Home » Rugby seven femminile

Presentato il Petternella

22 settembre 2016 Stampa articolo

LocandinaSi è svolta questa mattina presso la Sala Giunta della Provincia di Rovigo, la conferenza stampa di presentazione ufficiale della ventesima edizione del Torneo Internazionale di Rugby Seven Femminile “Mirko Petternella”, che si svolgerà presso gli impianti dello “Stadio Battaglini” domenica 25 settembre 2016.
Presentate tutte le squadre (otto Seniores, quattro Under 16) e tutte le iniziative collaterali, tra cui quelle benefiche in favore delle associazioni “Amici di Anna e Matteo” ed “Italiani in Crimea”.

A fare gli onori di casa è stato il Presidente della Provincia, Marco Trombini. Con lui, dal lato istituzionale, presente l’Assessore allo Sport del Comune di Rovigo, Luigi Paulon, il Presidente del Coni Provinciale, Lucio Taschin, il delegato della Federazione Italiana Rugby, Zeno Zanandrea e l’allenatore della Nazionale Italiana Seven, Andy Vilk.
Sono, poi, intervenute anche Marina Petternella, moglie del compianto Mirko, e Gisella Bellinello Quaglio, Presidente delle Rose Rovigo Rugby e a capo del comitato organizzatore.
Il Presidente della Provincia Trombini ha ringraziato i presenti e sottolineato l’importanza del torneo.
“Grazie per aver scelto la nostra casa per presentare un evento così significativo per la provincia di Rovigo. È un onore poterlo presentare in questa conferenza stampa. Sono un grande appassionato di rugby e di recente ho avuto modo di seguire il rugby a sette ai Giochi Olimpici e ne sono rimasto impressionato. Bello, poi, poter pensare che si tratta della ventesima edizione, un traguardo rilevante considerato che molte sono le kermesse che facilmente si avviano, ma che la vera difficoltà sta nella prosecuzione temporale. È sicuramente una testimonianza chiara di grande passione che riesce a prevalere su tutto”.

A seguire è arrivato l’intervento dell’Assessore allo Sport, Luigi Paulon, il quale ha voluto rinsaldare lo storico legame tra palla ovale e città.
“La R di Rovigo è anche la R di rugby. Il rapporto è inscindibile. Nella nostra città abbiamo il grande privilegio di poter ospitare tornei storici come il Petternella o il Milani. Da questo punto di vista, Rovigo può essere considerato un polo nazionale e non solo. L’intero territorio è coinvolto nella passione per questo sport e, a livello femminile, vedo un movimento in espansione e fermento. Spero anche di poter tornare presto ad abbracciare una formazione locale e in questo senso abbiamo già avviato i discorsi con Le Rose, perché non vi è dubbio che questa tradizione debba essere riscoperta e riconosciuta. Da ex giocatore, non posso che essere felice di una simile manifestazione, dal momento che il rugby rappresenta un vero e proprio unicum. Uno sport che non ha eguali, legato a sentimenti, valori, quali solidarietà, sacrificio, appartenenza, dedizione e che è eccezionale per l’aspetto umano”.

Il Presidente del Coni provinciale, Lucio Taschin, ha invece ammirato il coraggio e la determinazione nell’organizzazione della kermesse.
“Con il Coni ci siamo posti alcuni obiettivi legati a problematicità riscontrate che sono relative alla pratica giovanile, all’impiantistica ed alla creazione di eventi. Nel fine settimana, abbiamo invitato gli organizzatori a prendere parte alla manifestazione Sani Sapori che si svolgerà in centro e che pone l’accento su un aspetto fondamentale come quello dell’alimentazione, per sportivi e non, ma anche sulle sinergie che dobbiamo sempre più ricercare tra le nostre varie realtà.

Vent’anni sono davvero tanti e non posso che fare i miei più sinceri complimenti. Da giornalista, purtroppo non ho avuto modo di conoscere Mirko Petternella, ma ne ho spesso sentito parlare come di una figura cardine nella storia del giornalismo sportivo locale e nazionale e sono particolarmente contento di condividere questo momento con figure chiave della sua vita, come la signora Marina”.
Zeno Zanandrea, delegato per il settore femminile della Federazione Italiana Rugby, ha portato il saluto del Presidente Alfredo Gavazzi.
“Mi complimento come sempre per lo spirito della signora Gisella e di tutta l’organizzazione di un torneo così bello ed importante nel nostro panorama sportivo nazionale. Il rugby femminile gode di ottima salute ed i risultati raggiunti negli ultimi anni parlano da soli. Io, al contrario del Presidente Taschin, ho avuto la fortuna di conoscere Mirko Petternella e lo ricordo, oltre che come una persona squisita, come un’autentica pietra miliare del nostro sport e come un grande promotore della palla ovale in Italia”.
Coinvolto nella discussione generata da un appassionato dibattito sul rugby a sette alle recenti Olimpiadi di Rio, il tecnico della Nazionale Italiana Seven, Andy Vilk, ha fornito un’esauriente spiegazione delle differenze tra la disciplina specifica e quella a quindici.
“È un grande piacere essere qui con voi oggi e porto anche i saluti del responsabile Seven della Federazione, Orazio Arancio. Tornei come questo sono iniziative fondamentali per far crescere in Italia il movimento del rugby a sette. Ho sottolineato spesso come solo così si può dar vita ad un’autentica cultura di questo sport e farne nascere le radici che possono poi portare frutti alla Nazionale. In questo momento l’obiettivo principale di una disciplina così spettacolare dev’essere proprio quello di creare una base solida ed una cultura. Le Olimpiadi, da questo punto di vista, aiuteranno moltissimo, perché sono l’ideale per il rugby e perché sembrano fatte apposta per il Seven. Il mio migliore augurio per l’ottima riuscita del torneo”.

