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La Mantovani risorge dalle ceneri

Un anno fa la scomparsa di Orlando Patrese, storico Ds del sodalizio polesano
14 febbraio 2017 Stampa articolo

mantovaniROVIGO – Come la Fenice la Mantovani risorge dalle sue ceneri, infatti ad ottobre scorso è ripartita con il settore cicloturistico. La società ha in Maurizio Patrese il nuovo presidente, vice Roberto Manzoli, segretario Giovanni Barbin e consiglieri, Paolino Fabbro, Claudio Munerato, Rienzi Rizieri e Giuseppe Savini.

L’anno scorso il 14 febbraio si è spento colui che è stato l’anima della società rodigina per ben 40 anni, Orlando Patrese. Dunque il nome Patrese e Mantovani sono legati strettamente e indissolubilmente.

maurizio_patrese

Maurizio Patrese

La Mantovani, nel 2012, aveva concluso dopo sessant’anni di successi la sua attività agonistica per mancanza di budget, la scomparsa della Mantovani ha anche portato alla scomparsa del ciclismo a Rovigo e provincia, anche se è rimasto comunque il settore giovanile e amatoriale, decretando anche la sparizione, dopo 50 anni, del famoso “Giro della Provincia” che era organizzato dalla società rodigina, manifestazione che attirava molti partecipanti ed inoltre faceva da traino per il movimento giovanile.

Il neo presidente della rinata società, Maurizio Patrese ci spiega:” Per ora in questo nuovo gruppo siamo una decina di iscritti, partecipiamo, per ora, a raduni, gran fondo facendo anche facciamo tanti chilometri in sella alle nostre bici. Abbiamo ripreso la vecchia maglia biancoverde con la stella, simbolo della vecchia Mantovani che era conosciuta in tutta Italia e non solo, ed abbiamo creato, in aggiunta, un logo con un cuore tricolore con il nome Orlando Patrese. Io in veste di presidente della neo risorta Mantovani, figlio di chi per 40 anni ha dato tutto al ciclismo forgiando atleti e tenendo alto il nome della nostra città, ed avendo anche corso con questa gloriosa società, sto lavorando affinché questo sodalizio non venga messo nel dimenticatoio assieme ai 40 anni da direttore sportivo di mio papà.

Mantovani il Cd

Il Cd della nuova Mantovani

Ho già partecipato a cinque premiazioni in sua memoria. Sono partito con gli amici dell’U.S. Bionde, organizzatori della gara internazionale Vicenza – Bionde, con il Memorial a nome Orlando Patrese, Questo Memorial verrà organizzato ogni anno. La passata edizione, la 72esima, è stata vinta da Riccardo Minali, che debutterà come professionista con l’Astana. Per l’edizione di quest’anno come Mantovani, sempre con questa corsa, ci sarà la medaglia d’oro per il vincitore ricordando sempre mio padre. È mia intenzione organizzare anche un premio a un direttore sportivo, di questo mio progetto ne devo parlare con il nuovo presidente della Fci provinciale, Franco Pittais. Inoltre in collaborazione con gli amici del Gc Tassina organizzeremo il raduno “Città di Rovigo”. Ho tante idee da portare avanti con il nome Mantovani e per ricordare papà. Se poi troverò qualche aiuto chissà che non si ritorni come al passato ad avere una società agonistica”.

 

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Orlando Patrese

ORLANDO PATRESE

Orlando Patrese mosse i sui primi passi da sportivo nel mondo del calcio giocando in porta in varie categorie, quindi passò al ciclismo trascinato dalla passione del figlio Maurizio che a nove anni iniziò a correre nella categoria Giovanissimi. Chiuderà la sua onorata carriera, tra incidenti e soddisfazioni nella categoria dilettanti avendo come Ds il padre.

Patrese è stato il direttore sportivo della Mantovani per 40 anni raccogliendo soddisfazioni sia sul piano delle vittorie conquistate, ma soprattutto per aver creato uomini seri. Tutto questo nonostante la società polesana abbia sempre dovuto fare i conti con l’esiguo budget a disposizione per ottimizzare e rinforzare la squadra.Patrese

Patrese, seguendo la strada del suo grande maestro, Severino Rigoni D.s. della gloriosa Padovani, passo dopo passo è entrato a far parte del ciclismo che conta con tanta passione e serietà. Ancora oggi in occasione del suo compleanno o per le feste natalizie, o per un semplice saluto riceve telefonate dai suoi ex corridori.

