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Sandro Pastorelli e Mauro Ferraccioli

1 marzo 2013 Stampa articolo

Sandro Pastorelli nasce a Castelmassa nel 1951. La sua passione più grande è quella per le moto ed essendoci  a Castelmassa una pista di speedway, seguendo questo sport fin da bambino, il passo per appassionarsene è stato breve.

Nel 1968 inizia la sua carriera come pilota di speedway debuttando proprio nella pista di Castelmassa che ha visto germogliare la sua passione. Pastorelli è tra i primi polesani ad entrare nel tempio della derapata.

Nella sua carriera, durata undici anni, Pastorelli ha centrato quattro volte il terzo posto ai campionati nazionali ed ha ottenuto numerosi piazzamenti in gare internazionali, ottenendo anche diverse qualificazioni per i campionati del mondo. Nella sua carriera sportiva ha potuto solcare in tutti quegli anni le più prestigiose e famose piste d’Europa.

E’ incorso in un paio d’incidenti piuttosto gravi, il primo si è verificato nel 1971 sulla pista rodigina del Tre Martiri dovuto alla caduta accidentale di una protezione in pista che ha causato la caduta rovinosa di diversi centauri con conseguente loro ferimento, il più grave di tutti è risultato essere Pastorelli che, essendo in testa alla gara, ha subito i danni maggiori che gli sono costati ben una quarantina di giorni di coma. Il secondo incidente si è verificato sulla pista di Civitanova Marche tre anni dopo il primo e anche questa volta è stato costretto a restare per un lungo periodo lontano dai campi di gara.

Pastorelli è stato soprannominato dagli amici e  avversari di gara “Picchio Rosso”, è stato da loro amato per la sua simpatia, onestà e goliardia.

Terminato il periodo agonistico, che si conclude nel 1979 sulla pista di Badia Polesine, su un tracciato a lui molto gradito sul quale ha ottenuto, nel corso degli anni, i suoi
risultati migliori,  Pastorelli non abbandona il mondo dello speedway ma vi rimane entrando nei quadri tecnici della Federazione Italiana Motociclismo a partite dal 1980. Dapprima come Allievo Commissario, quindi come Commissario Tecnico di 1°livello, poi Commissario Internazionale.

Stimato da tutti per la grande competenza, continuamente presente sui campi di gara, gli è stata riconosciuta grande simpatia, distinguendosi per il calore umano che sapeva mettere nel contatto con gli altri.

Pastorelli muore il 13 giungo del 2003  a Bergantino in seguito ad un tragico incidente rimanendo schiacciato sotto un piccolo trattore sul quale stava sistemando la pista di motocross in località ‘Le Giare’.

Lo Speedway nasce negli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso, trasferitosi poi in Australia, è esploso in tutto il suo successo in Inghilterra, dove attualmente la sua popolarità è inferiore soltanto al gioco del calcio.

Lo Speedway approdò in Italia dopo la seconda guerra mondiale con le prime apparizioni negli ippodromi in disuso di Udine e Trieste, grazie all’interessamento dei soldati piloti inglesi, i quali organizzarono le prime gare con moto stradali adattate alla pista.

Mauro Ferraccioli

Mauro Ferraccioli nasce a Bergantino il 27 Marzo 1954 è stato sicuramente uno dei più validi piloti che lo speedway italiano possa annoverare. In possesso di una ottima tecnica e di un grandissimo carattere si innamorò dello speedway sin da ragazzino, seguendo le gesta del suo compaesano Sandro Pastorelli, altri giovani e non seguiranno le orme dei due campioni, Lucio Gruppioni, Ivo Birbini, Giuliano Ferraccioli, Antonio Giglioli ed infine Fausto Birbini, il quale ha ottenuto ottimi risultati a livello mondiale.

Mauro, esordisce nel 1972 nella pista di Leno (BS) e subito si intravedono in lui quelle doti che lo porteranno ad essere uno dei big dello speedway nazionale. Infatti dopo aver conteso il titolo tricolore nel 1973, vince il suo primo titolo nel 1974, riuscendo nel 1976 a vincere quello di pista lunga. Per ben 7 anni occupa il posto d’onore nel campionato italiano, mentre riesce a riconfermarsi campione nel 1981 al termine di un campionato molto incerto e sofferto.

Nel frattempo conquista il titolo italiano a coppie e a squadre.

Nella stagione 1984 da l’addio alla pista ovale, un addio non definitivo perché nel 1986 ritorna per alcune gare e partecipa anche ad una gara di short track.

Nel 1999 vince la prova del campionato europeo pista lunga Veteran Euro Series svoltasi a Montagnana, arrivando 5° in quella di Muhldorf (Germania).

Non ha rinunciato del tutto allo speedway, nella sua officina prepara motori da speedway e li testa sul banco prova, per anni ha seguito e preparato le moto per Gianfranco Mozzato il quale ha partecipato più volte al campionato tedesco di pista lunga.

 

Redazione



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