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“Bepi” Ruzza, rieletto presidente regionale Figc, guarda al futuro

18 gennaio 2017 264 visite Stampa articolo

Giuseppe RuzzaROVIGO – Giuseppe “Bepi” Ruzza, 67 anni, è stato rieletto a dicembre quale presidente della Figc veneta. Per lui questo è il secondo mandato ottenuto dopo una serrata “battaglia” con l’ex presidente Giovanni Guardini, battuto per soli 85 voti. Un’inezia visto che avevano diritto di voto ben 1.040 società (solo la Lombardia ne ha di più in Italia) che rappresentano tutte le realtà sportive venete di ogni specialità: prime squadre, giovanili, calcio a cinque e settore femminile. Con lui è stato rieletto consigliere provinciale il portotollese (di Polesine Camerini) Argentino Pavanati.

Che campagna elettorale è stata?

“E’ stata veramente durissima – ammette Ruzza -. La lista Guardini era molto competitiva e abbiamo dovuto impegnarci al massimo e capillarmente per averne ragione. Ma, proprio perché è stata difficile, la rielezione ci riempie di grande entusiasmo”.

E’ difficile gestire una così grande massa di società?

“Indubbiamente sì, visto che in Veneto si gioca in montagna e al mare. Oltre all’aspetto puramente orografico, ogni società ha problematiche particolari e noi abbiamo dovuto risolverle tutte. Per tutto questo ringrazio anche i nostri preziosissimi collaboratori (delegati provinciali compresi)  che svolgono un’attività intensa, forse oscura, ma encomiabile”.

Quali sono le difficoltà per condurre il Comitato Regionale?

“In questo lungo periodo negativo i problemi nascono soprattutto a livello economico. Noi ‘viviamo’ solo con gli introiti delle iscrizioni delle squadre ai vari campionati. Visto che le società diminuiscono è chiaro che diminuisce anche il nostro introito, rimanendo invariate le nostre esigenze.

Ecco dunque che uno degli obiettivi del prossimo quadriennio sarà quello di diminuire le spese generali e di tentare di aumentare le entrate. Tutti saranno coinvolti per cercare di sensibilizzare soggetti che possano darci una mano fattiva per quadrare un bilancio che, nonostante tutto, abbiamo sempre presentato in parità”.

Nonostante le difficoltà sono arrivate molte soddisfazioni…..

“Siamo campioni nazionali Juniores e Allievi di futsal ma anche degli Allievi di calcio a 11; una plurima soddisfazione che premia i ragazzi ma anche i tecnici, tutti preparatissimi. Nonostante le difficoltà abbiamo di recente organizzato “Stella Stellina” di calcio femminile di calcio a 5 alla quale hanno partecipato 24 squadre e le finali di calcio a 5: una final four per le femmine e final eigth per i maschi”.

Le squadre diminuiscono anche a causa della concorrenza delle associazioni amatoriali……

“In effetti la concorrenza è spietata ma anche…….amichevole, visto che spesso le società amatoriali ricorrono a noi per gli arbitri. Stiamo valutando la possibilità di organizzare un campionato amatori con costi ridotti”.

La Terza categoria è ridotta solamente a 180 società venete…..

“Indubbiamente sono poche rispetto al passato e stiamo studiando anche per questo un campionato amatoriale. Già quest’anno abbiamo proposto alle società di Terza di poter giocare il tutto il week end ma solo 16 hanno aderito alla proposta”.

Non è che questo accada perchè ci sono ben 256 squadre di Seconda categoria (16 gironi da 16 squadre)?

“E’ chiaro che sembra un’assoluta discrepanza: la Terza categoria dovrebbe essere la base della nostra ‘costruzione’ e invece ha meno squadre della Seconda. E’ anche chiaro però che non possiamo far retrocedere squadre di Seconda per favorire la Terza. Sino a quando ci saranno sufficienti società di Terza organizzeremo tale campionato; poi si vedrà”.

Entriamo in ambito polesano. Nelle varie rappresentative regionali (Juniores, Allievi e Giovanissimi) i polesani latitano. Perchè?

“E’ una domanda alla quale io non riesco a dare risposte esaurienti. E’ un dato comunque importante e del problema parleremo con Argentino (Pavanati, ndr) per capire cosa accada al calcio giovanile polesano e per trovare adeguati antidoti. Il Polesine è sempre stata suolo fecondo, deve tornare ad esserlo”.

 

Pierre



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