Si è, poi, passati ad un aspetto più emozionale, coinvolgendo la signora Marina, moglie di Mirko.

“Conosco da una vita la famiglia Quaglio e non posso che esserne contenta per l’amore che hanno sempre dimostrato nei confronti di Mirko. Lui da piccolo aveva abitato a Rovigo e spesso mi raccontava di questa città, che già allora chiamava delle rose. È stato un uomo di cultura ed un grande giornalista, che sapeva cogliere soprattutto l’aspetto umano e quello che c’era intorno, la bellezza delle persone oltre all’aspetto tecnico prettamente legato al suo lavoro. Per questo il pensiero di ricordarlo con un torneo del genere mi sembra particolarmente adatto. È la testimonianza fattiva dell’affetto che lui ha creato e che continua ad esistere. Questi venti anni sono letteralmente volati”.

Infine, chiusura obbligata per la signora Gisella Bellinello Quaglio, Presidente del club Le Rose Rovigo Rugby ed organizzatrice del torneo. “Nel tempo mi è stato spesso chiesto perché un torneo intitolato ad un giornalista e non ad un giocatore come di solito avviene. Mirko, oltre che un grande amico di famiglia, è sempre stato un grande amico del rugby in generale e di quello femminile in particolare. Ricordo ancora le sue interviste all’ultimo minuto, quando chiamava per chiedere se ero in casa e poi come si batteva per metterle in onda. Soprattutto, di lui va sottolineato il grande rispetto che ha sempre avuto per il rugby femminile, spesso non visto nello stesso modo da altre parti.

Oggi vorrei condividere un ricordo inedito. Non so quanti abbiano avuto modo di vedere un funerale a Venezia. A me è capitato con quello di Mirko nel 1996. Venezia è una città unica ed una cerimonia funebre in quello scenario lo è altrettanto. Mi colpì tantissimo come, per caso o per chissà quale altra ragione, sul feretro che lasciava la chiesa sulla gondola, fosse adagiato ai piedi proprio il mazzo di rose rosse e blu che avevamo voluto fare per ricordarlo. In quel momento decidemmo di iniziare ad organizzare il torneo sin dalla prima edizione nel novembre dello stesso anno.
Mirko stesso, sono convinta, ci abbia sempre dato una mano e protetti per lo svolgimento e, nonostante le mille difficoltà, è sempre stato un successo, con la presenza di un bel sole e di tanta bella gente.
Un segno Mirko lo ha voluto lasciare anche nel ventesimo anno. Quest’estate sono stata contattata da un gruppo di ragazze che vorrebbero praticare questo sport e stiamo ora valutando la possibilità di ridare vita alla tradizione delle Rose.
Un motivo di orgoglio personale è l’aver deciso vent’anni fa di optare per questa formula a sette, a tutto campo, la sola in Italia, che avevo visto praticata all’estero per agevolare le squadre ma anche rendere più divertente il gioco. Ora questa stessa formula è approdata addirittura alle Olimpiadi e speriamo di poter vedere anche la formazione italiana alla prossima edizione.
Ci tengo a sottolineare il valore delle nostre iniziative solidali e benefiche, perché da sempre abbiamo cercato di dare alle ragazze un codice di condotta morale. Stiamo parlando di donne che in futuro potranno diventare madri e mogli. Il concetto di sostegno non può fermarsi al recinto di gioco, ma deve andare oltre ed abbracciare tutta la vita. Per questo, voglio ringraziare chi ci dà una mano, a partire dai volontari, il comitato organizzatore ed alcuni sponsor che ci sostengono come il supermercato La Fattoria e la Profumeria Manfrin, che ci ha messo tra l’altro a disposizione fragranze e trucchi da far trovare negli spogliatoi alle ragazze che parteciperanno al torneo”.
Il programma, che sarà diffuso a breve con i relativi regolamenti, prevede l’inizio delle attività attorno alle ore 10 e conclusione verso le 13 dello stesso giorno con le finali, l’avvio della cerimonia di premiazione ed il terzo tempo collettivo sotto la Tribuna Lanzoni.

C.S.



Articoli correlati


Intervista a Sean Maloney, giornalista Fox Sports Australia
Intervista a Maria Cristina Tonna, dirigente Federazione Italiana Rugby
Intervista a Veronica Schiavon, mediano di apertura della Nazionale Italiana
Uniti si vince!
New Ascaro All Star Awards 2016
Le Birbe e Le Spartane in amichevole