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Per Giulia Pegoraro il basket è: “Lavoro, sudore, impegno, sogni, passione”

24 settembre 2017 Stampa articolo

basketROVIGO – La Rhodigium Basket per questa sua prima stagione di serie B ha mantenuto buona parte della rosa che ha decretato la promozione nella passata stagione, rinforzandosi con tre new entry, una di queste è Giulia Pegoraro che è ritornata a Rovigo per dare manforte al gruppo prendendo in mano la regia della squadra.

Attualmente sono state disputate due partite, la prima contro Bolzano, persa di poco, e la seconda contro l’Oma Trieste battuta sul filo di lana.

Agorasportonline.it intervisterà, a rotazione, tutta la rosa delle atlete per imparare a conoscerle meglio iniziando da Giulia Pegoraro

 Che cosa ti ha spinto a giocare a basket?

“Ho iniziato a giocare a basket perché ci giocava un mio compagno delle elementari e andavamo a Minibasket insieme in Tassina! Poi da lì è stato amore a prima vista, selezioni giovanili, nazionali, trasferimento a Venezia, vita da professionista.. è stato tutto molto veloce e ripensarci adesso!” 

 Se non avessi giocato a basket che cosa avresti fatto?

“Adesso, ti direi che probabilmente avrei fatto qualche scambio culturale, erasmus, studiato medicina, e tentato di farmi una carriera da medico.

Ma se ripenso a com’ero quando ero bambina, credo non avrei potuto fare nient’ altro che pallacanestro e che probabilmente tornando indietro rifarei tutto esattamente uguale”.basket

Nel gruppo come ti trovi?

“Nel gruppo mi trovo bene, conosco la maggior parte di queste ragazze da anni, perché facevo loro da preparatrice atletica negli anni passati, è proprio ad alcune di loro che avevo promesso che sarei tornata qui!” 

Oltre al basket hai fatto qualche altro sport?

“Da piccolina li ho provati tutti, calcio, pallavolo, ginnastica artistica, ma il basket mi ha conquistata subito!” 

In quale squadra ti sei trovata meglio?

“Sono stata fortunata, ho ricordi meravigliosi in tutti i posti dove sono stata, senza dubbio San Martino di Lupari è stato il posto dove ho raggiunto tutti i miei sogni, la promozione in A1, la serie A1, mvp della serieA2, tutto conquistato con un gruppo di amiche vere, con cui condividevamo ogni singolo momento delle giornate, con cui condividevamo principi e ideali. Però è stato anche il posto che poi mi ha disincantato e fatto capire come funzionano le cose realmente in questo ambiente. Quindi il posto dove ho gioito di più e dove ho sofferto di più”. 

basket Per te cosa significa pallacanestro?

“Pallacanestro per me significa la mia vita, tutto quello che ho fatto fino ad oggi è stato legato, condizionato, alla pallacanestro. Le mie scelte di vita, di studio, fino ad oggi sono state tutte condizionate dalla priorità del basket. 

Significa lavoro, sudore, impegno, sogni, passione. Credo fortemente che tutto quello che raggiungerò nel mio futuro a livello lavorativo e personale sarà sempre condizionato in qualche modo dalla mia vita cestistica”. 

Qual è il palazzetto più bello dove hai giocato nella tua carriera?

“Per me il Taliercio di Mestre rimane il posto più bello, sia a livello affettivo avendo giocato la 3 anni, sia per il seguito che aveva la femminile in quegli anni a Mestre, giocavamo l’eurolega e riempivamo il palazzetto!  Ricordi indelebili”. 

Rispetto a quando tu ai iniziato a giocare è cambiato qualcosa nel basket?

“E’ cambiato tantissimo, adesso la pallacanestro è prevalentemente fisicità e atletismo, sempre meno secondi per giocare, velocità e tanti contatti fisici, una volta era molto più tattica, più studiata, era più un gioco di letture, potevi saltare e correre più degli altri ma se non capivi cosa stava succedendo in campo facevi poca strada. Personalmente amo molto di più la pallacanestro ragionata e studiata”. 

Sei laureata in scienze motorie che ramo hai preso?

“Sicuramente mi sono specializzata nell’ analisi del movimento, nell’ esercizio correttivo, integrando la laurea in scienze motorie con il percorso di Osteopata che ho intrapreso ormai da 4 anni”. 

Oltre ad essere impegnata nella squadra che altro stai facendo?

“Alleno l’Under 14 femminile e alleno 2 gruppi Aquilotti (categoria Minibasket), da ottobre inizierò a collaborare con un amico ad un nuovo progetto in una nuova palestra, sono iscritta alla facoltà di osteopatia a Padova al 4° anno, e ho qualche progetto lavorativo personale da realizzare nei prossimi anni.  Diciamo che non mi annoio!” basket

Che cosa non vorresti sentirti dire dal tuo coach?

“In realtà quello che non voglio sentire sono diventata molto brava a non sentirlo :-)! Comunque una delle cose che più detesto è sentirmi dire: stai calma!” 

 Che cosa vorresti sentirti dire dal tuo coach?

“Personalmente ho sempre amato ricevere consigli tattici, consigli su letture o scelte migliori da fare in campo”.  

Quali sono le tue prime sensazioni dopo la prima partita contro Bolzano?

“Bolzano si è mostrata sicuramente una squadra importante, quella che mi ha più impressionato rispetto anche alle squadre viste nel precampionato. Tatticamente hanno fatto molte scelte difensive diverse per metterci in difficoltà, ma credo che la squadra abbia mostrato grande unità e grande determinazione, è mancata un po’ di esperienza e qualche mio canestro in più, ma ci rifaremo, è appena iniziato!” 

 Secondo te quali sono tre punti di forza della squadra?

“Determinazione – Velocità – difesa” 

 Non credi che forse l’esperienza abbia avuto il suo peso in chiave risultato?

“Credo che in chiave risultato Bolzano ha avuto due giocatrici che hanno fatto 45 punti in due, forse siamo state un po’ distratte nel contenerle poco, sicuramente poi loro hanno punito subito un paio di disattenzioni difensive nostre, ma credo veramente che siamo sulla buona strada per fare un ottimo campionato!” 

 

Iole Sturaro



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