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Beng Rovigo: il diario 13 di Laura Tomsia

I diari di: Bacciottini, Fiori, Grigolo, Furlan, Poggi, Moretto, Norgini, Lisandri, Scapati, Tangini, Pirv, Polak.
3 marzo 2016 Stampa articolo

 Laura Tomsiadi Laura Tomsia

Un giorno della mia ultima vacanza in Sardegna

 Era una mattina molto soleggiata, il cielo era azzurro, mio fratello, mia sorella ed io siamo andati in spiaggia. Per prima cosa volevamo fare delle immersioni. L’acqua era di un blu perfetto e calda come la zuppa. Davvero. Ci siamo divertiti molto insieme. Il mare è così misterioso, non sai mai cosa puoi trovare. Gli animali marini sono così belli, calmi e di misure diverse. Alcuni sembrano pericolosi. Quando gli nuotavano intorno, fuggivano, di sicuro non volevano essere toccati e a volte quando alcuni animali particolarmente grandi nuotavano intorno a noi, eravamo noi a scappare. E’ stato troppo divertente! Non mi annoiavo a cercarli. Poi abbiamo deciso di riposarci e abbronzarci. E’ stato bellissimo ascoltare il suono del mare, vedere i bambini costruire castelli di sabbia e raccogliere conchiglie. Stavamo sdraiati al caldo del sole. Era caldissimo, nessuno riusciva a stare fermo al sole senza fare niente. Dopo un po’ per rinfrescarci siamo tornati in acqua con i materassini. All’improvviso ci siamo resi conto di essere lontani da riva. Ci è voluto del tempo, ma siamo rientrati stanchi per aver nuotato e ridendo dell’avventura. Ci siamo asciugati e riposati. Dopo alcune ore, abbiamo deciso di andare in un’altra spiaggia, che si chiama “phi” per guardare il tramonto. Diverse persone ci avevano detto che era un posto da vedere assolutamente. E avevano ragione. Arrivati là abbiamo preso qualcosa da bere e siamo andati sugli scogli per avere la migliore visuale del tramonto. Al bar c’era un deejay che suonava musica molto rilassante. Alcune persone ballavano. Il sole ha cominciato a scendere e la vista era mozzafiato. Wow! Ci è piaciuto moltissimo. La giornata è stata meravigliosa, proprio perfetta. Siamo tornati all’hotel e siamo andati a dormire. Abbiamo dormito come degli orsi quella notte!

Di Patrycja Polak

Caro Diario,  oggi è iniziata una nuova settimana di allenamenti.Patrycja Polak
Dopo domenica dobbiamo dimenticare velocemente la partita contro Monza e iniziare a pensare a Trento, l’ex squadra della mia coinquilina Ari!
Non sarà una partita facile, Trento è una delle squadre che punta ad andare ai play-off, con giocatrici molto esperte e forti!
Dovremo arrivare lì cariche e concentrate per cercare di metterle in difficoltà fin da subito.
Per quanto riguarda noi invece, ci aspetta una settimana molto lunga e difficile, sappiamo bene quanto sia importante ogni partita per cercare di fare più punti possibili!
Dovremo studiare molto bene a video le giocatrici di Trento ma soprattutto dovremo dare tutto negli allenamenti, perché domenica ci sarà bisogno di tutte per riuscire a fare un bel risultato!
Siamo una squadra giovane, stiamo migliorando partita dopo partita, e dobbiamo mettere a frutto l’intenso allenamento che facciamo ogni settimana! Faremo il possibile per portare qualche punticino a casa.

 

 

 

 

