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“Dai una pagajata al cancro, e la vita …è tua”

Le donne del trifoglio rosa ai mondiali di Dragon boat 2017 a Venezia
1 settembre 2017 Stampa articolo

 

dragon boatMESTRE – Hanno lottato per tanto tempo contro il cancro e ora hanno deciso di sfidare…il mondo. Sono le donne del Trifoglio Rosa della Lilt di Mestre che scendono in campo, anzi in “acqua” ai campionati mondiali di Dragon Boat che si disputeranno dal 3 all’8 di settembre 2017 a Venezia. La loro battaglia più grande l’hanno già vinta ma hanno deciso di far sapere a tutte quelle donne che stanno vivendo i drammatici momenti della diagnosi e del post operatorio che c’è una possibilità di recupero sia fisico che psicologico importante. E’ quella di fare squadra. Di mettersi tutte insieme per superare momenti difficili perché mai, come in questi casi, l’unione e la condivisione, danno la forza per riprendersi in mano la propria vita.

Con il motto “Dai ai una pagajata al cancro, e la vita …è tua” le donne del Trifoglio Rosa della Lilt di Mestre si sono presentate oggi (martedì 29 agosto 2017) alla città. Lo hanno fatto nel luogo dove due volte alla settimana si ritrovano per allenarsi e per stare insieme. Ha voluto presenziare, per portare la propria solidarietà e il proprio “in bocca al lupo” anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che per l’occasione ha anticipato anche la riunione di Giunta prevista per la mattinata.

Donne dalle storie diverse ma con denominatori comuni: la paura, la forza di reagire e la determinazione.

Come Manuela Pieretto che si è ammalata di cancro al seno nel novembre del 2012. “A gennaio 2013 ho avuto il mio primo intervento” racconta Manuela. “La mia prima sfida è stata quella di cacciare quello che io ho chiamato l’intruso: il cancro”. Sono seguiti molti altri interventi e ora sto bene. Mi ritengo molto fortunata e sono molto soddisfatta degli obbiettivi che in questi 4 anni ho raggiunto. La malattia ti fortifica, al punto di farti ricredere su ciò che credevi impossibile; al punto di non riconoscere più te stessa, che non credevi capace di tanto. E così è venuta fuori la mia determinazione. Solo una cosa ho faticato ad accettare (e purtroppo accade molto spesso): quando ci si ammala -e nel mio caso in dieci anni di lavoro non avevo preso neppure un’influenza- non si deve aver paura di perdere, oltre alla salute, anche l’occupazione. Io sono stata licenziata sei mesi dopo il primo intervento. Ovviamente visto che non sono più giovanissima e con i limiti fisici dovuti all’operazione, ho avuto qualche difficoltà. Sono riuscita a trovare lavoro solo dopo due anni e mezzo di disoccupazione” racconta Manuela.” Mi piacerebbe che la sinergia di cui tanto si parla comprendesse non solo prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione, ma anche maggiore tutela sociale” si auspica l’energica Manuela Pieretto.”

O l’altra donna rosa del “Trifoglio” Ivonne Chiarin. “Aver conosciuto le amiche del Trifoglio Rosa, non solo mi aiuta fisicamente. Con loro io non mi sento sola. Loro capiscono la mia apprensione. Quando si avvicina il momento dei controlli le sento vicine. Con loro non devo fingere; mentre a volte, con i familiari lo fai, magari per non preoccuparli. Con loro sono sempre me stessa” si confida Ivonne.


La squadra del Trifoglio Rosa nasce a Mestre nel 2012. Ora conta una quindicina di donne dai 35 ai 70 anni. Si ritrovano due volte alla settimana alla Canottieri Mestre di Punta San Giuliano dove hanno due imbarcazioni che utilizzano sia per l’allenamento che per gareggiare: due dragoni, uno da 10 persone e un altro da 20. Ai mondiali di Dragon Boat che si svolgeranno a Venezia dal 3 all’8 di settembre pagajeranno assieme ad altre donne in rosa italiane. Un aiuto reciproco, tra donne, anche in ambito sportivo, perché non tutte le squadre, infatti, hanno un numero sufficiente per gareggiare. E così nel dragone di Mestre potranno salire donne in rosa da Roma o da Firenze,  mentre le nostre donne veneziane del Trifoglio Rosa potranno pagajare per squadre rosa di altre città. “Ciò che conta” ci dice Daniela Galletta presidente del Trifoglio Rosa di Mestre “E’ stare insieme e far sapere a tutte quelle donne che stanno vivendo ora quello che abbiamo vissuto noi, con la diagnosi e l’operazione al seno, che non ci si deve chiudere in casa. Non si deve aver paura di dire “io ho avuto il cancro”. Stare insieme come facciamo noi, ormai da parecchi anni, ci aiuta non solo a recuperare l’uso motorio delle braccia dopo lo svuotamento ascellare, ma anche a sorreggerci l’una con l’altra. Ci aiuta a vivere e a farci riprendere in mano la nostra vita che non è solo nostra, ma anche dei famigliari che ci stanno vicino e che con noi hanno sofferto”.

