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Polesani alle Olimpiadi: Antonio Ricchieri

30 luglio 2016 Stampa articolo

RicchieriAntonio Ricchieri ha dedicato tutta la sua vita allo sport raggiungendo anche incarichi di grande prestigio a livello nazionale, tra cui la vicepresidenza della Figc e come capodelegazione (calcio) dell’Italia a partecipato alle Olimpiadi di Seul del 1988 e a quelle di Barcellona nel 1992. Discendente da una delle famiglie più antiche del Polesine, tra i suoi antenati c’è anche l’umanista del ‘400 Ludovico Ricchieri, detto il Celio Rodigino. Ha avuto due grandi passioni: lo sport e il giornalismo.

Nato a Rovigo nel 1928 si è spento nel 1999. Da giovane aveva un sogno nel cassetto: fare il calciatore, e per questo si è lanciato in questo sport con un grande entusiasmo, qualità che l’ha sempre accompagnato anche nella vita adulta, vestendo la maglia della Fulgor Duomo in terza categoria. Oltre al calcio, che lui definiva: da lui “giocato poco e male”, fece esperienza anche nel mondo dell’automobilismo, dove si distingueva meglio, tanto da partecipare a numerose gare, arrivando anche a classificarsi al sesto posto al campionato giornalisti d’Italia. Oltre allo sport Ricchieri collaborò, intorno agli anni ’50, con alcuni quotidiani di Rovigo e naturalmente diede la preferenza alla cronaca sportiva.

Intanto si avvicinava al calcio non più come atleta, ma per l’amicizia con i dirigenti del Calcio Rovigo. Quando divenne presidente della squadra rodigina Mario Mantero, Ricchieri lo affiancò e in seguito da consigliere del “Rovigo” divenne consigliere regionale veneto della Federcalcio. Dopo otto anni ne diventò il presidente. A fianco, coltivò l’impegno nella dirigenza dell’Ac Rovigo fino all’inizio degli anni Settanta quando si dedicò anima e corpo alla Lega dilettanti. Quando poi il presidente Artemio Franchi – nel 1978 – lasciò la Lega Dilettanti per tornare alla Presidenza della F.I.G.C., subentrò a lui Antonio Ricchieri, eletto al termine di una turbolenta Assemblea che vide il Nord schierato con Ricchieri, il Centro con Cesare Camilletti e il Sud con Orazio Siino. Furono tante le contestazioni, gli interventi e le discussioni, che alla fine Artemio Franchi, che presiedeva l’Assemblea, perse la pazienza e, battendo il pugno sul tavolo, addirittura lo fece con tale forza da fratturarsi una mano.Ricchieri al centro

La presidenza di Antonio Ricchieri durò per 9 anni, nel corso dei quali vi furono importanti avvenimenti nella vita della Lega. Primo fra tutti l’aumento delle squadre, passate dalle 2.000 del 1960 e dalle 6.000 del 1971 alle oltre 9.000 e dai 100.000 atleti ai 600.000 del 1978. Un’altra data da ricordare è quella del 1981 perché in tale anno prese il via quello che fu chiamato Campionato Interregionale e che doveva costituire l’élite dell’attività della Lega, trattandosi di un trampolino per le società che desideravano salire nel calcio professionistico. Un anno particolarmente importante fu il 1982 perché vide, da una parte, il varo del nuovo Statuto della F.I.G.C. e dall’altra la splendida vittoria dell’Italia ai Campionati mondiali.

Terminato il commissariamento della Figc ad opera di Carraro, nel 1988 Ricchieri fu eletto vicepresidente vicario della Figc, numero due in Italia dopo Matarrese. Partecipò come dirigente a tre mondiali, Spagna, Messico e Italia e due olimpiadi (Seul e Barcellona). A Seul la nazionale azzurra usci dalle semifinali battuta dalla Russia per 2-1 e poi perse anche la finale per il terzo posto contro la Germania, a Barcellona l’Italia uscì ai quarti battuta dalla Spagna. Difese la sua Under 21 da polemiche e intromissioni, sostenendo Maldini contro la volontà di Matarrese. La grande soddisfazione gli giunse in Svezia con il primo dei tre campionati Antonio Ricchieri 2europei azzurri. Presidente del Calcio a cinque, di quello femminile e componente della Giunta del Totocalcio, era un realista, abituato a dire quel che pensava. Si sentiva troppo diverso dal “politico” Matarrese con cui non ebbe facile convivenza e cosi nell’estate del ’92 decise di non ricandidarsi. Ritornato nella sua “Rovighetto”, divenne Presidente del Panathlon club e del Circolo della Stampa. Nel 1992 Ricchieri ebbe l’idea di dedicare una palestra di Rovigo, la ex “palestrina” del “Paleocapa”, di proprietà della Provincia, all’uso prevalente dei disabili, non essendocene nessuna per loro in città. Portò questa idea in seno al consiglio del Panathlon che subito l’accolse con entusiasmo e fu portata avanti. Furono sensibilizzate la Provincia e soprattutto la fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che elargì un primo contributo seguito poi da uno successivo. La cosa andò avanti lentamente, e Ricchieri non ebbe modo di vedere la sua idea realizzata. Ma fu in seguito ripresa dal successivo presidente del Panathlon, Romeo Zurro. Terminata la palestra, nel 2002, l’Amministrazione Provinciale presieduta da Federico Saccardin ha deliberato di dedicarla a “Toni” Ricchieri. All’inaugurazione intervennero l’ex campione del mondo Franco Causio, iridato in Spagna con gli azzurri di Bearzot nel 1982, il presidente della Provincia Federico Saccardin e il presidente del Panathlon Bruno Piva.

Iole Sturaro



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