Diario di Ariana Pirv

Ariana PirvCiao a tutti i lettori di Agorasportonline! Oggi vi racconterò un po’ di me e di come trascorro il tempo qui a Rovigo. La giornata è più o meno così: la mia sveglia suona intorno alle 8:30 circa e inizio a prepararmi una buona collazione abbondante, è la fase della giornata che più mi piace, quindi la faccio con calma. Poi mi preparo ed esco per andare in palestra, dove in base al tipo di programma settimanale che ci viene assegnato possiamo avere allenamento, pesi o piscina/nuoto, dove ci vede impegnate per circa 2orette.. Per ricaricare le pile un pranzetto veloce, (mi piace tanto mangiare cose buone, ma allo stesso tempo anche sano, adoro le verdure, carne, frutta, ma quando posso dopo non mi faccio mai mancare un dolcino a fine pasto). Abbiamo un po’ di pausa tra i due allenamenti e quindi sfrutto il tempo rilassandomi un po’. Poco prima di ritornare all’allenamento, mi concedo una piccola merenda e verso le 16/16:30 riprendiamo la seduta d’allenamento e in più elaborazione video pre/partita durante la settimana… Fuori dalle righe del campo, mi piace mettermi d’impegno ai fornelli, mi rilassa cucinare, mi piace la cucina italiana oltre a preparare alcuni piatti tipici rumeni e quando non sono troppo stanca, a volte usciamo con tutte le nostre compagne di squadra e se capita che le mie Amiche trovino il tempo per venirmi a trovare o farmi una sorpresa n’è approfitto per stare insieme. Nei giorni liberi n’è approfitto per sentire i miei cari tramite Skype così riesco anche a vederli, mi piace trascorrere le mie giornate in loro compagnia, seno n’è approfitto per seguire dei corsi on-line per imparare bene l’inglese oltre che iniziare a prepararmi per prendere la patente, amo la musica e una delle passioni che più mi piace, pur essendo frivola se vogliamo, è la NailArt tutte le settimane prima di una partita mi piace cambiare colore delle mie unghie, forse anche un po’ per scaramanzia mah… Comunque sia, adesso sapete un po’ di più di me e di come trascorro le giornate dentro e fuori il campo da pallavolo, un saluto a tutti… Ariana Pirv #13

 

Di Sirya Tangini

Caro Diario,
oggi 15 febbraio la giornata non è partita alla grande, dopo una nottata insonne, mi sento molto giù. Ho un influenza molto brutta che ha deciso di Beng vs Olbia_Sirya Tanginifarmi compagnia nel weekend e siccome si sente a suo agio, non mi vuole lasciare ma, sentivo che qualcosa doveva capitare per far svanire se non altro il mio senso di vuoto e… infatti sarà infantile dirlo, ma quando mia madre mi è venuta a trovare da Civitavecchia ha suonato il campanello di casa e alla mia richiesta di chi fosse ho sentito gridare SORPRESAAA!!!
Be, giuro ha rimesso in moto il mio benessere… l’influenza ancora c’è ma la sopporto molto meglio. Ora spero soltanto di guarire presto per tornare in palestra con le mie compagne per poter affrontare al meglio la nuova sfida di domenica prossima!
Condivido il mio appartamento con due amiche Ludovica e Mariachiara, sto molto bene con loro ma l’arrivo di quel turbine di mia madre ha allegramente stravolto la casa. Mi sento una bimba piccola quando c’è lei mi coccola e mi vizia ha la capacità di farmi dimenticare che ormai sono quattro anni che vivo lontano da casa. Quando la sento ridere e cantare mentre ci aiuta nelle faccende domestiche mi si riempie il cuore di gioia. Mia madre è l’esempio di donna che vorrei seguire, perché con la sua allegria e la sua forza fa superare a tutta la famiglia anche i momenti più difficili che la vita ci presenta.

 