L’apertura della manifestazione avverrà lunedì 4 settembre quando le squadre, a piedi, partendo dal Tronchetto raggiungeranno Campo Santa Margherita con i loro stendardi e bandiere. Molto toccante sarà la cerimonia dei fiori, quando tutte le donne in rosa che gareggeranno ai mondiali scenderanno in acqua e getteranno dei fiori a ricordo di tante care amiche che non ce l’hanno fatta.  

Prime prove per il Trifoglio Rosa il 5 settembre alle 16.18 sui 500 metri con il dragon boat da 20 posti.  Il giorno successivo, il 6 settembre intorno a mezzogiorno (alle 12.12 per la precisione) la finale dei 500 metri con il dragone da 10. E poi l’8 settembre la prova più dura quella dei 2000 metri alle 10.20 con la barca da 20 posti e alle 17.15 con quella da 10.

“Se siamo riuscite a partecipare ai mondiali” ci dice Ivonne Chiarin, veterana del Trifoglio Rosa “E’ grazie alla disponibilità che ci è stata data dalla Casa di Cura di Monastier che si è dimostrata sensibile fin da subito alle nostre attività. Fino ad oggi le spese delle trasferte per portare in giro per il mondo il nostro drago, abbiamo dovuto sostenerle di tasca nostra. Siamo orgogliose che ad aiutarci ora sia non “uno sponsor qualsiasi” ma una struttura ospedaliera che per molte di noi, attraverso i propri medici, è stata di grosso aiuto.”  

Per prevenire il tumore è necessario fare una diagnosi precoce, ha ribadito il dottor Francesco Di Toma Primario di Radiologia alla Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier. Un tumore al seno per crescere ci mette pochi mesi, per questo è consigliabile effettuare controlli periodici. Controlli che devono essere fatti in modo completo: visita, mammografia ed ecografia. Perché nella migliore delle ipotesi la mammografia vede l’80% dei tumori; abbinando anche la visita e l’ecografia si arriva al 97/98% di probabilità di individuare il tumore al seno”

“Pagajare come fanno le donne del Trifoglio Rosa, ha due vantaggi” sostengono i senologi della Casa di Cura di Monastier il primario Roberto Busolin e il dottor Pasquale Piazzolla “Uno di tipo fisico perché in questo modo mantengono in attività l’arto superiore e uno di tipo psicologico: le donne si ritrovano in un ambiente conosciuto, con persone che hanno avuto lo stesso tipo di patologia e che conoscono i problemi delle donne operate al seno e quindi ritrovano un reciproco rinforzo psicologico e un modo di superare quello che è l’impatto terribile della malattia”.  dragon boat

“Aiutare queste donne così determinate e coraggiose è per noi un orgoglio. Chi si ritrova a dover affrontare diagnosi e operazioni così importanti ha bisogno di tutto il supporto per continuare a vivere in salute e serenità.” Ha detto Gabriele Geretto amministratore delegato della Casa di Cura “Giovanni XXIII”. “Quando abbiamo incontrato, alcune settimane fa, le rappresentanti del Trifoglio Rosa mi ha colpito subito il loro coraggio e la loro voglia di vivere. Ci  hanno raccontato della possibilità di partecipare a questo evento, non abbiamo potuto non continuare a sostenerle. Quale sarà il risultato della loro gara, non lo conosciamo. Per quanto ci riguarda hanno già vinto.” Ha concluso Geretto.

Naturalmente tutto ciò non sarebbe stato possibile se non ci fosse stata la collaborazione di tante persone, in particolare della Lilt, oggi rappresentata dalla delegata per la provincia di Venezia Francesca Baggion; del dottor Augusto Gandini, presidente della Canottieri Mestre che dal 2012 ospita il Trifoglio Rosa nella splendida location di Punta San Giuliano e del presidente del Comitato Organizzativo Mondiali Dragon Boat Andrea Bedin che le ha seguite nell’organizzazione di questa loro ennesima sfida.        

C.S.



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