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Calcio violento: gravissime sanzioni per Bosaro e Junior Anguillara

Il delegato Pastorello stigmatizza gli episodi di Bosaro
1 marzo 2017 151 visite Stampa articolo

Luca PastorelloE questo sarebbe sport? Domenica scorsa è andato in scena un film horror a Bosaro dove la squadra locale che milita in Seconda categoria, in lotta per salire in Prima, era opposta allo Junior Anguillara. Nella ripresa, sul risultato di 1-1, si è scatenata la bagarre prima in tribuna e poi in campo con pugni, calci, offese e bestemmie. A pagarne le conseguenze soprattutto  Capuzzo, giocatore patavino, che è finito al Pronto Soccorso per una ferita al naso assieme ai genitori, pestati in tribuna.

Un episodio gravissimo stigmatizzato da tutti i più importanti media nazionali (Rai compresa) che hanno portato il sonnolento Polesine a protagonista di una storiaccia che purtroppo avrà ripercussioni psicologiche nel tempo. Considerando che nessun giovane calciatore nato e cresciuto tra Adige e Po sia approdato nelle rappresentative regionali Juniores, Allievi e Giovanissimi è grave finire sotto la lente di ingrandimento per episodi così gravi.

Sportivamente parlando, Gianluigi Mutterle, Giudice Sportivo della Delegazione rodigina della Figc che organizza il girone H di Seconda categoria ha deciso di dare partita persa (0-3) a entrambe le squadre. Di comminare al Bosaro un’ammenda di 250 euro per assenza di forza pubblica, per non avere impedito a Mattia Cattozzo di saltare la rete di recinzione e per non essersi prodigato per riportare la calma. Lo Junior Anguillara è stato multato per 150 euro per frasi ingiuriose e offensive del pubblico verso giocatori avversari e per non essersi adoperato per riportare la calma. 

Mattia Cattozzo è stato squalificato per 8 giornate per avere dato un calcio ad uno spettatore appena al di là della recinzione che poi ha scavalcato. Il capitano dello Junior Anguillara Davide Drandi è stato fermato per 2 turni per essersi reso irreperibile quando l’arbitro ha chiamato i capitani per rasserenare gli animi. Lo stesso Drandi e il suo omologo Ivan Carretta della Bosarese dovranno fornire alla Figc entro il 7 marzo i nomi dei giocatori che sono usciti dal terreno di gioco. Infine l’assistente arbitrale dei padovani Maurizio Beggio è stato in inibito sino al 13 marzo per avere attraversato il campo agitando la bandierina in modo minaccioso offendendo giocatori avversari e spettatori.

Tutto questo sotto il profilo della giustizia sportiva le cui decisoni verranno certamente impugnate da entrambe le squadre con un adeguato ricorso. Le vicende però potrebbero interessare anche la giustizia ordinaria perché sembra ci siano state denunce da entrambe le parti che facevano riferimento ai verbali dei Carabinieri, intervenuti per sedare gli animi.  

L’episodio è già stato stigmatizzato dal neo presidente nazionale dell’Lnd Cosimo Sibilia e dal responsabile della Figc veneta Giuseppe Ruzza. Il delegato provinciale Figc Luca Pastorello è costernato: “E’ un episodio gravissimo che nulla ha a che fare con lo sport e che, purtroppo, è ‘figlio’ dei tempi. Una volta (nemmeno tanti anni fa) c’era lealtà in campo e i valori dello sport avevano praticamente sempre la meglio su tensioni e violenze. Adesso tutti seguono le gesta calcistiche in tv e in molti assorbono spesso il lato negativo di certi episodi e portano sugli spalti tutte le negatività del caso dopo avere trasmesso ai figli la cultura dei tre punti piuttosto che inculcare loro i crismi della lealtà sportiva”.

C’è un rimedio a tutto questo oppure è tutto ineluttabile?

“Noi come Figc lavoriamo con passione per far sì che i ragazzi (soprattutto i più piccoli) crescano con i giusti valori – afferma Pastorello -. Purtroppo il nostro lavoro è spesso inficiato da comportamenti estremi come quello di Bosaro. Ci cascano le braccia ma purtroppo non possiamo fare di più; ci auguriamo che quanto accaduto domenica sia di monito a chi considera gli spalti delle tribune e i terreni di gioco terreno idonei per sbollire malumori e depressioni accumulati durante la settimana”.

 

Pierre



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