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Intervista a Sean Maloney, giornalista Fox Sports Australia

3 settembre 2016 Stampa articolo

petternellaSean Maloney è un nome che ai più potrà risultare nebuloso o sconosciuto, ma si tratta in realtà di un ex giocatore di rugby, transitato anche per il nostro Campionato, da seconda linea nel Rovigo in una delle stagioni forse più particolari nel recente passato rossoblu. Oggi, appesi gli scarpini al chiodo, è diventato uno dei più quotati ed esperti giornalisti down under, tanto da essere nel team di commentatori della palla ovale di Fox Sports Australia. Siamo andati alla riscoperta del suo passato in Polesine e alla scoperta, invece, del rugby australiano di oggi, in particolar modo quello a sette.

“Ho amato tantissimo i momenti passati a Rovigo. Ho davvero dei ricordi indelebili della mia stagione 2006/2007. Fu un’annata difficile, dove lottammo per non retrocedere. Ricordo una partita importante che dovevamo giocare. Segnammo e dovevamo solo ripartire. La palla arrivò a me, la passai a Manuel Contepomi che la calciò in touch. Ricordo ancora quel momento preciso. Così come la pizza in via Savonarola dove vivevamo. Buonissima”.

Il rugby australiano nel Seven sta vivendo un momento straordinario.

“Le Olimpiadi di Rio sono state una fase epica per il rugby australiano. È stato davvero incredibile. Chiunque abbia seguito le ragazze quest’anno, sapeva che avevano una marcia in più rispetto alle avversarie ma questo non vuol dire nulla quando ti stai giocando una medaglia d’oro olimpica. Ci sono stati tantissimi altri atleti australiani dati per favoriti, come ad esempio nel nuoto, che non ce l’hanno fatta. Quello che mi è piaciuto di più del traguardo raggiunto dalle ragazze è stata la loro esecuzione. È stato un capolavoro di testa, abilità e preparazione. Gli uomini, invece, hanno delle buone qualità, ma purtroppo tutti in Australia hanno riconosciuto che il loro cammino è stato davvero duro”.

Chi è stata la giocatrice che più si è fatta valere secondo te?

“Charlotte Caslick è stata nominata migliore atleta del torneo e credo sia giusto. Detto ciò, però, il motivo per cui Charlotte ha avuto questo riconoscimento ed ha avuto così tante opportunità per fare ciò che ha fatto, è grazie alle altre sei ragazze australiane sul campo, che son altrettanto brave e mettono in apprensione allo stesso modo tutte le difese”.

Com’è stata vissuta l’impresa in Australia?

“Grande eccitazione. Abbiamo tutti urlato e gioito per queste ragazze. Sono fantastiche. Io personalmente ho guardato la finale con mia figlia di cinque anni e lei ora vuole giocare come Chloe Dalton e le altre ragazze”.

Da seconda linea, non devi aver avuto grandi possibilità nel Seven, ma quali sono le caratteristiche del gioco e dei giocatori?

“Mi piace il fatto che devi essere più preparato in ogni singolo aspetto del gioco, altrimenti tu e la tua squadra sarete sconfitti. Tutto è amplificato. Sbagli una pulizia in ruck? Turnover. Sbagli un placcaggio? Meta contro. Sbagli un singolo passaggio? Sei costato una meta fatta alla tua squadra”.
Rio sembrerebbe essere stato un grande inizio, ma comunque solo l’inizio.
“Si, Rio è stato il calcio d’inizio per qualcosa di veramente speciale nel mondo del Seven. Ma sono sicuro che già Tokyo sarà una cosa folle”.

C.S.



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