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Delta Rovigo. Caraccio: “Possiamo essere protagonisti sino alla fine”    

1 novembre 2016 351 visite Stampa articolo

franco-caraccioLa famiglia Visentini non ha ben digerito il pareggio subìto dal Delta Rovigo in rimonta dal Mezzolara dopo quello (doppio) di Castiglione di Ravenna dove gioca la Ribelle. Tanto che domenica a fine partita il presidente Mario è rimasto a lungo a colloquio con Parlato per cercare di capire la motivazione di questi cali di tensione. Ha rincarato la dose la diesse Lorenza prima dell’allenamento odierno, fissato anche in giorno festivo.

Non è dato sapere cosa abbia detto la diesse a squadra e staff tecnico ma certamente la discussione non poggiava su basi di soddisfazione reciproca. I biancazzurri continuano a non avere la necessaria continuità, senza la quale è difficile (se non impossibile) rimontare sulle prime. La capolista Lentigione ha otto punti in più ma i biancazzurri sarebbero alle sue calcagna qualora avessero intascato i quattro punti gettati al vento nelle ultime due partite sommati a quelli con la Colligiana (con Passiatore in panchina).

Una partita quella di domenica che poteva comunque essere vinta ugualmente anche dopo il pari emiliano. Infatti Caraccio ha avuto la possibilità di battere Malagoli (portiere avversario) che invece si è opposto con bravura alla sua buona conclusione. “Il tiro non è stato buono – sbotta Caraccio – perché se fosse stato buono sarebbe entrato; a prescindere dalla bravura dell’estremo avversario. Peccato; perché meritavamo il successo pieno al di là delle disattenzioni che ancora commettiamo”.

Caraccio ha una sola presenza da titolare però in Coppa Italia contro la Vigontina, persa ai rigori per 3-5. In campionato invece sette presenze partendo sempre dalla panchina. “Non sono io che decido la formazione – ‘assicura’ sornione Caraccio’ – e gioco quando il mister (o i mister nel caso del Delta Rovigo) lo decidono. Io non posso fare altro che farmi trovare pronto e per questo lavoro in settimana con intensità e entusiasmo. Il campionato è ancora lungo (mancano 25 giornate, ndr) e tutto può accadere. Abbiamo il potenziale per essere protagonisti sino alla fine e dobbiamo sfruttarlo in pieno. Ognuno di noi deve dare il massimo per raggiungere l’obiettivo che è ancora largamente alla nostra portata”.

Caraccio è nato a Chacabuco (in Argentina, dove è nato anche il mitico Daniel Passarella, e i suoi bisnonni erano di Como) il 16 gennaio 1987; è alto 1,80 metri per un peso di 76 chilogrammi. La sua carriera lo ha portato in vari continenti. Ha iniziato nel 2005 all’Arsenal (serie A argentina) dove è rimasto 3 anni. Poi si è trasferito nell’MLS (serie A statunitense dove giocano ora Giovinco e Pirlo) alla Dinamo Huston. Dopo una fugace presenza nel campionato cadetto statunitense nell’All Boys, è passato al Macarà. Nell’ottobre 2010 è iniziata la sua carriera in Italia al Foggia, per poi tornare in Argentina (C.A.I. serie B) e poi una trafila tutta tricolore: prima alla Vibonese (C2) e poi tutta serie D (Città di Marino, Mezzocorona, Sorrento, Potenza, Clodiense e Castiadas).

In quest’ultima società era assieme al brasiliano Diego Oliveira. Ma per un argentino non c’è rivalità con un brasiliano? “Questo avviene quando siamo avversari – assicura Caraccio – mentre quando siamo nella stessa squadra come nelle ultime due stagioni, pensiamo solamente al bene comune”.

L’argentino è fidanzato con Laura (ragazza argentina) da dieci anni. Tifa Boca Juniors in contrapposizione all’altro argentino Alessandro che lo fa per il River Plate. Gradisce l’asado argentino e pasta e pizza italiane, la sua musica preferita è il rag e il suo film è “Lo Hobbit”.

Pierre

 

Pierre



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