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Gustavo De Oliveira: il gicante buono che fa ballare i gialloblu a ritmo di samba

Il pilone brasiliano in poco tempo è diventato una colonna portante del Rugby Frassinelle
17 febbraio 2016 Stampa articolo

Gustavo De Oliveira- Rugby FrassinelleFino ad allora, Gustavo aveva sempre indossato i guanti da portiere. Fino ad allora lui, nato in Brasile, a Belo Horizonte, terra di calcio e sorrisi, del rugby sapeva a malapena l’esistenza. Ma in quel pomeriggio di sei anni fa, guardando dalla tribuna suo cugino maneggiare una palla ovale, qualcosa cambiò nel suo spirito. «Non conoscevo il rugby prima di allora e per pura casualità, dopo quella partita, incontrai Mirco Pasquin che mi fece entrare in squadra».  Oggi Gustavo Lucio de Oliveira, 130 kg di potenza e dinamismo, è una colonna del pacchetto di mischia gialloblu. Giocatore generoso che ha scoperto lungo il cammino la sua vera vocazione sportiva, togliendo i guantoni da portiere e indossando l’armatura da rugbista.  «Mi piace molto il calcio – sorride ‘Gugu’ -, ma per il momento è una passione che ho messo da parte per diventare ciò per cui sono nato: un rugbista. Perchè questo non è solo uno sport, ma un bellissimo stile di vita».

Gustavo, da portiere a rugbista. Un bel cambio di carriera…
«Sì. E pensare che tutto è nato da una partita di mio cugino che ho seguito dalla tribuna…».Gustavo De Oliveira (1)

In poco tempo ti sei calato nella realtà ovale diventando un punto fermo del Frassinelle…
«
Molti mi hanno dato una mano. A cominciare da Gabriele Arziliero, il mio maestro. Quando mi chiedono come ho imparato a giocare a rugby rispondo sempre che ‘frequento la scuola Arzi di Rugby’».

Un punto di riferimento importante per te.
«Direi proprio un idolo. Normalmente molti prendono a esempio Richie McCaw, Ma’a Nonu, Jean de Villiers. Io dico Gabriele Arziliero, perchè mi ha insegnato tantissimo. Siamo compagni di squadra e amici. Maestro e allievo».

Un giudizio sul campionato del Frassinelle.

«Stiamo vivendo un’ottima annata. Abbiamo un bellissimo gruppo, numeroso e unito e uno staff tecnico competente che lavora sodo. Io mi sento in forma, spero di continuare così».

Ora vi aspetta un periodo di gare delicate che potrebbero decidere l’intero campionato.

«Sì, ma siamo carichi e stiamo lavorando per portalo a casa».

Un aggettivo per descrivere il Gustavo giocatore.

«Generoso, come dice coach Antonio».

Uno per descrivere il Gustavo persona.

«Gigante buono».

Come definiresti l’ambiente di Frassinelle.

‘Dico sicuramente ‘casa’’.

Un tuo punto forte in campo.

«Visto che prima giocavo in porta, a calcetto, direi la facilità di presa e il mantenimento della palla in mano».

Un aspetto invece che vorresti migliorare.Gustavo De Oliveira (2)

«Il passaggio».

Sotto quale aspetto il Rugby Frassinelle può ancora crescere?

«Secondo me ha già tutte le carte in regola per affermarsi sempre di più nel panorama rugbistico. E’ solo questione di tempo».

Che significa giocare in prima linea?

«E’ la cosa più bella per me. Significa scontro diretto con l’avversario. Significa che, fisicamente, sei uno dei più forti della squadra e hai la responsabilità di proteggere e sostenere i tuoi compagni».

E’ più divertente una mischia ordinata o una maul avanzante?

«Mischia, senza dubbio».

Un placcaggio fatto o una meta segnata?

«Direi una meta segnata, anche se in carriera ne ho fatta una sola, nel 2013 contro l’Este».

Cosa fa Gustavo nel tempo libero?

«La passione del calcetto l’ho conservata e quando posso faccio qualche partita con gli amici. Poi, da bravo brasiliano, mi piace andare a ballare».
Cosa ti manca del tuo Paese?

«La mia famiglia, mio papà e mia sorella più piccola, il calore della gente, il “churrasco” di sabato sera con gli amici e le domeniche pomeriggio allo stadio ‘Mineirao’ a tifare Cruzeiro. La tipica saudade».

Squadra di calcio che tifi in Italia.Gustavo De Oliveira (4)
«Roma».

Piatto preferito.

«Carbonara. Quella di mio suocero, Walter Fattoretto. Posso assicurarvi che è squisita, neanche a Roma ne ho mangiata una alla sua altezza».

Segui il rugby brasiliano?
«Si, da quando ho iniziato a giocare in Italia. In generale cerco di seguire anche il rugby di altri campionati per imparare sempre di più».

Un saluto in Portoghese…

«Um caloroso abraço a todos os fans do Rugby Frassinelle».

 

C.S.



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