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Parlato: “Soro potrebbe fare strada”

17 novembre 2016 2.583 visite Stampa articolo

soroDomenica prossima il Delta Rovigo si recherà a Tavarnelle per incontrare il S. Donato, quartiere della cittadina (8000 abitanti) in provincia di Firenze. Sulla panchina toscana non ci sarà Marco Ghizzani che ha rescisso contestualmente il contratto dopo la sconfitta (bruciante) nel derby con la Sangiovannese (2-3). Al suo posto c’è ora Massimo Fusci, 54 anni, allenatore nel recente passato per due stagioni a Poggibonsi (un 2° e un 4° posto).

I biancazzurri si stanno allenando bene in vista dell’impegnativo match che potrebbe vedere i biancazzurri ancora più in alto dell’attuale settimo posto. Tutti stanno bene e sarà disposizione anche Andrea Lo Perfido, ai box per due giorni ad inizio settimana a causa di un virus influenzale. Tutti hanno grande entusiasmo che deriva dalla “manita” servita calda alla Correggese domenica scorsa.

Tutti scalpitano e vorrebbero giocare in terra toscana per cercare la vittoria esterna che non è mai stata centrata sinora. Chi scalpita più degli altri è Simone Soro, classe ‘99, punta che Carmine Parlato ha voluto con sé dopo i primi tempi tra gli Juniores. Ad Adria ricorderanno sicuramente il gran gol del sardo nel derby giocato al Gabrielli; comunque insufficiente per evitare la sconfitta.

Soro ha già giocato due scampoli di partita in serie D a Piancastagnaio prima e domenica scorsa alcuni minuti contro la Correggese. “In entrambi i casi ho provato una grande emozione – assicura Soro -; io, così ‘piccolo’ al cospetto di gente che in alcuni casi potrebbe essere mio padre non è da tutti. Ho cercato di dare il massimo per centrare la vittoria”.

“L’ho fatto giocare non per dargli un contentino – afferma Parlato -, bensì perché credo in lui. A Piancastagnaio l’ho messo dentro quando mancava un quarto d’ora alla fine ma le condizioni atmosferiche (pioveva a dirotto e il campo era un acquitrino) non hanno certamente favorito il ragazzo. Sono però certo che, se ben ‘amministrato’, possa avere un buon futuro. Ha ‘gamba’ e tiro e di sicuro, quando avrà imparato le cose che non conosce ancora verrà buono alla nostra causa adesso e chissà dove in futuro”.

Soro si schernisce: “Parlato è un grandissimo allenatore; conosce il calcio come pochi e parla tanto con tutti, giovani compresi. Seguirne le indicazioni per me è un piacere, sicuro tra l’altro che con lui potrei pensare a qualcosa d’importante; magari in Lega Pro col Delta Rovigo”.

Soro è nato a Tempio Pausania (in provincia di Sassari) il 4 luglio 1999, è alto 1,82 metri per un peso di 70 chilogrammi; è un destro naturale ma se la cava anche col mancino e nel gioco aereo.

Pur essendo così giovane ha già girato mezza Italia avendo cominciato nelle giovanili di S.Teresa di Gallura e poi al Bruno Selleri di Olbia, e quindi al Latte Dolce di Sassari. Successivamente è stato al Pescara e quindi è approdato nella capitale con la Vigor Perconti prima di approdare a Rovigo. Ad assecondarlo e seguirlo nel suo peregrinare è stato papà Armando che gli ha inculcato educazione e rispetto.

E’ single (“ho altre cose a cui pensare ora”), tifa (ovviamente) Cagliari, mangia molto volentieri la pasta al forno preparata da mamma Antonella e da nonna Maria; ascolta musica “commerciale” e i suoi film preferiti sono quelli d’avventura. Alla luce della sua determinazione è pronto a spiccare il volo.

           

Pierre



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