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Sara Piccinardi: “Per me il calcio è vita”

7 dicembre 2017 Stampa articolo

calcioProseguiamo con la conoscenza delle ragazze del Granzette che da quest’anno militano nel campionato di calcio a 5 di serie A2. Questa è l’occasione per conoscere Sara Piccinardi

 Che cosa ti ha spinto a giocare a calcio?

“La passione per il calcio che c’è in famiglia. In casa mia hanno sempre giocato tutti a calcio, mio papà, mia mamma e i miei fratelli, per cui fin da piccola ho sempre avuto il pallone tra i piedi”.

Da quanti anni giochi?

“Ho iniziato a giocare in una squadra 15 anni fa”.

Quando hai iniziato?

“Ho iniziato a giocare a 10 anni nella squadra di calcio in cui giocava mio fratello. Non essendoci squadre femminili all’epoca giocai con i maschi fino a 14 anni”.

Se non avresti giocato a calcio che cosa avresti fatto?

“Probabilmente un altro sport di squadra, pallavolo o basket per la mia altezza”.

Nel gruppo come ti trovi?

“Nel gruppo mi trovo bene, sia con le ragazze nuove che con quelle che conosco da anni e con le quali ho condiviso tanto a livello calcistico”.

Oltre al calcio hai fatto qualche altro sport?

Longato-Piccinardi-Vannini

Longato-Piccinardi-Vannini

“Ho fatto nuoto per tanti anni e un anno di pallavolo prima di iniziare a giocare a calcio”.

Per te che cosa significa a calcio?

 “Per me il calcio è vita. Non è mai stato un peso e neanche un sacrificio, il tempo speso per questo sport mi ha sempre ripagata in qualche modo e stare senza è praticamente impossibile”.

Qual è il palazzetto più bello dove hai giocato nella tua carriera?

“Il Palaflorio di Bari, dove è stata disputata la finale del torneo delle regioni 2017”.

Oltre ad essere impegnata nella squadra che altro stai facendo?

“Lavoro a tempo pieno in uno studio tecnico”.

Come riesci a conciliare le tue attività con il Calcio?

“Sacrificando in parte la vita personale, ma il sacrificio è ben ripagato. Sono felice di lavorare e giocare a calcio”.

Quali sono i tuoi hobby?

“Sono appassionata di videogiochi; mi piace l’arte, disegnare e dipingere; amo la musica e andare ai concerti; mi piace vedere posti nuovi”.

Che cosa non vorresti sentirti dire dal tuo coach?

“Non mi piace parlare di errori negli intervalli delle partite”.

Che cosa vorresti sentirti dire dal tuo coach?

 “Mi piace quando valutando situazioni di gioco mi viene data la possibilità di poter scegliere tra varie soluzioni, quindi in caso di errore mi piace essere corretta con la soluzione più giusta del momento, e in caso di giocata andata a buon fine mi piace che venga riconosciuto”.

granzette

Sinigaglia, Piccinardi, Vanini, Longato

Quali sono le tue prime sensazioni dopo queste prime partite?

“La sensazione è che ci siano ampi margini di miglioramento, ma per far sì che i vari meccanismi di squadra trovino il giusto modo di ingranare bisogna lavorare tanto. Senza dubbio il livello di quest’anno è molto più alto e tutte le squadre partono da un minimo di base molto omogeneo. Sarà un bel campionato”.

Secondo te quali sono tre punti di forza della squadra?

“La difesa, la velocità, il gruppo”

Quali i punti deboli?

“L’inesperienza, la poca cattiveria agonistica”

Letture preferite?

“Fumetti, thriller, storie vere”

Musica preferita?

“Musica italiana e straniera anni 80-90, dance, tropical house, indie, rock, punk, commerciale”

 

 

Iole Sturaro



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