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Al Panathlon di Rovigo “Prendiamo a cuore la salute degli atleti”

La cardiologa Paola Galasso parla della morte improvvisa durante lo sport, come prevenirla.
10 febbraio 2017 Stampa articolo

GalassoROVIGO – Conviviale sopra le righe per il Panathlon Club di Rovigo quello di giovedì sera in cui si è parlato di sport e salute. Questo il tema proposto ai soci del club polesano: “Prendiamo a cuore la salute degli atleti” la prevenzione della morte improvvisa durante lo sport. I consigli di una cardiologa. A parlare di questo delicato argomento la cardiologa Paola Galasso che è anche presidente della società di pallacanestro Rhodigium Basket. Oltre alla dottoressa Galasso erano presenti Piero Ambretti, docente di educazione fisica e coordinatore Usat, Giancarlo Brandolese vice presidente di Unisport e il delegato provinciale del Coni Lucio Taschin.

Prima di entrare nel vivo della serata il presidente del club rodigino Federico Cogo ha letto la relazione di bilancio che è stata approvata all’unanimità.

Ambretti quindi ha presentato il progetto “baskin” e ne ha spiegato la validità. Il baskin è una nuova attività sportiva che si ispira al basket ma ha caratteristiche particolari ed innovative. Questo nuovo sport è stato pensato per permettere a giovani normodotati e giovani disabili di giocare nella stessa squadra si gioca con due canestri tradizionali più due canestri laterali posti trasversalmente al campo, sotto il canestro laterale è possibile inserire un altro canestro più basso.

Brandolese nel suo intervento ha ricordato che l’Unisport è la società rodigina per i disabili con più anni sulle spalle e che non solo si pratica sport ma con i ragazzi si fanno anche altre attività e uConvivialena di queste è stata la realizzazione di alcuni cortometraggi che sono stati anche premiati.

Lucio Taschin parlando della legge Balducci ha spiegato che Coni Point di Rovigo, in collaborazione con Ulss e Scuola regionale dello Sport, ha dedicato un convegno nello scorso novembre sull’attualissimo e delicato argomento dei defibrillatori semiautomatici.

A questo punto si è arrivati al clou della serata con l’intervento della dottoressa Galasso che ha esordito con una premessa suddivisa in tre punti:

  • “L’attività sportiva va sempre incentivata per gli aspetti benefici fisici, sociali e psicologici nell’atleta.
  • Le visite medico sportive possono intercettare patologie silenti e anche minacciose per la vita
  • L’utilizzo del defibrillatore semiautomatico è in grado nella maggior parte dei casi di risolvere l’arresto cardiaco”

A cui segue l’affermazione” Come presidenti, amministratori, allenatori dobbiamo cambiare approccio e prenderci a cuore la salute dei nostri atleti”

Con l’ausilio di slide la dottoressa Galasso ha iniziato spiegando che chi pratica un’attività sportiva è più soggetto alla “morte improvvisa” cioè “Morte naturale, preceduta da improvvisa perdita conoscenza che si verifica entro 1 ora dall’inizio dei sintomi in soggetti con o senza cardiopatia nota preesistente, ma di cui l’epoca e la modalità di morte sono imprevedibili”.

Durante lo sport è una “morte naturale che si verifica, in assenza di traumatismi, durante o entro un’ora dal termine dell’esercizio fisico”. I casi in Italia variano da 1 a 3 su 100.000 atleti ed è maggiore negli uomini che nelle donne. Ha poi spiegato che: “l’attività sportiva di per sé non è una causa di aumentata mortalità, piuttosto agisce come trigger di arresto cardiaco sovrapposto a quelle situazioni patologiche cardiovascolari predisponenti alle aritmie ventricolari pericolose per la vita”

È passata poi ad elencare casi in cui atleti, tra cui anche olimpionici, improvvisamente sono deceduti, quasi tutti, accasciandosi durante l’attività sportiva: Renato Curi, Luciano Vendemini, Antonio Puerta, Piermario Morosini, Vigor Bovolenta, Alexander Dale Oen.

La dottoressa Galasso ha poi iniziato a spiegare come avviene l’arresto cardiaco che è causato dal mancato passaggio dell’impulso elettrico.

Per poter salvare, nella maggior parte dei casi, gli atleti, ma non solo loro, è di vitale importanza avere a disposizione i defibrillatori, questi sono di due tipi, quello manuale che viene usato dai medici e quello semiautomatico che invece è quello che possono i non medici, ma che comunque ne devono aver imparato l’uso.
La dottoressa Galasso ha poi sottolineato che è di grande importanza la prevenzione, evidenziando che solo in Italia e in un altro paio di Paesi si effettua la visita medico sportiva.

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Iole Sturaro



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