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Calcio d’essai. Emiro Beciani: un mito senza tempo

24 febbraio 2017 208 visite Stampa articolo

becianiROVIGO – È stato un mito del Calcio Rovigo. Emiro Beciani (per tutti “Miro”) ha indossato la casacca biancazzurra per 150 volte in cinque stagioni, segnando ben 51 gol, molti dei quali decisivi per le sorti della squadra. Adesso, purtroppo, una malattia lo costringe a rimanere in casa ma la mente nella memoria retrograda è ancora lucida e in grado di ricordare i tanti momenti felici (ma anche quelli meno ricchi di soddisfazione) della sua esperienza rodigina.

Miro è nato a Sassoferrato (An) il 9 agosto 1939 e ha cominciato a lavorare per un panificio in zona già a 11 anni. Il panificio nel 1958 decise di aprire una succursale a Ferrara e scelse proprio lui per lavorarvi. Nella città estense conobbe Anna Maria Lodi che sarebbe diventata sua moglie (sono sposati da 53 anni) che gli ha dato due figlie (Manuela e Greta).

Come calciatore (centravanti) ebbe alcune stagioni nel ferrarese e nel ‘66/’67 approdò a Rovigo in Prima categoria Veneto (allora non esistevano Eccellenza a Promozione). A Rovigo rimase ben 5 stagioni indimenticabili.

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Beciani al tiro

Nella prima il Rovigo duellò a lungo con Sottomarina e Clodia (allora divise) per la vittoria finale. Vinse il Sottomarina al fotofinish con un punto di vantaggio sulle altre due. Beciani in 30 partite dimostrò di che pasta era fatto segnando ben 19 gol, divenendo capocannoniere del girone. I suoi compagni erano Bertuzzi (di cui divenne fraterno amico anche in seguito), Bertollo, Camanzi, Scucciari, Boni, Pasetti, Bertollo, Carlo Spolaore, V.Guarnieri e altri che fallirono l’assalto alla serie D per un soffio.

Nell’estate ‘67 il Rovigo venne ripescato in Serie D e arrivò quinto a nove punti dal Sottomarina; Beciani segnò 11 gol in 32 presenze assieme a tanti compagni della stagione precedente con new entry come i due Frazzetto e Campolonghi. Anche nella stagione successiva il Rovigo arrivò lontano dal vincitore Rovereto e Beciani segnò ancora 11 gol in 32 presenze. La stagione ‘69/’70 fu molto difficile e il Rovigo si salvò solo per miglior differenza reti rispetto al Montebelluna. Miro mise a segno 6 gol in 32 gare.

La stagione successiva fu la più importante dell’intera esperienza di Beciani a Rovigo. La società biancazzurra, nella nella sfera del Lanerossi Vicenza, potè tesserare nomi importanti come i due Penzo, Lazzaretto, Stella, Gambini, Copetti, Giannoni e Lacchetti. I biancazzurri lottarono sino alla fine col Giulianova che chiuse con un solo punto di vantaggio su Rovigo e Bellaria. Una vera disdetta; anche perché i biancazzurri furono defraudati dalla terna arbitrale in terra marchigiana.

È lo stesso Beciani che ci racconta quella gara del 26 aprile 1971…

“Eravamo appaiati in vetta con Giulianova e Bellaria. Nella ripresa conquistai palla a centrocampo, seminai un paio di avversari e scartai anche il portiere e misi dentro. L’arbitro in un primo tempo omologò il gol (regolarissimo) ma poi su segnalazione del guardalinee (allora era chiamato così) lo annullò per fuorigioco di Campolonghi che mi correva a fianco senza però partecipare all’azione; inutili proteste dei nuerosissimi tifosi biancazzurri. La gara finì 0-0 ea quel gol ci avrebbe dato la vittoria e probabilmente la promozione in C2 (mancavano ancora 4 gare). Rovigo avrebbe riconquistato il professionismo nella stagione ‘05/’06 e forse le sorti del calcio rodigino sarebbero cambiate”.

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Beciani e Rivera nell’amichevole col Milan del 1° aprile 1971

Quali sono stati i gol (omologati) che ricordi con maggior piacere?

“Tutti e 51 sono stati ‘figli” miei e tutti sono impressi indelebilmente nella mia memoria. Tra questi sono stati spesso di fondamentale importanza le numerose doppiette, alcune delle quali hanno risolto partite difficili”.

Come era (ed è) il legame con la città e con i tifosi di Rovigo?

“Il rapporto è sempre stato idilliaco. A Rovigo trovai lavoro all’ospedale prima come barelliere, poi come archivista e infine come corriere. Allo stadio venivano sempre in tanti (spesso più di 3000, ndr) ed eravamo ‘coccolati’ da tutti, nessuno escluso. Una volta appesi gli scarpini al chiodo (a 38 anni) rimasi a Rovigo dove mi sono sempre trovato benissimo”.

Adesso che non puoi muoverti cosa ti piacerebbe avere dalla città?

“Mi piacerebbe che qualche tifoso di allora ma anche i miei ex compagni mi venissero a trovare – afferma Beciani – per ricordare episodi che ci accomunano. Con alcuni abbiamo passato stagioni intensissime ricche di grosse soddisfazioni; mi piacerebbe tornare indietro di tanti anni”. Trovarlo è facile: abita a Rovigo in Corso Del Popolo 280.

 

Pierre



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