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Oliveira: “La tragedia ai danni della Chapecoense è una tragedia di tutto il Brasile”

30 novembre 2016 323 visite Stampa articolo

OliveiraSembra un maledizione! Diego Oliveira non ha ancora segnato un solo gol nel Delta Rovigo allenato prima da Passiatore e dopo da Parlato. E non lo fece nemmeno nelle 16 presenze a Pordenone nella stagione ‘13/’14 sempre col tecnico napoletano in panchina e chiusasi col salto in Lega Pro.

Oliveira ricorda con un pizzico di disappunto: “In effetti sono ancora a secco con Parlato ma credo comunque di avere sempre dato il massimo tutte le volte che sono stato chiamato in causa. Prima o poi verrà anche il mio turno”.

Il brasiliano ha giocato quest’anno da titolare tutte le prime otto partite (quattro con Passiatore e altrettante con Parlato) per poi giocare a gare alterne partendo dalla panchina. Come accaduto domenica scorsa quando è  subentrato a Ilari a un quarto d’ora dal termine, facendo ora a confezionare un assist perfetto per Alessandro che ha così segnato il suo sesto gol (il quinto per il Delta Rovigo).

Non è stata solo questa l’azione che ha visto Oliveira protagonista in più occasioni. Ricordiamo anche l’assist per Migliorini contro la Correggese, l’azione che ha favorito il gol di Miotto contro l’Imolese e il rigore procuratosi contro la Sangiovannese, poi realizzato da Sentinelli.

“Mi alleno sempre con grande intensità e mi metto anima e corpo a disposizione del mister e del gruppo – assicura Oliveira -. Non ho ancora segnato ma sono certo di avere un ruolo importante all’interno del gruppo, splendido per compattezza e determinazione. Non so dove arriveremo ma voglio partecipare anch’io a cercare la vittoria finale che credo sia ampiamente alla nostra portata”.

Domenica è in programma la trasferta in casa della Virtus Castelfranco, ultima e con parecchi numeri negativi. “I numeri pregressi non devono darci certezze assolute – osserva la punta brasiliana -. Parlato ci sta ‘strizzando’ i cervelli per farci capire che la partita di domenica sarà più difficile di altre. A rischiare saremo solo noi e pensare di avere vinto ancor prima di scendere in campo sarebbe un peccato mortale; e noi non vogliamo assolutamente commetterlo”.

Ieri in Colombia è caduto un aereo che trasportava la squadra brasiliana Chapecoense in viaggio per disputare le finale della Coppa Sudamericana contro l’Atletico Nacional. I morti sono stati 75 e i superstiti solo sei; una tragedia che ricorda (rimanendo nel mondo del calcio) quelle che colpirono il Grande Torino e il Manchester United il 6 febbraio 1958. L’aereo dei granata si schianto sulla Basilica di Superga mentre quello dei Reds cadde al momento del decollo a Monaco di Baviera; due tragedie che lasciarono nello sgomento il mondo intero.

Oliveira partecipa al cordoglio per la disgrazia capitata al Chapecoense: “E’ il più grosso disastro che abbia visto protagonista una squadra di calcio brasiliana. Non conoscevo di persona nessuna delle vittime ma seguivo con interesse le gesta della squadra che si stava ritagliando sempre più una posizione importante nel firmamento calcistico di casa mia. Sono vicinissimo al dolore delle famiglie delle vittime e a tutto il mio Brasile in lutto”.

La redazione di agorasportonline.it si unisce al cordoglio generale.

 

Pierre



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