academy e Lions): praticamente, i campioni di categoria degli ultimi dieci anni. L’altissimo livello della competizione ha rappresentato per gli estensi un’occasione più unica che rara di farsi le ossa e prendere appunti. Scesa in campo in sfavore di pronostico, timida Cenerentola al gran ballo delle nobili, Ferrara ha almeno provato i passi che conosceva, rifiutandosi con orgoglio di fare tappezzeria a prescindere. Che poi fosse come sfidare la Fracci a una gara di hully-gully, poco importa: i ragazzi – molti di loro alla prima esperienza lontano da casa – si sono parecchio divertiti, mostrando pure sparsi segnali di miglioramento individuale. I lanciatori titolari hanno concesso pochissimi punti su palla inattiva, e la difesa ha subito il pieno solo in sei inning dei diciannove disputati. Discrete per continuità e sostanza le prove di Negrini in prima, Lazzarato e Taddia all’esterno, Bonsi nel ruolo di catcher e soprattutto di Dal Pozzo, memorabile interbase nella finale di consolazione. Anche nel box, sotto il tiro di lanciatori di un’altra categoria, il duca ha fatto quanto poteva, andando a segno due volte contro Nettuno Academy (Zaina, Ventura), e una nella finale di consolazione (Lavezzi), che fino al terzo inning gli estensi sembravano poter giocare alla pari, se non addirittura vincere. Un piacere rimandato ad altro quando: troppo prevedibili nella corsa, i biancorossi hanno sprecato in base quanto raccolto in battuta (da segnalare le hit di Stignani e Ricci Maccarini), comunque con medie in crescita rispetto al campionato. Divenuti in breve oggetto di curiosità tra i più navigati avversari, gli estensi hanno in ogni caso sbaragliato ogni classifica di fair play. Oltre alla menzione speciale ricevuta da Tamoni per la sua contagiosa simpatia, decisamente toccante il momento della premiazione, quando tutta la squadra ha alzato come un sol uomo la coppa assegnata dall’allenatore di Rimini, Munoz. Lo striminzito trofeo degli ultimi della classe è improvvisamente diventato immenso come la Coppa dei Campioni, scintillante come il Graal. Una luce riflessa: quella degli splendidi sorrisi di questi comunque magnifici ragazzi.

C.S.



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