Ludovica ScapatiDi Ludovica Scapati

Caro diario…..
eccomi qua a raccontarti la mia giornata ……. giornate all’apparenza sempre uguali ma nello stesso tempo sempre “ricche” di nuove emozioni . Perchè ti dico “sempre uguali”? Perchè a pensarci bene tutti i giorni faccio le stesse cose: mi alzo presto …..colazione energetica con le marmellate di nonna Caterina e viaaaaaa in sala pesi ……… un’oretta di lavoro intenso, dove però non mancano momenti di allegria con le mie compagne e qualche spetteguless inter-nos,…… poi si ritorna a casa (e questo è il momento più brioso!!!) con la Baccio al volante e musica a palla sulle note di Fedez !!!
E’ l’ora di pranzo e mi sento di dirti, caro diario, che sono proprio una brava cuoca …anzi mi definirei fantasiosa (??!!!) perché riesco a creare dei mix perfetti di carboidrati – proteine e insalatine che mi danno la carica giusta per affrontare il “duro” pomeriggio!!!….Riposino pomeridiano (lo so ….fa un po’ pensionato….ma ci vuole!!) e sono pronta per le 3 ore di allenamento: prevenzione – tecnica – gioco di squadra!!!!… Il momento più bello? La doccia a fine giornata !!!!!!!
Il tempo per studiare non è molto ma la sera trovo il tempo per preparami a sostenere i test d’ingresso alla facoltà di scienze della nutrizione ….. e questo è l’altro “grande” obiettivo che voglio raggiungere : diventare nutrizionista…. perché mi interessa molto il rapporto tra alimentazione, nutrizione e stato di benessere psicofisico della persona.
Il lavoro è duro, devo ammetterlo, ma non si raggiunge nulla senza fatica, questo è quello che ho imparato in questi anni di pallavolo, da quando a soli 15 anni (forse ero anche un po’ incosciente) ho lasciato casa, famiglia, amici e compagni per rincorrere il mio sogno ……. e lo rifarei mille volte !!!!! Perché? Perché le soddisfazioni non mancano e in questo percorso ho avuto l’opportunità di conoscere persone meravigliose che, con le loro diversità, mi hanno dato molto e mi hanno insegnato che SOLO I MIGLIORI MIGLIORANO SEMPRE !!!!!!

Di Gloria Lisandri

Gloria LisandriCaro Diario,
Dico sempre alla mia famiglia che se potessi dividermi fare mille cose. Mi piacerebbe coltivare ogni passione che ho, mi piacerebbe imparare ogni lavoro che mi circonda … però questo non è possibile anche perché, tanto per renderti l’idea, ti racconto la mia giornata “tipo”; io abito in un paesino che dista circa 40 minuti da Rovigo (si potrebbe impiegare meno tempo se non fosse per strade sterrate, buche e nebbia ) perciò la sveglia al mattino suona sempre per le otto, faccio colazione, preparo le cose e parto per essere in palestra pronta e attiva al mattino. Dopo la seduta di allenamento pratico o di pesi mi fermo a mangiare a casa delle ragazze, per recuperare tempo, e poi mi rifugio in biblioteca a studiare fino a poco prima di inizio allenamento. Finita la sessione pratica prendo la macchina e torno a casa, l’orario di arrivo è in genere dalle 20 alle 21 salvo anticipi vari.. ceno e, se non devo studiare, mi rilasso sul divano per poi dormire. Con questo trend di vita ho dovuto abbandonare tante passioni per seguirne una molto più grande che è lo sport, e l’unica cosa che mi distoglie dalla routine quotidiana è lo studio. Frequento Economia & Management all’università di Ferrara, il primo anno l’ho frequentato a Trento dove ho vissuto due anni, giusto il passaggio dalla V° superiore al I° anno di matricola, e poi spostandomi nuovamente a Rovigo, per motivi di comodità e di tempistiche per dare gli esami, ho fatto il passaggio a Ferrara.

Mi piacciono molto le materie che studio perché mi riconducono ogni giorno all’attualità e mi fanno vedere molti aspetti economici sotto punti di vista differenti. Non nascondo che mi piacerebbe avere un futuro come imprenditrice per seguire quello che da sempre mi ha circondato ovvero la famiglia e l’azienda. E qui mi ricollego all’inizio…”mi piacerebbe imparare ogni lavoro che mi circonda”. Fortunatamente sono cresciuta “sporcandomi le mani” e di Gloria Lisandriquesto ne sono orgogliosa, perché ho sempre aiutato i nonni in campagna, tornando a casa piena di terra o con le ginocchia rosse perché raccoglievo le patate o le mani e i piedi blu perché tagliavo l’uva e la pigiavo oppure con il dolore alle braccia perché aiutavo la nonna a portare i secchi di mais nel pollaio per poi raccogliere le uova (litigando con i polli) e nell’orto le verdure per la sera. Mi hanno sempre insegnato cos’è il lavoro e mi hanno fatto capire che per lavorare bene ci deve essere impegno e responsabilità.

