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Eyob Faniel e Sule Utura Gedo vincono la Venice Marathon

22 ottobre 2017 Stampa articolo

podismoVENEZIA – Domenica 22 ottobre si è svolta la storica VeniceMarathon, giunta alla sua 32^ edizione.

Sono oltre 13.000 le persone che hanno scelto di correre a Venezia: 7.762 (77 nazioni straniere) quelli che sono partite da Villa Pisani a Stra per la 42K e 5.700 (54 nazioni straniere) quelli al via dal Parco San Giuliano per la Garmin 10K. Per tutti un unico traguardo: Riva Sette Martiri a Venezia.

La gara era partita, come pronostico, con gli atleti keniani ed etiopi davanti, ed il gruppo con Eyob Faniel dietro. Verso metà gara un errore di percorso, ha modificato la testa della gara, il gruppo di testa con i keniani Chumba, Kipkemei Mutai e Metto e l’etiope Dawud ha purtroppo sbagliato percorso, seguendo le moto apripista in una deviazione anziché prendere il sottopassaggio per i runners, e perdendo alla fine circa 2 minuti. Eyob Faniel si è trovato così in testa al 25° chilometro, assieme all’eritreo Mohammed Mussa che però subito dopo si è staccato. Quella del portacolori del Venicemarathon Club è stata dunque una lunga volata in solitaria, iniziata in Parco San Giuliano, proseguita sul ponte della Libertà e terminata in Riva Sette Martiri tra il tripudio del pubblico. Secondo e terzo sono arrivati rispettivamente Mohammed Mussa (2h15’14”) ed il marocchino Tariq Bamaarouf (2h16’41”).

Erano 22 anni che un atleta azzurro non vinceva la Venicemarathon, da quando l’azzurro Danilo Goffi trionfò nel 1995 in 2h09’26”. Faniel, inoltre, con 2h12’17” ottiene la seconda prestazione italiana dell’anno dopo il 2h10’56” di Daniele Meucci.podismo

“Sono felicissimo! – le prime parole di Eyob Faniel – voglio innanzitutto ringraziare il Venicemarathon Club per il percorso intrapreso con loro tre anni fa, e che mi ha portato a vincere in quella che è di fatto la maratona di casa. Nonostante mi sia trovato improvvisamente in testa, la gara non è stata facile, visto che sul ponte della Libertà sono rimasto da solo con il vento contrario. Però mi sentivo bene, il pubblico mi ha sospinto, e questo risultato dimostra che il lavoro paga. Dedico questa vittoria a me stesso perché, anche nei momenti di difficoltà, ci ho sempre creduto. Nel 2018, a questo punto, gli Europei di Berlino potrebbero essere un obiettivo”.

“Sono soddisfatto e mi aspettavo un risultato del genere – ha dichiarato Ruggero Pertile, ex maratoneta e allenatore di Eyob Faniel – peccato solo di non essere riusciti a scendere sotto le 2h12’. Eyob è un grande atleta ed ha dei grandi margini di miglioramento, se tutto va bene potrà essere uno dei protagonisti alle Olimpiadi di Tokyo 2020”.

podismoTra le donne, nettissima vittoria dell’etiope Sule Utura Gedo che chiude in un buon 2h29’04”, migliorando il record personale di oltre 5 minuti. Seconda, molto staccata, la keniana Priscah Jepeting Cherono (2h41’08”) e terza la connazionale Aynalem Woldemichael (2h42’12”). Con questa vittoria, l’Etiopia si porta a 5 successi in campo femminile nella storia della Venicemarathon. Tra le italiane, la migliore è stata Maurizia Cunico, 5^ al traguardo in 2h56’23”.

In gara anche Lindoro Ettore Patriarca, Marketing Director Huawei Consumer Business Group Italia: “E’ stata una bellissima esperienza correre assieme a gente di tutte le nazionalità, e vedere le bellezze di Venezia, anche di corsa, è sempre una grande emozione”.

Nella Garmin 10 K, vittorie per Natascia Meneghini (che centra la terza vittoria consecutiva) tra le donne, e Simone Gobbo tra gli uomini.

“Le gare Venicemarathon mi portano bene – ha dichiarato Simone Gobbo – visto che, prima di questa vittoria, nel 2017 sono arrivato primo alla Corrimestre e secondo alla Garmin 10K di Jesolo”.

“Per me è la gara più importante di tutte – queste le parole di Natascia Meneghini, veneziana di Cannareggio, specialista di 800 e 1500 metri in pista – è la gara di casa e ci tengo tantissimo ogni anno ad esserci. Averla vinta per il terzo anno consecutivo è una grandissima soddisfazione”.

 

Una Maratona vista dall’obbiettivo della macchina fotografica

Ma quello che succede ai vincitori e ai professionisti “Top Runner” è cosa nota.

I primi runner hanno raggiunto la zona di partenza, a Strà davanti Villa Pisani già dalle prime ore del mattino, e già da li si potevano percepire tensione e emozioni che aumentavano con il passare dei minuti; chi si concentrava con musica, chi si scattava qualche selfie ricordo, chi si riposava in vista della grande fatica, chi si scaldava, ognuno per conto proprio ma allo stesso tutti assieme, come una sorta di armata pronta alla battaglia, ma con gioia, energia e gran carica. Persone da tutte le parti del mondo. Non sono mancati i personaggi bizzarri con abiti, parrucche, e accessori che ricordavano la loro nazionalità i loro personaggi preferiti o la loro mission sociale o personale.podismo

Per molti una festa nel rincontrare “amici di maratona”, quelle amicizie vere che si fanno solo in alcune occasioni, e che per tutta una serie di sensazioni positive, in quel momento, danno la carica giusta per dire: “ok adesso ci siamo veramente…allora si parte…”.

La tensione è salita alle stelle all’annuncio dello speaker per l’apertura dei cancelli e delle gabbie di partenza, a quel punto un mare colorato di persone frenetiche ma ordinate ha iniziato a prendere posto, per formare un fiume di runners di dimensioni oceaniche, per molti la maratona era appena iniziata, i giochi erano fatti, i chilometri macinati sotto la suola delle scarpe erano ormai fatiche passate, la vera sfida iniziava ora; 42,195 Km la distanza per raggiungere il traguardo, un percorso di un’importanza straordinaria in un ambiente ricco di suggestioni storiche, culturali e paesaggistiche, caratterizzato dalle numerose ville e palazzi antichi affacciati sulle acque del fiume lungo la Riviera del Brenta, a far da colonna sonora un pubblico pronto ad applaudire ed incitare questa moltitudine di passione e determinazione, fino alla parte finale della maratona (ultimi 3 chilometri) dove i runners hanno affrontato 14 piccoli ponti sopra i tipici canali di Venezia. Un’emozione ripagata con la consapevolezza di aver fatto una personale impresa, una sfida con se stessi, di aver superato un limite fisico e ma soprattutto mentale.

L’Inno di Mameli ha finito di rimbombare tra gli atleti, la bandiera italiana si è alta e lo starter ha dato inizio al conto alla rovescia, tre, due, uno… la 32^ Venice Marathon ha preso il via.

Quello che è successo è successo, ma per tutti molta fatica ed emozioni, un’emozione vere, che ognuno terrà per sempre come un tesoro.podismo

D’altro canto una maratona è una sfida un battaglia a son di passi chi arriva alla fine vince… ma sarà solo l’inizio della preparazione alla prossima…

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Alessio Marini

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