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Tamara Lungher racconta la scalata invernale sul Nanga Parbat

19 marzo 2017 Stampa articolo

PORTO TOLLE – Il comune di Porto Tolle, nell’ambito della rassegna “incontri con l’autore” promossa dal sistema bibliotecario provinciale e dalla fondazione Aida, ha ospitato nella sala consigliare Tamara Lungher. L’alpinista altoatesina che nel febbraio 2016 ha tentato con Simone Moro la scalata della vetta del Nanga Parbat in Pakistan. Lui l’ha raggiunta mentre lei a soli 70 metri dalla cima ha rinunciato. Un’impresa raccontata nel suo primo libro intitolato “Io, gli ottomila e la felicità”. Nel corso dell’incontro curato dall’assessore alla cultura Leonarda Ielasi in sinergia con le responsabili della biblioteca, erano presenti il primo cittadino Claudio Bellan, il vice Mirco Mancin, l’assessore allo sport Vilfrido Siviero, i ragazzi di “un ponte per”, i rappresentanti dei sodalizi locali e diversi cittadini provenienti anche dalle province limitrofi. A moderare la serata Guendalina Ferro. La giovane Lungher ha raccontato della sua famiglia e delle sue conquiste sportive fino al titolo di campionessa mondiale Under 23, nel 2008, nello sci d’alpinismo.lungher

Momenti significativi per una donna amante della montagna, abituata a mettersi in gioco nelle competizioni, come la decisione di intraprendere la carriera di alpinista per rimanere più a contatto con la natura e gli ambienti alpini. La sempre sorridente altoatesina, nel raccontare l’impresa citata nel libro, che fa seguito alla scalata del 2010 sul Lhotse (8516 metri) e nel 2014 sul K2(8611), ha trasportato il pubblico che gremiva la sala, alla prima scalata invernale sul Nanga Parbat e ai 70 metri dalla vetta, momento in cui decise di tornare indietro. “Non ero in ottima forma in quei giorni-dice la lugherLungher – i muscoli mi facevano male e facevo una gran fatica a muovermi, soprattutto perché non riuscivo a trattenere niente in corpo, né solida e neanche liquida.  Sono stati momenti in cui parlavo con Dio e pregavo. Poi una vocina dentro di me, che definisco la mia voce interiore, mi disse di rinunciare alla vetta perché se avessi proseguito per amor di gloria, avrei avuto bisogno di aiuto per scendere e questo avrebbe messo in pericolo i miei compagni di cordata”.

Una donna come poche Tamara Lungher, per essere riuscita a diventare una campionessa nello sci d’alpinismo e per la sua passione incontenibile per le vette conquistate solitamente dagli uomini. Diverse le domande del pubblico, alle quali la altoatesina ha risposto suscitando simpatia e facendo trasparire la sua dirompente personalità. Per il futuro Tamara partirà per il Nepal per un’altra impresa alpinistica, sempre con il compagno di cordata Simone Moro. Al termine dell’incontro il sindaco e l’assessore Ielasi si sono complimentati con la Lungher per la storica impresa intrapresa consegnandole un presente che illustra il territorio del Delta del Po.

C.S.



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