Con il papà e il fratello ho imparato cose che al giorno d’oggi una ragazza non farebbe mai, ho imparato a guidare gli scavatori a pulire le macchine operatrici, andavo nel capannone e preparavo le viti, i bulloni e tutto quello che serviva a mio fratello, poi tornavo a casa piena di polvere perché li aiutavo a sistemare tutto quello che c’era. Anche con papà andavo a lavorare la terra, guardavo dal basso quelle maestose macchine che seminavano, che raccoglievano il grano e vedevo tutto il percorrere della natura, è un qualcosa che porto sempre dentro perché mi ha colpito fin da piccola e ancora oggi quando vado a fare le passeggiare con il cane lo porto sempre a correre li, dove da piccola raccoglievo le pannocchie che la quella aveva dimenticato a terra. Ecco che la dedizione al lavoro, l’impegno, la responsabilità che ho e che metto in tutto quello che faccio deriva da questo passato, deriva dagli insegnamenti che la famiglia mi ha sempre dato dall’aver capito fin da sempre che prima si lavora, si impara, si suda, ci si sporca e poi arrivano le soddisfazioni. Ringrazio mia mamma che nonostante portassi a casa solo terra e polvere mi ha sempre lavato tutto, e insieme a mia sorella mi hanno insegnato quella che è la vita di casa, il vero significato di famiglia e il saper affrontare qualsiasi situazione che ti viene incontro bella o brutta che sia. Ecco, vedi caro Diario… ora che sono più grande se potessi tornare indietro, chiederei ai miei nonni di insegnarmi la tecnica, il “come si fa”, la pratica, che prima non potevo apprendere perché ero troppo piccola. Chiederei a mio papà e mio fratello di potarmi con loro per imparare di più, per imparare di tutto! Da come mettere le mani nell’auto per risolvere piccoli problemi che possono accadere a come rapportarsi a livello aziendale con i clienti. Ora che pallavolo e università occupano tutto il mio tempo, non posso fare altro che pensare a questo … perché ne sono le mie priorità, perché sono il mio lavoro ed il mio impegno. In estate quando ho più tempo per me, mi dedico a quelle passioni e a quei lavori che metto da parte ad ogni inizio stagione. Ho scelto lo sport, la pallavolo, perché è un qualcosa di fondamentale, permette di sfogarmi, di mettermi a confronto ogni giorno con altre giocatrici, di condividere momenti più e meno belli e di imparare a superarli, di capire cos’è la squadra e il gioco di squadra. Sono tutti insegnamenti che aiutano a delineare ancora di più la persona, tecnicamente, tatticamente e anche caratterialmente. Vedi caro Diario, anche qui … se non fosse stato per la mia famiglia ad avvicinarmi al mondo della Pallavolo… chissà cosa starei facendo a quest’ora! ;D

 

di Maria Chiara Norgini

Maria Chiara Norgini

Caro diario, sono Maria Chiara ho 17 anni e sono di Perugia, questo è il mio secondo anno a Rovigo. Descrivendomi, ritengo di essere una persona determinata, volenterosa molto diretta e solare. Vorrei raccontarti un pò la mia vita da giocatrice, descrivendoti cosa faccio… la mattinata inizia con i pesi, poi un pò di riposo ed al pomeriggio ci si va ad allenare in Palasport! Questa settimana abbiamo una partita importante che è quella con Omia Cisterna, siamo cariche per far bene e per prenderci questi tre punti di cui abbiamo bisogno! Sicuramente lavoreremo duro in settimana per riuscire a far bene! Anche se veniamo da una sconfitta, subita con Caserta non ci abbattiamo, siamo cariche per far bene e non ci facciamo mai mancare il sorriso, infatti in sviatoio i momenti distensivi non mancano mai.
Beh che dire … Abitando con altre giocatrici, ogni tanto tocca anche a me cucinare, prima di ogni allenamento solitamente mi tengo leggera; oggi ad esempio, ho mangiato del petto di pollo e della verdura cotta! Cosa vuoi farci, vita da sportiva! Questa sera con alcune mie compagne, dopo l’allenamento, per riposarci e passare alcune ore assieme ci siamo trovate a casa mia per guardare un film.
Beh, ora ti saluto perché anche se questa giornata é andata domani me ne aspetta un’altra ancora più impegnativa! Cariche per domenica!

