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Diamanti e le Universiadi

5 settembre 2017 Stampa articolo

pattinaggioTornato dalla ventinovesima edizione estiva delle Universiadi, svoltasi a Taipei dal 18 al 30 agosto, la manifestazione massima per gli atleti che mixano la carriera sportiva con quella universitaria, Mattia Diamanti arricchisce ancora una volta lo Skating Club Rovigo di un’esperienza internazionale riconfermandosi tra i migliori atleti in Italia. L’alfiere verdeblu ha gareggiato, nei 300 metri a cronometro centrando l’ottava posizione con il tempo di 25.262, nei 500 sprint (settimo tempo con 41.539), nella staffetta americana (quinto assieme ai compagni Alessio Iacono, Giuseppe Bramante e Cristian Sartorato) per concludere poi con la maratona.

Iscritto all’Università di Padova, facoltà di Ingegneria chimica e dei materiali, all’ultimo anno di corso, il ventiduenne atleta centra di anno in anno brillanti risultati anche nello sport tra i quali già dieci titoli  nazionali e due europei.

Come giudichi quest’annata sportiva?

E’ stato un anno di alti e bassi, dovuti soprattutto ad intensi periodi di studio, propedeutici peraltro alla partecipazione alle Universiadi. Stagione comunque soddisfacente per i tre podi centrati ai Campionati italiani (due argenti ed un bronzo negli ultimi campionati italiani di Asiago ed Altececcato) e la vittoria sul giro lanciato al Memorial Ponzetti, con record della pista proprio in casa.

Quali difficoltà, se ci sono, incontri mixando studio ed allenamenti ad alti livelli.

Sono tante le difficoltà in quanto devi saperti organizzare con i ritmi dello studio e delle lezioni ai quali dedico tante ore. Il pattinaggio resta comunque una valvola di sfogo, pur non essendo sempre facile dopo intense ore di studio e restare ad “alti livelli di allenamento” che talvolta constano anche di due sessioni al giorno.

Tutto ciò crea un gap con i tuoi concorrenti?

E’ fisiologico, ma lo studio per me ha la priorità. Scontrarsi con atleti che si dedicano a tempo pieno agli allenamenti crea certamente delle disparità.

Cosa spinge un giovane a restare nel mondo dello sport?

A mio avviso è un ottimo ambiente che mi permette di crescere a livello personale e di salute, si ha maggiore interazione con i tuoi compagni, crea spirito di squadra e resta una valvola di sfogo, insegna che nella vita nessuno ti regala nulla e te la devi sudare per arrivare al meglio, lottando ogni giorno.

pattinaggioCosa ti porti a casa dalle universiadi?

E’ stata la più bella esperienza di tutta la mia vita. Sono riuscito a confrontarmi con atleti che hanno il mio stesso obiettivo, ossia avere la mentalità dello “studente universitario”. Ho avuto l’onore di parlare con certi campioni che vedi solo in tv con i quali confrontare le proprie idee. C’era un clima stupendo, ed essere arrivato qui è la mia migliore soddisfazione.

Rivolgendoci ora a Roberta Ponzetti, responsabile tecnico dello Skating Club Rovigo, come vedi Mattia?

Un bravo atleta, disponibile al confronto, sempre pronto al sacrificio e anche altruista e impegnato nella crescita dei compagni di squadra. Bell’atleta e bella persona. Atleta nel vero senso della parola che ha preso lo sport per ciò che può dare per la crescita e la formazione della persona.

C.S.



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