Home » Motori, Rally

Sarto e Mancini ad Adria out con il cambio rotto

L’equipaggio polesano, in gara con un’Opel Kadett Gsi gruppo A del team Carenini Tuning, alza bandiera bianca mentre era quarto assoluto a quattro speciali dall’arrivo.
28 febbraio 2017 Stampa articolo

 

Sarto_MancinADRIA (Rovigo) – Una gara lunga, resa dura dalle mutevoli condizioni climatiche, decisamente selettiva: ecco in poche parole la terza edizione del Rally Storico Città di Adria che, tra le molte vittime illustri, ha visto anche i nomi di Gabriele Sarto e Thomas Mancini costretti a parcheggiare, a quattro prove speciali dal termine, l’Opel Kadett Gsi gruppo A, messa in campo dal team Carenini Tuning, causa cedimento del cambio.

Pronti, via e nell’aperitivo serale di venerdì 24 febbraio pioggia e vento decidono di farla da padrone: il duo di Cavanella Po, iscritto per i colori di PR Group, lamenta problemi di appannamento dei vetri e difficoltà nel gestire i tanti cavalli messi della trazione anteriore tedesca, sulla quale erano all’esordio assoluto.

La classifica provvisoria, al termine della prima frazione, sembra non dare loro scampo: quattordicesimi assoluti, undicesimi di raggruppamento e terzi di classe a quasi tre minuti dalla vetta.

Il giorno seguente, con sorpresa di molti, il sole si presenta ai concorrenti rimasti in gara per far loro compagnia durante tutta la giornata con temperature, a tratti, dal sapore primaverile.

Sarto e Mancini partono all’attacco con l’intento di sfruttare le tre ripetizioni sulla lunga “Gavello”, prova di casa, per cercare di limare il ritardo e risalire la classifica generale.

Se il buongiorno si vede dal mattino non si può dire che l’equipaggio di PR Group non sia partito con il piede giusto: all’ottavo tempo assoluto siglato si aggiunge il quinto sulla successiva “Fasana” e, al giro di boa, l’Opel Kadett Gsi sale al sesto nella generale, quinto di raggruppamento e secondo di classe.

Sulla ripetizione di “Gavello” Sarto e Mancini volano letteralmente, staccando il terzo tempo assoluto, e scalano un ulteriore gradino, complice anche alcuni ritiri illustri.

A sole quattro prove dal termine e con un vantaggio di quasi un minuto sul primo dei diretti inseguitori, senza possibilità di puntare al terzo gradino del podio, Gabriele e Thomas si avviano verso l’ultima tornata sulla “Gavello” che, però, volterà loro le spalle: pochi chilometri prima di affrontare il tratto sterrato, sulla Opel Kadett Gsi, cede la trasmissione lasciando sfumare nel nulla i sogni di gloria dei due.

“È chiaro che la delusione è tanta” – racconta Sarto – “perché quando abbiamo iniziato a prenderci mano con la vettura è arrivata la doccia gelata. Davvero un peccato perché potevamo chiudere con un ottimo risultato all’esordio sulla Kadett gruppo A, vettura non facile da gestire. Non ho mai avuto tanta cavalleria da domare. Sicuramente ci rifaremo nel 2018.”

“Complimenti a tutti gli addetti ai lavori” – sottolinea Mancini – “partendo da Renzo De Tomasi che ci ha ridato il nostro rally, al Sindaco Massimo Barbujani e a tutte le Amministrazioni Comunali coinvolte nell’evento. Grazie all’amico Fabrizio Handel che mi ha dato una grossa mano nell’includere il passaggio a Bottrighe. Dulcis in fundo grazie a tutti i nostri partners, che ci han sostenuto per questa gara, nella speranza di riscattarci alla quarta edizione dell’Adria.” 

C.S.



Articoli correlati


Il pilota Massimo Rossi perde la vita in Germania
Mancin impone la sua legge a Cividale
Rally di Adria fatale per Mancin?
Al Valsugana Luise svezza la rivitalizzata Ritmo
Finotti primo nella roulette di Scorzè
San Martino da archiviare in fretta per Ravanelli