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Rio 2016, Lucio Taschin si unisce all’appello del presidente del Coni Veneto Gianfranco Bardelle

Per crescere davvero servono piu’ investimenti e programmazione
30 agosto 2016 Stampa articolo

Da-sx-Bardelle-e-TaschinIl medagliere di Rio 2016 come uno stetoscopio per misurare lo stato di salute dello sport veneto. E il quadro clinico che emerge non è dei migliori. O meglio, potrebbe essere decisamente più confortante. Se poi si guarda alla Provincia di Rovigo i battiti si fanno ancora più lenti.

Un oro, un argento e un bronzo. Questo il bottino raccolto dagli atleti veneti ai recenti Giochi Olimpici, su un totale di 28 medaglie conquistate dal plotone azzurro. Meglio che a Londra, ma peggio che a Pechino. Un risultato che ha subito provocato la reazione del presidente del Coni Veneto Gianfranco Bardelle, pronto a sottolineare la necessità di aumentare gli investimenti nello sport, sia a livello di impiantistica che a livello scolastico.

Un grido di allarme a cui si unisce anche il delegato della provincia di Rovigo Lucio Taschin. Partendo da quella desolante classifica relativa all’indice di sportività che ha visto il “Sole24Ore” collocare il Polesine in 87esima posizione su 110 province italiane.

“Abbiamo condiviso con il presidente Bardelle e gli altri delegati provinciali l’idea che se si vuole crescere davvero nella cultura e pratica sportiva sia necessario investire nel futuro dei giovani – spiega Taschin – C’è una legge di riforma nazionale al vaglio che deve essere profonda, non superficiale. Con la Regione Veneto abbiamo aperto un dialogo per invertire una tendenza che penalizza il mondo sportivo. Ci devono essere investimenti nelle strutture, ci devono essere investimenti nelle persone. Insomma un modo diverso, globalmente riconosciuto a livello internazionale di fare pratica sportiva”.

Prendere spunto dai migliori per individuare la strada corretta per crescere. “L’esempio della Gran Bretagna alle ultime Olimpiadi è significativo – prosegue il delegato della provincia di Rovigo – Quel gran numero di medaglie non è figlio dell’improvvisazione ma della programmazione. Cominciamo da lì e forse i grandi sforzi che i nostri atleti a costo di enormi i sacrifici hanno fatto non saranno vani”.

E magari una maggiore programmazione porterà anche ad avere un più folto gruppo di rappresentanti polesani alle Olimpiadi. Come ben noto, la nostra provincia si è presentata in Brasile con due sole atlete: la giocatrice di beach volley Marta Menegatti, cui si è aggiunta la rodigina “di adozione” (nata a Rivoli ma residente a Occhiobello) Alessia Maurelli che con le Farfalle della ginnastica ritmica ha solo sfiorato il podio. Due acuti in un coro forse ancora stonato, basato troppo spesso sulla sola caparbietà e passione di tanti volontari che giorno dopo giorno assicurano la sopravvivenza di molte realtà sportive polesane.

 

C.S.



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