Gaia Moretto-Beng Vs Trentino_135Di Gaia Moretto

Caro diario… Oggi la giornata è stata piena, stamattina pesi per le braccia e nel pomeriggio video e seduta di allenamento. Il campionato ricomincia e la settimana riprende con la routine e la tensione pre partita. In queste settimane di stop ci siamo preparate fisicamente per affrontare la seconda parte del campionato e adesso abbiamo tutta la fatica sulle gambe e sulle braccia. Speriamo di scrollarcela di dosso prima di domenica… In questi giorni la preoccupazione maggiore in spogliatoio sono le plicometrie che ci faranno in settimana, dopo le feste abbiamo paura dei risultati! Sabato ci aspetta un viaggio molto lungo e stancante quindi meglio che vada a letto ora… Caro diario ma se non ci fosse la pallavolo nella mia vita, di cosa ti parlerei?! Quanto sono monotona…

 

Le considerazioni di Adele Poggi

 

di Adele Poggi

Adele PoggiSiamo quello che ci portiamo dentro.
Quello che abbiamo visto, sentito, mangiato e vissuto in generale. Il nostro habitat che ci accompagna e ci amalgama a se stesso. Il nostro DNA che si riproduce continuamente e ci consente di poterlo anche modificare con la nostra intelligenza e le esperienze acquisite.
Ecco, io sono nata e abito in un piccolo paese della provincia fiorentina, che ha poco da reclamare a parte una chiesa dell’undicesimo secolo e una vecchia fornace che ha fornito anche le tegole per il duomo di Firenze.
E’ stretto tra le sponde dell’Arno e la ferrovia, passata la quale si trova il nostro valore aggiunto: la campagna; quello che da sempre ha dipinto la mia vista, il verde delle colline, dei boschi, le vigne e gli uliveti. La terra appena lavorata che profuma, i campi e i boschi che sanno di primavera o di pioggia autunnale.
L’habitat familiare dove sin da piccola ho avuto un libro da leggere sul comodino, e tanti libri nella nostra libreria. Come diceva Terzani “non li ho letti tutti, ma a starci vicino prendo qualcosa da loro”. Ed è così che mi sono innamorata di Dante, Leopardi, Montale e tutta la letteratura in generale. Infatti sono al primo anno di Lettere Moderne.
E’ andata bene anche per le orecchie che hanno avuto come colonna sonora Beethoven, i Pink Floyd e la musica dalla A alla Z in generale.Logo Beng

Il disastro più grosso che l’habitat mi ha combinato è la passione per il viaggio. Praticamente fin da piccola ho visto mezza Europa e ora sono sempre a sognare il prossimo viaggio. Oddio spero proprio che non sia un disastro (mai viaggiare al buio senza gli astri ) ma un buon motivo per addormentarsi serena. Beh che dire, bello arrivare a Manhattan, Boston, bello arrivare a Berlino, Colonia, Parigi, Amburgo e bello anche fare ritorno a casa per raccontare e ritrovarsi nello spettacolo di quella campagna che ci circonda e ci ricorda le nostre radici.

Si fa bene ripensare alle nostre radici, perchè anche nella stagione digitale quelle restano lì, sepolte sotto macigni inamovibili. Ma questo lo diceva anche un altro grande vecchio nel 1972, Guccini “Tu ricerchi là le tue radici se vuoi capire l’anima che hai…”. Va beh, mettere insieme le parole e farle diventare poesia non è da tutti. E per chi non vuol capire come disse il Vate “Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Chiudere con Dante mi sembra il minimo, che torvo in piazza Santa Croce, guarda i fiorentini e li disprezza.

Il pensiero di Eleonora Furlan

 

