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Sara Cappellato: “lo sport è scuola di vita”

14 novembre 2017 Stampa articolo

basketContinuiamo con la conoscenza delle atlete della Rhodigium Basket, che quest’anno ha debuttato nel campionato di serie B, questa è la volta del numero 17,  Sara Cappellato

Che cosa ti ha spinto a giocare a basket?

“Ho iniziato a giocare a basket perché ci giocava mio fratello, e perché al mio paese c’era o quello o pallavolo e all’inizio ho fatto entrambi”.

Se non avessi giocato a basket che cosa avresti fatto?

“Penso che avrei fatto sicuramente un altro sport, sono una ragazza che ama lo sport in generale e la competizione”.

Nel gruppo come ti trovi?

“Direi bene! Sono una persona a cui piace socializzare, scambiare qualche parola con tutte e penso sia importante in una squadra instaurare un bel clima, che ci sia intesa e un bel amalgama tra di noi”.

Oltre al basket hai fatto qualche altro sport?

“Direi che ne ho provati diversi! Tra pallavolo, calcio, rugby, nuoto. Alla fine ha vinto la palla a spicchi: è uno sport dinamico, intelligente e dove c’è competizione, tutto questo mi è sempre piaciuto”.

Per te cosa significa pallacanestro?

“Sono del parere che lo sport sia scuola di vita: significa prendere decisioni nel breve termine, leggere la situazione e prendere la decisione che sembra più adeguata e consona, significa mettersi in gioco anche sbagliando, ma provarci sempre, non prenderla mai persa, il tutto si traduce poi nella vita reale per me. La pallacanestro devo dire, mi è servita anche fuori dal campo: mi ha formata caratterialmente. È una passione, è sacrificio e dedizione, è emozione”.

Sara Cappellato

Qual è il palazzetto più bello dove hai giocato nella tua carriera?

“A livello emotivo, il PalaRomare di Schio e il Taliercio di Mestre, aver potuto giocare in due palazzetti del genere, dove sono sempre andata a veder giocare le/i giocatrici/ori di Serie A, per me è stato super, ero molto emozionata quando ci ho messo piede dall’altra parte, non più da spettatrice”.

Oltre ad essere impegnata nella squadra che altro stai facendo?

“Sono al terzo anno di Scienze Motorie a Padova e da quest’anno ho iniziato ad allenare il minibasket a Costa: tornare nella palestra dove tutto per me è iniziato in veste diversa, devo dire che fa un certo effetto. Vorrei provare a trasmettere ai bimbi l’emozione, la voglia e l’entusiasmo di giocare a questo bellissimo sport”.

Quali sono i tuoi hobby?

“Ascolto molta musica, diciamo che le cuffiette non possono mancare! Quando riesco leggo volentieri e poi mi piace viaggiare e visitare posti nuovi, Città, musei e perché no, ogni tanto scrivere”.

Che cosa non vorresti sentirti dire dal tuo coach?

“Per forza di cose il Coach è quello che spesso ti dice quello che non vorresti sentire e che ti fa vedere quello che non vorresti vedere. Sta a noi giocatrici capire che alla fine è per il nostro bene, per farci crescere come atlete, per migliorarci e tirar fuori il meglio di noi, a questo proposito ben vengano le strigliate del coach se sono costruttive!”

Che cosa vorresti sentirti dire dal tuo coach?

“Ecco, come visto sopra, l’importante è che il coach dica qualcosa! Nel momento in cui iniziasse a non farlo più, allora sarebbe il caso di preoccuparsi”.

Quali sono le tue prime sensazioni dopo queste prime partite?

“Direi che nonostante il campionato sia nuovo per molte di noi, stiamo cercando di inserirci con umiltà ma con convinzione nei nostri mezzi e con l’aiuto anche delle compagne più esperte e dei coach. Piano piano ci stiamo conoscendo di più e stiamo ingranando allenandoci e giocando insieme. La strada è ancora lunga, ma il potenziale c’è, l’importante è continuare a lavorare duro e a testa bassa”.

Secondo te quali sono tre punti di forza della squadra?

“La voglia di fare, la nostra velocità visto che siamo una squadra giovane e la forza del gruppo”.

basket

Sara Cappellato con coach Ventura

Quali i punti deboli?

“A volte la nostra inesperienza ci fa da trappola, ma con calma e con il tempo, possiamo certamente migliorare”.

Letture preferite?

“Mi piace come scrive Alessandro D’Avenia, sto aspettando il suo prossimo libro! Per il resto preferisco leggere storie realmente accadute o che nella vita reale potrebbero accadere e bibliografie”.

Musica preferita?

“Ascolto un po’ di tutto, sia musica italiana che non. La mia Band preferita sono i Thirty Seconds To Mars e il cantante preferito Mecna”.

Iole Sturaro



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