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Silvia Fiori un concentrato di energia

1 febbraio 2016 Stampa articolo

Silvia FioriSilvia Fiori, meranese di 21 anni, è nata a luglio del 1994, è il libero che Beng Rovigo Volley ha scelto per la stagione 2015-2016, tutta all’insegna delle giovani promesse. Nella passata stagione è stato il secondo libero in Obiettivo Risarcimento, squadra promossa in A1, è comunque entrata in gioco come giocatrice classica per il giro in seconda linea. Nella stagione 2011 – 2012 ha fatto la sua comparsa in a1 con Pavia. Con i suoi 162 centimetri di altezza è la meno alta della rosa ma è un concentrato di energia e talento

Impariamo a conoscerla meglio.

Partiamo con la solita domanda, che quella che faccio a tutte le giocatrici: perché hai iniziato a giocare a pallavolo?

«Da piccola ho provato tutti gli sport, quello che ho fatto per otto anni è stato il tennis. All’età di 11-12 anni il preparatore del tennis, che allenava anche la pallavolo, mi ha invitato ad andare provare la pallavolo. Ho provato e per un anno ho fatto tutte due le discipline sportive, tennis-pallavolo assieme e poi mi è piaciuta di più la pallavolo perché uno sport di squadra e quindi o proseguito solo con questa».

Quando hai iniziato a ricoprire il ruolo di libero?

«Da sempre. Diciamo che fino all’Under 14 non c’è ruolo di libero e quindi attaccavo, però mi hanno sempre allenato fin da quando ero piccola a fare il libero, per l’esattezza e visto che sono abbastanza veloce era probabilmente ruolo più adatto a me».beng cars

Per quanto riguarda il tuo ruolo qual è la cosa più difficile da fare?

 «La cosa più difficile da fare è che ci sono delle situazioni in cui magari non tocchi la palla per diverso tempo. Può essere che durante la partita, soprattutto all’inizio che non si riescano a toccare per i primi 10 palloni infatti potrebbe non arrivartene nessuno, però tu devi comunque sempre stare concentrata in modo che quando arriva tu sei già pronta a toccarlo in maniera perfetta. Hai la responsabilità di quando ti arriva la palla che la devi giocare bene, però non è facile perché manca la continuità infatti non è detto che ci arrivino molti palloni».

Silvia Fiori. Invece la cosa più semplice?

 «Non ci sono cose semplici, però dovendo scegliere qualcosa io direi la difesa, anche se non è vero che sia semplice, perché è quella che personalmente a me risulta più semplice».

Che cosa vorresti sempre sentirti dire dal tuo allenatore?

«Che sto lavorando nel modo giusto».

E invece che cosa non vorresti mai sentirti dire?

 «Oggi non ti sei impegnata».

Ami leggere, ascoltare musica o che cosa ti piace fare nel tempo libero?

«Amo leggere. Mi piace tantissimo leggere libri».

Che tipo di lettura ti piacciono?Silvia Fiori

«Quando devo rilassarmi leggo i thriller, il mio autore preferito è James Patterson, mentre un italiano e Renato Carrisi. Altrimenti mi piace anche leggere libri che parlano di storie vere, di fatti realmente accaduti. Ho letto anche tanti classici e le biografie di qualche sportivo».

Di Patterson c’è una serie in particolare che ti piace?

“Maximum Ride” è stata la prima che ho letto e da me piaciuta tanto, e poi ho letto tutta la serie. E poi mi piace molto anche guardare film».

Anche per i film preferisci i thriller?

«Prediligo i thriller o storie realmente accadute».

Stai studiando?

«Sì, ho appena superato un esame. Frequento la facoltà di scienze biologiche a Ferrara».

Il tuo futuro come lo vedi?

Silvia Fiori«Mi piace molto vivere il presente, non penso molto al futuro, però sicuramente spero di giocare ancora pallavolo per tanti anni anche perché sono superattiva, se non ho fatto due allenamenti al giorno rischio di impazzire. Finita la carriera pallavolistica, ora sto studiando scienze biologiche, mi hanno sempre appassionato le materie scientifiche, mi piacerebbe entrare nel mondo del lavoro in questo settore».

Il tuo rapporto con la tua  ex compagna di squadra e ora vice allenatrice Simona Ghiesellini?

« E’ bellissimo del senso che io ho sempre avuto un enorme rispetto per la Simo sia come persona sia come atleta ed ora anchecome allenatore. Secondo me vive la pallavolo come va vissuta ovvero un’enorme passione. È una persona che in palestra mette tutto quello che ha e non fa fatica a farlo perché le piace. Io ho imparato questo da lei. Sono contenta di averla ancora qui anche quest’anno».

In una parola che cos’è per te la pallavolo?

«Passione. E’ felicità. Io quando vado in palestra 99 volte su 100 sono felice».

Iole Sturaro



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