Eleonora Furlan-Se mi venisse chiesto di identificare la mia vita con una parola, quella che sceglierei d’impulso sarebbe “pallavolo”. Ovviamente potrebbe sembrare banale, ma anche riflettendoci la mia risposta non cambierebbe.
Pratico questo sport da 12 anni, più della metà della mia vita; in terza media ho iniziato ad allenarmi tutti i giorni. Mi ricordo ancora il periodo in cui dovevo scegliere se lasciare la squadra del mio paese per andare nel settore giovanile di San Donà. All’epoca (anche se in realtà non sono passati moltissimi anni) per me giocare significava trascorrere alcuni pomeriggi divertendomi in compagnia della mia squadra, non pensavo minimamente al fatto che la mia altezza potesse essere un punto di vantaggio in questo sport e mai e poi mai avrei immaginato che sarei arrivata a dedicare gran parte della mia energia, della mia passione e del mio tempo alla pallavolo. L’idea di cambiare società, compagne e allenatore e di allenarmi tre ore al giorno tutti i giorni, a dire la verità, mi spaventava (d’altronde a 14 anni non sapevo ancora di essere al mondo). Devo confessare che mio papà mi influenzò molto nel decidere di intraprendere questo percorso, ma non posso che ringraziarlo, anche perché non capita tutti i giorni di ricevere questo genere di proposte. spot3

Fu così che decisi di buttarmi e di provare: la mia vita cambiò completamente.
Giocare a pallavolo, come qualsiasi altro sport praticato a livello agonistico, ti offre la possibilità di migliorarti come persona, difatti se ripenso a come erano il mio carattere e la mia personalità qualche anno fa, quasi non mi riconosco più. Sono cambiata radicalmente e questo perché lo sport non guarda solo alle prestazioni, ai risultati o ad altri interessi materiali, ma ti penetra dentro e ti insegna dei valori che quando sei semplicemente una ragazzina, in quella palestra, apprendi molto più velocemente.
Io sono sempre stata molto timida, sensibile e un po’ fragile. Spesso l’opinione altrui contava molto più della mia e ci tenevo a non deludere nessuno. Fatto sta che i primi tempi a San Donà ritornavo a casa alla sera e piangevo. Piangevo perché magari l’allenatore mi aveva sgridato, piangevo perché ero più scarsa delle mie compagne, piangevo perché ero stanca e volevo studiare. Spesso ho pensato “ne vale davvero la pena?”, valeva la pena dedicare tutta me stessa alla pallavolo? Beh, credo si possa intuire che tutte le volte la mia risposta è stata sì. Con il passare dei giorni, dei mesi e degli anni, i miglioramenti, le emozioni, le amicizie, le soddisfazioni gratificavano tutto il lavoro fatto, e i sorrisi diventavano sempre più numerosi delle lacrime.cts-logo
Se dovessi scegliere due elementi che più mi piacciono di questo sport, sono senz’altro la fiducia ed il rispetto. Il nostro è uno sport di squadra, di conseguenza arrivare al raggiungimento di un obbiettivo non dipende solo dal singolo individuo: è necessario che ci sia feeling tra ogni componente del team, deve instaurarsi un meccanismo per il quale quando io incrocio lo sguardo di una mia compagna o dell’allenatore, si possa vedere e trasmettere che credo in lei/lui quanto lei/lui crede in me. Nel momento in cui c’è fiducia reciproca tra i vari componenti, allora si potrà parlare di un vero gruppo e, a mio parere, questa è la cosa più bella.
È dalla fiducia che nasce poi il rispetto. Se io mi fido ed ho stima di chi condivide il mio stesso obbiettivo e la mia stessa passione, non posso che portargli rispetto, e questo è importantissimo. D’altronde una squadra è composta da 13/14 giocatrici più lo staff ed è evidente che tutti possiedono la propria personalità ed il proprio modo di pensare, quindi è raro che non nascano degli scontri, ma se c’è il rispetto tutto può essere sempre risolto e chiarito senza andare ad intaccare l’armonia della squadra.
Amo la pallavolo. Mi ritengo molto fortunata a poter fare della mia passione più grande il mio lavoro. È quasi un impulso, una motivazione che ogni giorno mi spinge ad alzarmi dal letto pensando che ho una nuova opportunità per migliorarmi, per dare il meglio di me stessa e per superare i miei limiti.

