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Gandolfi: “A Rovigo sto toccando il cielo con un dito”

29 dicembre 2016 1.054 visite Stampa articolo

filippo-gandolfiROVIGO – Anche oggi i giocatori del Delta Rovigo si sono sorbiti un doppio allenamento; più tecnico nella mattinata, più atletico nel pomeriggio quando Carmine Parlato li ha sottoposti ad una seduta vissuta quasi esclusivamente “di corsa”. Praticamente tutti i componenti della rosa hanno dimostrato un ottimo stato di forma con particolare menzione per Simone Soro che ha sfruttato anche la sua giovane età (classe ‘99) per correre sempre davanti agli altri.

La seduta è stata diretta da Parlato stesso poiché il preparatore dei portieri Alan Marin è alle prese con una fastidiosa influenza. La quale non gli ha però impedito di preparare un programma atletico intenso che Parlato ha fatto svolgere ai suoi in maniera certosina.

Il tutto mentre i portieri svolgevano attività a parte. Pier Paolo Boccanera, Gianni Careri e Filippo Gandolfi hanno a loro volta lavorato intensamente. Gandolfi è approdato da pochissimo in biancazzurro in sostituzione di Daniel Spinelli, approdato al Potenza. Gandolfi è nato a Bologna il 23 ottobre 1997; è uno spilungone alto 1,95 metri per un peso di 86 chilogrammi; abita a Porretta Terme (in provincia di Bologna). I primi passi li ha mossi nella società di casa (Porretta) per poi passare al Pistoia dove ha giocato negli Juniores e nella Berretti; l’anno scorso era al Gaggio Montano (sempre in provincia di Bologna), non lontano da casa mentre ad inizio stagione è stato al Vigor Lamezia dove però non ha mai giocato. E’ single perché “ora è meglio così (ci dice)”. Tifa per il Torino, da buon bolognese preferisce mangiare tortellini di carne, guarda volentieri film di avventura e il suo cantante preferito è Lucio Dalla (bolognese doc).

Affronta l’avventura rodigina con molte speranze: “Quando mi hanno detto che sarei approdato al Delta ho toccato il cielo con un dito – ricorda Gandolfi -. Sapevo che società, staff e rosa erano di prim’ordine e farne parte è un onore”.

Il portiere porrettano elogia il suo preparatore (nonché portiere in seconda) Gianni Careri: “È veramente un grande – afferma Gandolfi -; cura i minimi particolari, lima le mie imperfezioni e mi insegna i segreti del mestiere. Con lui sono certo di migliorare sempre più e di essere di aiuto a Parlato nella corsa verso il professionismo”.

Un cammino che l’interessato affronta con calma: “So che prima di me ci sono Boccanera e lo stesso Careri – aggiunge Gandolfi – ma io lavorerò per essere pronto quando il mister mi chiamerà in causa. Il gruppo mi ha accolto al meglio e non ho sofferto ‘crisi di rigetto’; la coesione che vige tra noi sarà l’arma in più per pensare positivo”.

Di lui Careri dice: “Ha una struttura fisica adatta ad un portiere moderno. È chiaro che deve migliorare in alcuni fondamentali ma è giovane ed ha tantissima voglia di imparare. Sono certo che potrà pensare in grande”.

 

Pierre



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