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Nichele in rosa da dicembre

Ferrari si gode la tripletta di domenica
15 novembre 2016 492 visite Stampa articolo

matteo-nicheleDal 1° dicembre (primo giorno della finestra dei trasferimenti invernali che si chiuderà il 16) la rosa del Delta Rovigo avrà un nuovo aulentissimo petalo. Si tratta di Matteo Nichele, nato a Bassano il 16 maggio 1981 (alto 1,86 per un peso di 83 chili), che nella sua carriera recente ha vinto due campionati con Parlato in panchina (a Pordenone prima e a Padova nella scorsa stagione). E’ un mediano che non disdegna anche tutti gli altri ruoli di centrocampo: un uomo di “rottura” che conosce a perfezione il gioco voluto dal tecnico napoletano. Si aggiunge a Ilari, Sentinelli e Dionisi con i quali ha vinto a Padova. Chiaro l’intento di raggruppare il più possibile a Rovigo giocatori di provata esperienza e affidabilità per dare la caccia alla Lega Pro. Può arrivare solo a dicembre solo perché in questa stagione ha giocato in tre partite a Pieve di Soligo.

Oggi Nichele si è allenato con gli altri biancazzurri, reduci dalla “manita” servita alla Correggese con tre reti di Ferrari che ha ricevuto (come di consueto in caso di tripletta) il pallone della gara, firmato da tutti i compagni. “Il pallone è mio – ammette Ferrari – ma va condiviso con tutti: quando si vince è merito di tutti, così come è ‘colpa’ di tutti quando si perde”.

In sede di presentazione del match di domenica il tecnico della Correggese Massimo Bagatti (sette partite a Rovigo nella scorsa stagione) aveva indicato nel Delta Rovigo una delle squadre che avrebbero lottato per il successo finale. In virtù anche della presenza di Ferrari che era con Bagatti alla Correggese ‘13/’14 quando i biancorossi furono battuti in finale di Coppa Italia ad opera del Monopoli, allora allenato da Francesco Passiatore.

“Ringrazio Bagatti per la stima (che è reciproca) – osserva Ferrari – e quasi quasi in fondo al cuore mi dispiace un pochino. Ora però gioco col Delta Rovigo e il successo di domenica e i tre gol messi a segno mi rallegrano alquanto”.

Prima, nelle 8 partite (e mezza) giocate, era andato a rete altre tre volte dimostrandosi a volte timoroso e un tantino confusionario. A cosa si deve la metamorfosi? “Ho potuto giocare molto più spesso fronte alla porta – ricorda il bomber sassuolese -. Prima col 4-3-3 non succedeva con la stessa frequenza; domenica mi sentivo bene e avere alle spalle Fortunato in posizione da trequartista ci ha dato maggiore penetrazione: E i frutti si sono visti. Sono certo che avremmo vinto anche senza l’espulsione di Bovi; abbiamo giocato gran calcio contro una Correggese (non dimentichiamo quarta della classe, ndr) che ha messo in mostra ottimo gioco. Siamo stati bravi a imbrigliarli e a ripartire con velocità e precisione”.

Due dei suoi tre gol (il primo e il terzo) sono stati di normale fattura (colpo di testa ravvicinato e tap in vincente su respinta de portiere sulla conclusione di Oliveira). Pregevolissimo il secondo quando Ferrari ha segnato praticamente dalla linea di fondo. L’interessato si schernisce: “Avevo perso inizialmente il tempo della prima battuta – ricorda -; la palla stava uscendo ma prima che superasse la linea di fondo sono riuscito a girarla alle spalle del portiere; credo di non avere fatto nulla di eccezionale”. Speriamo non faccia…nulla eccezionale anche nelle prossime partite e che il risultato sia lo stesso di domenica. A cominciare dalla prossima trasferta a S.Donato in Poggio, quartiere di Tavarnelle (8000 abitanti a una trentina di chilometri da Firenze).

 

Pierre



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