 

Il racconto di Laura Grigolo

 

Laura GrigoloIn questa pagina di diario ho deciso di non scrivere nulla riguardo la pallavolo e al periodo difficile che stiamo vivendo. Piuttosto avrei piacere di raccontare il corso di studio che sto frequentando all’Università e quello che mi piacerebbe fare in un futuro. L’anno scorso ho terminato l’ultimo anno di liceo linguistico e dopo molte indecisioni, dubbi e timori ho deciso di abbandonare completamente le lingue e così, quando è arrivato il momento di decidere quale università fare, mi sono iscritta all’Università Ca’ Foscari di Venezia, al corso di Scienze della Società e del Servizio Sociale. Devo ammettere che un po’ mi dispiace aver abbandonato le lingue, ma il corso prevedeva la frequenza obbligatoria alle lezioni, e ovviamente giocando in serie A con due allenamenti al giorno non è possibile. Mi dispiace anche perché come tutti sappiamo, avere nel proprio bagaglio personale la conoscenza di una o più lingue straniere è un gran vantaggio al giorno d’oggi, soprattutto poiché ti apre molte porte in campo lavorativo.centro attività motorie
Il corso al quale mi sono iscritta è finalizzato ad una solida preparazione in campo delle scienze sociali e con specifiche conoscenze e competenze nel campo del servizio sociale. L’obbiettivo è quello di far acquisire capacità di lettura e di interpretazione dei fenomeni caratterizzanti la società contemporanea, competenze per l’analisi del contesto economico-sociale e culturale, necessarie per gli interventi sociali e le attività dei servizi sociali. Il corso quindi ti offre la possibilità di svolgere attività di assistenza e di intervento sociale, di operare sul territorio in una logica di rete e di ricoprire i ruoli e le funzioni che definiscono la professione di Assistente Sociale.
L’Assistente Sociale lavora a stretto contatto con persone o nuclei familiari in gravi situazioni di disagio. Le categorie che solitamente beneficiano di questa professionalità sono i minori, gli anziani, i tossicodipendenti, i portatori di handicap e gli immigrati. Risulta già ben chiaro come possano essere tantissimi i compiti di questi professionisti che devono essere in grado di relazionarsi con una moltitudine diversa di interlocutori. Il mio desiderio sarebbe quello di lavorare con i ragazzi disabili, ciò che più mi emoziona in loro è vederli sorridere! L’intento è proprio quello di offrire loro una vita il più normale possibile.
Sono sempre più convinta che il corso di laurea che sto frequentando rispecchi molto la mia personalità. Ciò che mi riesce particolarmente bene è ascoltare gli altri, ascoltare nel senso di capire bisogni, esigenze e problemi di chi mi sta di fronte, cercando di valutare le diverse situazioni e trovare qualche soluzione …ciò che mi riesce più naturale è quello di provare a mettermi nei loro panni e cercare in qualche modo di dare loro una mano!
Inerente a ciò che sto studiando, mi piacerebbe inoltre poter fare un’esperienza di volontariato in qualche regione dell’Africa, a diretto contatto con i bambini e la popolazione locale.

 

L’analisi di Silvia Fiori

di Silvia Fiori

beng vs palmi (53)Vorrei iniziare il mio diario con le parole con cui Filippo Inzaghi ha detto addio ai tifosi del Milan: “La prima e unica cosa che voglio che voi sappiate per sempre è questa: ho giocato e vinto per Noi. Giocare e vincere senza condividere le emozioni è nulla, invece io e voi, noi, abbiamo fatto tutto insieme.”