Le vittorie conseguite dal sodalizio polesano durante i quarant’anni in cui Patrese ne è stato il direttore sportivo sono state: giro del Veneto con Moro, giro della Valle D’Aosta con Verza, giro del Lazio con bottaio, tre volte la Bassano Montegrappa, coppa Mercantile, coppa Caivano, giro delle Valli aretine, Trofeo De Gasperi, la sei giorni di Milano con Berto, Gran Premio del Cigno, Gran Premio di Capodarco, 5 campionati veneti con Ghiotto, Vedovello (2), Berto, De Faveri, 2 trofei del tricolore ed altre cento gare nazionali.

Riconoscimenti ricevuti da Patrese: premio la Rotonda di Badoera, Borraccia d’oro, Medaglia d’oro della Fci per meriti sportivi, Medaglia d’oro del Coni (premiato dal Presidente Mario Pescante), titolo di cavaliere allo sport premiato dal presidente della repubblica Sandro Pertini.

Suoi corridori passati al professionismo: Moro – Verza – Bottaro – Berto – De Faveri – Longo Ongarato – Cavallari – Bellotti – Semprini – Nicolè – Ghirotto – Rossato – Tresin – Vedovello.

 

Mantovani

Dario Mantovani con l’amico Fausto Coppi

IL VELO CLUB MANTOVANI

La bella avventura della Velo Mantovani Club inizia nel lontano 1952, mentre l’attività agonistica parte l’anno successivo. Fino al 2012 aveva la caratteristica di essere tra i più vetusti sodalizi d’Italia.

Nel 1952 il commendator Mantovani, padre del grande ciclista Dario, con alcuni amici tra cui Vincenzo Boreggio decide di fondare il Velo Club Mantovani. I colori sociali della società polesana sono ancora oggi gli stessi di allora: maglia verde con la stella bianca a cinque punte.

La storia del sodalizio è costellata da soddisfazioni ma anche da un forte impegno nella gestione sociale, tecnica ed economica. Tra le figure di spicco che hanno fatto la storia della società troviamo oltre a Dario Mantovani che fu anche presidente per una ventina d’anni, Angelo Magonara dapprima Ds e poi presidente, Vincenzo Boreggio anche lui prima Ds e poi presidente quindi il Ds Orlando Patrese e poi Alessandro Soldà.

Il primo grande ciclista della Velo Mantovani fu Dario Mantovani, campione iridato su pista. Un titolo ottenuto battendo il grande Maspes (dieci volte campione del mondo), al Monti di Padova.

Tra i successi ottenuti dai ragazzi della Mantovani troviamo nella categoria Allievi Giacomo Bazzan che conquistò il titolo italiano su strada. Vi furono ancora due titoli tricolore, ottenuti in Coppa Italia, una gara a cronometro a tre, con Benito Pigato, un grande ciclista di San Martino di Venezze con la caratteristica di essere un grande trascinatore, Giorgio Braggiotto e Nereo Bazzan.

 Il risultato ottenuto da Pigato, Braggiotto e Bazzan fu ancora più prestigioso perché centrato battendo la società Padovani che era la specialista della categoria ed aveva al suo attivo una squadra provvista di una rosa di ciclisti molto quotati.

Altri campionati italiani furono vinti con Nazareno Berto.

patrese

Orlando Patrese

Nel palmares della società ci sono poi innumerevoli successi conquistati in corse internazionali a tappe, come il giro della Val D’Aosta, con Fabrizio Verza, quello del Lazio con Dario Bottaro, il giro del Veneto con Michele Moro. Altre vittorie vennero poi da altre competizioni internazionali come la Bassano – Monte Grappa, vinta da Michele Moro, che ha battuto il due volte campione del mondo Gianni Bugno quando era all’ultimo anno da dilettante.

Praticamente nell’arco degli oltre cinquant’anni il Velo Club Mantovani ha vinto in Italia tutte le gare che era possibile vincere. Circa una cinquantina di atleti, nati in seno alla società sportiva rodigina, sono passati da dilettanti a professionisti. Tra i nomi più famosi sicuramente vanno ricordati Massimo Girotto, Annibale De Favari, Nazzareno Berto, Fabrizio Verza, Dario Bottaro, Giacomo Bazzan, che fu poi campione del mondo su pista, Benito Pigato, che oltre a vincere due titoli italiani è stato anche azzurro ed ha ottenuto un bronzo alle olimpiadi di Città del Messico. Va ricordato anche il presidente onorario della Mantovani, per tanti anni presidente fondatore, Dario Mantovani, che fu anche da professionista, alla Bianchi, grande amico e compagno del compianto Fausto Coppi e di tanti altri corridori.

Nei campionati del mondo dilettanti la società rodigina vestì l’azzurro mentre con Massimo Girotto ha partecipato anche alla cento chilometri su strada. Quella rodigina era una delle squadre più conosciute in Italia e all’estero, infatti la ritroviamo spesso nelle competizioni di Francia e Svizzera, oltre ad essere stata anche a gareggiare in Argentina.

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Iole Sturaro



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