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Calcio Rovigo. Rimpatriata per gli ex biancazzurri delle annate ‘50, ‘60, ‘70 e ‘80 

12 novembre 2016 757 visite Stampa articolo

ex-giocatori-calcio-rovigo-50-60-70-80-24“Campi e Maranga, Rovigo a valanga”. Era questo il grido maestoso che risuonava dalle tribune del Tre Martiri (allora il Gabrielli si chiamava così) nei primi anni ‘70 che allora accoglievano spesso ben 5.000 spettatori. Claudio Marangon e Fabrizio Campi erano presenti oggi al Ristorante “Da Aligi” di Crespino assieme a ex giocatori del Rovigo degli anni ‘50, ‘60, ‘70 e ‘80. Una rimpatriata organizzata da Carlo Spolaore, prima giocatore e poi allenatore del Rovigo, Gianni Taschin, ex giocatore e Silvano Pizzardo, per anni maestro di calcio e di vita delle giovanili biancazzurre.

Una rimpatriata perfettamente riuscita che ha radunato una sessantina di ex giocatori che hanno portato tutti ricordi e aneddoti a iosa. Comune denominatore la fratellanza e il reciproco rispetto che accompagnava le fatiche dei biancazzurri. Un quarantennio di gioie ma anche di dolori che lo spogliatoio riusciva a metabolizzare per dare sempre un senso compiuto alle squadre che si sono alternate.

C’era ovviamente gente che nemmeno si conosceva ma che la comune militanza a Rovigo ha avvicinato. Ospite d’onore Saul Malatrasi, 78 anni di Calto: il polesano con la migliore carriera a livello nazionale visto che ha indossato, tra le altre, le casacche di Inter, Milan, Roma e Fiorentina. Con i viola ha vinto Coppa delle Coppe e Coppa Italia, con l’Inter due scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.  Col Milan uno scudetto, una Coppa delle Coppe, una Coppa dei Campioni battendo in finale l’Ajax di Johan Cruijff e una Coppa Intercontinentale contro l’Estudiantes. In Nazionale ha giocato nell’Italia Under 23 e nella rappresentativa B (tre partite). Malatrasi ha contribuito alla riuscita dell’incontro conviviale raccontando aneddoti che hanno infarcito la sua lunga e gloriosa carriera; soprattutto quando era agli ordini del Paron Rocco.

Presente anche Stefano Casalicchio coautore dei due libri che illustrano la storia del Calcio Rovigo, miseramente fallito nel 2011; il primo con Maurizio Romanato, il secondo con Carlo Fontanelli.

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Saul Malatrasi

A fare gli onori di casa i tre organizzatori che non hanno nascosto la difficoltà a reperire tutti i giocatori di quelle annate sottolineando però come la risposta sia stata ugualmente massiccia. Ricordati anche coloro che in questo lungo lasso di tempo sono venuti a mancare.

Due le annate maggiormente gettonate; ‘70/’71 e ‘80/’81. Nella prima chiusa ad un punto dalla capolista Giulianova ci furono due episodi che ancora amareggiano gli ex biancazzurri. A Giulianova il Rovigo chiuse sullo 0-0 ma venne clamorosamente annullato per fuorigioco un gol di Emiro Beciani che raccolse un cross dal fondo a dieci minuti dal termine e segnò il gol che avrebbe significato vittoria e sorpasso in vetta a tre partite dalla fine. Una vittoria che, molto probabilmente, avrebbe permesso ai biancazzurri di salire in C2 conquistata solamente nel campionato di Serie D ‘05/’06.  Invece dopo avere omologato il gol l’arbitro Esposito di Napoli (successivamente in serie A) ascoltò il guardalinee che prima aveva omologato a sua volta il gol per poi essere colto da “paralisi” segnalando un inesistente fuorigioco.

Altro episodio di quell’annata il petardo che colpì Corrado Penzo a Civitanova Marche (maglia bruciata e ferita al giocatore) che l’arbitro Menicucci di Firenze (poi nella stanza dei bottoni dell’Aia) annotò scrupolosamente nel suo referto ma ignorato dal giudice sportivo.

ex-giocatori-calcio-rovigo-50-60-70-80-1Altra annata da incorniciare quella ‘80/’81 che vedeva Carlo Spolaore in panca e giocatori che sono rimasti nei cuori dei tifosi biancazzurri (Campi, Marangon ma anche Bognin, Vanni Brunello, Pietro Vitiello, Begnini, Verdolin, Freguglia, Zamprogno, Rodighiero e Poli ed altri; ricordate?). Molti di quei giocatori erano presenti oggi e gli amarcord si sono sprecati. Per illustrare la forza di quella compagine basti ricordare come vinse il campionato di Promozione salendo in serie D (allora mancava l’Eccellenza) subendo una sola sconfitta all’ultima giornata contro le Officine Bra.

Tanti gli aneddoti anche degli accesi derby contro Adriese e Contarina, giocati sempre di fronte a un pubblico strabocchevole con le due fazioni che non disdegnavano lazzi e sfottò che hanno fatto la storia del calcio polesano. Una storia che non finisce qui; tanto che gli ex biancazzurri si sono ridati appuntamento per i prossimi anni cercando magari di contare i giocatori che oggi erano assenti perché introvabili.

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Pierre



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