Questo concetto mi ha portato a 12 anni a scegliere la pallavolo a danno del tennis ed è la cosa che amo di più di questo sport. Credo fermamente che qualsiasi obiettivo riesci a raggiungere nella vita, se non hai qualcuno con cui condividerlo, perde di valore. Guardare negli occhi le tue compagne durante un allenamento, una partita, dopo una vittoria o una sconfitta, e capire che stanno provando le tue stesse emozioni: timore, adrenalina, felicità, amarezza, rabbia o gioia non importa… sai di non essere sola, ed è la cosa più bella che mi ha insegnato la pallavolo. Nel bene o nel male, hai sempre qualcuno al tua fianco che condivide con te quella sensazione.
Con la pallavolo, e soprattutto con il mio ruolo, ho imparato che non si può vincere da soli. Se voglio raggiungere la vittoria devo fidarmi delle mie compagne, lavorare per loro nel miglior modo possibile per metterle nelle condizioni di fare punto. E questo è un lavoro che va oltre una ricezione o una difesa fatta bene, ogni tanto è più importante una parola, un gesto o un atteggiamento di un bagher. È fondamentale imparare a comprendere chi sta al tuo fianco, con i suoi pregi e difetti, così nei momenti delicati saprai cosa dire o come comportarti. Per me non c’è soddisfazione più grande di vedere palleggiatore e attaccante finalizzare il mio lavoro e poi ringraziarmi.Silvia Fiori
Ho scelto di prendere come esempio Inzaghi perché è uno dei miei due sportivi preferiti. Chi segue il calcio sa che non aveva talento, citando Montella: “Ancora oggi non riesco a spiegarmi come facesse a segnare tanti gol. Se scomponi il centravanti Inzaghi trovi ben poco di interessante. Non aveva dribbling, non aveva tiro da fuori. Era più scarso rispetto a tanti bomber che hanno avuto la metà del suo successo. Però lui nel suo lavoro ci ha messo tenacia, convinzione, rabbia. La grinta ha pagato più del talento.”
Qualsiasi sportivo dovrebbe ammirare la carriera di questo giocatore, Inzaghi ha semplicemente deciso di non mollare mai e di lavorare duro. Nonostante non fosse il classico fenomeno, ha fatto più gol e vinto molto di più di tanti campioni. Nonostante molteplici infortuni, è sempre tornato per segnare nelle partite importanti.
Secondo me però lo sportivo per eccellenza, senza paragoni, è Roger Federer.

Ora, di lui noi tutti ammiriamo la semplicità con cui compie gesti tecnici impossibili a noi comuni mortali, l’eleganza che lo caratterizza mentre si muove in campo, e il fatto che ha vinto più di tutti, non per niente il suo soprannome è The King.
Io però ammiro di lui tanto la sua classe quanto la sua serietà, perché nonostante la fama, i soldi, la popolarità, è rimasto sempre con i piedi per terra. Nonostante fosse il migliore di tutti, ha continuato ad allenarsi più degli altri, consapevole che poteva ancora migliorarsi. È rimasto fedele a sua moglie, è diventato padre, senza mai “sgarrare” di una virgola.
Perché per essere il più grande di tutti il talento non basta, ci vuole disciplina negli allenamenti e nella gestione della propria vita.

Diario 1:  Le riflessioni di Barbara Bacciottini

di Barbara Bacciottini

 

‘Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci’.

Ecco una delle tante citazioni del cestista americano Michael Jordan, atleta che personalmente ammiro molto. In lui vedo professionalità, caparbietà, un’incredibile sete di vittoria, lucidità, obiettività, dedizione al lavoro e tante altre caratteristiche che corrispondo alla sola personalità di grandi campioni. La sua è stata una di quelle carriere che tutti invidiano, che tutti ricordano e prendono come esempio. Mi piace parlare di Jordan perché ammiro la sua mentalità. Partendo dalla citazione con cui ho aperto il discorso mi soffermo subito su un punto fondamentale dello sport: la volontà. Ogni sportivo, qualsiasi sia la disciplina cui si presta, deve avere alla base della propria idea la volontà. Volontà di lavorare e di sopportare la fatica che questo comporta, volontà di accettare determinati sacrifici, convinzione nell’affrontare tutte le difficoltà che incontra e nel saperle superare, determinazione nel sapersi rialzare dopo un fallimento e nel renderlo parte integrante del lavoro come passaggio necessario ai successi futuri.Barbara Bacciottini in Beng vs Olbia

‘Qualsiasi cosa accada, so di dover provvedere alla squadra con ogni più piccola goccia di energia’

Arrivando più vicini alla nostra realtà questa è un’altra citazione di Miachael cui faccio riferimento. Il nostro è uno sport di squadra, forse lo è per eccellenza. Il gioco si sviluppa su azioni la cui durata raramente arriva ad un minuto, lo spazio corrisponde a 80 metri quadrati di campo in cui sei persone devono continuamente muoversi mantenendo uno schema ordinato ed intelligente ed il passaggio della palla al compagno è un gesto necessario per finalizzare l’azione con un punto. Queste sono solo alcune delle caratteristiche della pallavolo che ci riportano al concetto di squadra. Nel nostro sport è fondamentale l’idea del collettivo, del lavoro e del sacrificio comune, dell’aiuto e del sostegno reciproci, dello scopo unico di successo globale.

Redazione



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