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“Ciao Panta”

Coach Pantaleoni nel ricordo di Gloria, Barbara, Laura, Rita, Eliana, Elisa, Carlotta.
31 agosto 2017 Stampa articolo

volleyPietro Pantaleoni, il Coach per antonomasia. Allenatore per 49 anni, di cui gli ultimi 30 a Santa Maria Maddalena dove ha fatto crescere pallavolisticamente, ma anche come “persone”, una miriade di atlete che poi, anche se passate a giocare in categorie superiori e in altre squadre, lo hanno sempre portato nel cuore per quanto lui ha saputo loro dare. Alcune di loro, ma probabilmente vale anche per tutte le altre, lo hanno voluto ricordare a modo loro affidando questi pensieri alla testa agorasportonline.it che pubblica integralmente.


“Ciao Panta, in questi giorni ci ha scaldato il cuore leggere tante manifestazioni di affetto per Te e anche noi vogliamo salutarti a nostro modo, il modo di chi ha vissuto in palestra gli anni più belli e divertenti della propria gioventù.

È vero, tu avresti meritato palcoscenici migliori, eri un grande allenatore, ma il tuo capolavoro lo hai fatto tirando fuori il meglio da ogni atleta che è passata per Santa Maria Maddalena.volley

A Santa ci si allenava tutti i santi giorni (festività e ponti compresi), e si facevano i pesi tutti i santi giorni. I rari mercoledì che ci davi liberi si era a casa e non si sapeva bene come far passare il tempo e ci si ritrovava a pensare che forse era meglio andar in palestra. La pausa estiva si riduceva alle 2 settimane di agosto, ma puntualmente l’ultimo allenamento ci consegna i compiti X casa: qualche bel manubrio di pesi da portare con noi in vacanza. La preparazione iniziava di sicuro il giovedì perché come ci dicevi Tu “La sfiga non esiste” ma alla fine i riti scaramantici li avevi pure tu.

Quante ore di corsa perché al rientro dall’estate ci trovavi ingrassate. La pizza post partita era per regola margherita o verdure e da bere solo acqua, anche se ci hanno detto che col tempo ti sei ammorbidito e si son viste passare per la tavola pure patatine fritte e birra

volleySorridiamo quando si sente dire che dopo qualche anno un allenatore non ha più niente da insegnare a quella squadra ed è meglio che cambi…con te non ci si annoiava mai! Un anno ci mettevi alla prova con l’acrobatica, l’anno dopo con l’atletica, poi con il ritmo e la musica e col training autogeno. Probabilmente le pensavi la notte, come i tuoi fantastici esercizi che spiegavi a gesti per poi incazzarti nero se non capivamo al volo cosa fare. Per le partite, in casa o in trasferta, bisognava esser in palestra 2 ore prima per far battuta e rice, poco importava se poi si rimaneva fuori al gelo perché la palestra era chiusa.

Saltare allenamento per Te era inconcepibile, non esisteva “devo studiare” perché “basta organizzarsi” e non si stava mai male perché solo all’idea di doverti chiamare a casa per dirti che non venivamo ci faceva raggelare il sangue nelle vene. Potremo fermarci qui, ma tu sei molto di più, il pianto in spogliatoio dopo “la sconfitta”, l’esultanza per la promozione sotto la doccia in cui ti abbiamo lanciato con talmente tanta foga de demolire il muro dello spogliatoio. Ma ti ricordiamo anche nei gesti meno eclatanti come quando ci ospitavi a casa tua per cambiare il ghiaccio ad ogni ora della notte a qualche caviglia malmessa della sfortunata di turno.volley

Ci hai insegnato che il lavoro paga sempre, che il primo avversario siamo noi stesse e la paura di non farcela. Ci hai insegnato a pensare positivo perché non c’è tempo per nient’altro, bisogna subito pensare alla prossima palla. Ecco se dopo vent’anni ce lo ricordiamo ancora vuol dire che hai colpito nel segno Panta. Ogni volta che ci faremo scivolare tra le mani un pallone da volley sarà impossibile non pensare a te. “Se non ci provi sei uno stro–o, nessuna palla è impossibile”.

Gloria, Barbara, Laura, Rita, Eliana, Elisa, Carlotta.

Redazione



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