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De Anna: “A S. Giovanni ho toccato il cielo con un dito”

7 febbraio 2017 274 visite Stampa articolo

de_annaROVIGO – Alessandro Miotto ha saltato per scelta tecnica domenica a S. Giovanni Valdarno la sua prima partita stagionale. Aveva giocato da titolare in tutte le precedenti partite ad eccezione del derby di Adria quando era squalificato. Per la cronaca l’unico che ha giocato sinora tutti i 1980 minuti in calendario è il giovane portiere Pier Paolo Boccanera.

A mezzora dal termine Miotto ha sostituito Marco De Anna, alla sua prima presenza da titolare. Parlato assicura: “Non è stata una bocciatura per Miotto. Il ragazzo padovano aveva tirato la ‘carretta’ sinora e gli ho fatto prendere un po’ di fiato. Sul campo non è cambiato molto, visto che De Anna se l’è cavata egregiamente confermando le doti che già gli riconoscevo quando eravamo entrami a Pordenone; io allenatore e lui nelle giovanili”.

E De Anna come ha preso la sua prima partita da titolare?

“Indubbiamente è stata una grossa emozione – ammette il centrocampista pordenonese -. Sapevo che Parlato mi apprezzava ma Miotto sinora ha sempre fatto benissimo. Non giocavo una partita dal maggio scorso con la Berretti del Pordenone e prima con quelli più vecchi di me avevo giocato uno scampolo di partita il Lega Pro”.

Contento della prestazione?

“Credo di avere fatto in pieno il mio dovere – ammette De Anna -. Ho partecipato ad alcune azioni pericolose, ho fornito a Capogrosso un assist importante, ne ho fallito di poco un altro per Ilari e ho cercato di giocare al meglio, sperando di avere soddisfatto il mister”.

Domenica i biancazzurri hanno vinto ma per poco non hanno approfittato del vantaggio numerico (espulsione di Mugelli) sull’1-0 a mezzora dalla fine. Prima con un uomo in più Zubin e compagni non sono riusciti a segnare all’Imolese. Perché accade questo?

“Non so spiegarmelo del tutto – osserva De Anna -. Credo però che ci sia una sorta di deleteria ‘sufficienza’ psicologica che ci tradisce; come se ci fosse tutto dovuto. E’ un fatto sottolineato da Parlato con il quale stiamo cercando di trovare le giuste contromisure”.

Sei arrivato da poco a Rovigo: che ambiente hai trovato?

“Il gruppo è fortissimo e molto coeso – pensa il friulano -; giovani e meno giovani vanno tutti d’accordo senza invidie e gelosie. Anzi chi ha maggiore esperienza insegna a quelli che ne hanno meno come me; stiamo crescendo anche per questo”.

E il futuro?

“Non guardo molto lontano bensì a partita dopo partita. Domenica arriverà la Pianese che non ho visto all’andata quando batté per l’unica volta il Delta Rovigo di Parlato. I miei compagni mi hanno detto però che è squadra ostica e in grado di metterci in difficoltà; dovremo prepararci al meglio”.

In ottica finale come la vedi?

“Puntiamo alla Lega Pro anche se non ci nascondiamo che sarà molto arduo farlo. La concorrenza è numerosa e ben assortita e proprio per questo dovremo evitare anche il più piccolo errore che potrebbe essere decisivo”. Siamo con lui.

 

Pierre



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