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L’arma segreta di Erica Lago

La pilota padovana correrà anche l’italiano
16 marzo 2018 Stampa articolo

motocrossPADOVA – Erica Lago, una dei piloti italiani di punta nel cross femminile, correrà nel mondiale e nell’italiano con una Honda CRF 250 della RedMoto, distributore ufficiale per l’Italia delle moto da fuoristrada della Casa di Tokyo. L’accordo è stato raggiunto proprio a un soffio dall’inizio dei campionati. La ventottenne pilota di Camposampiero (PD) rientra nel circus iridato dopo un anno difficile nella serie tricolore ed ha approntato tutto meticolosamente. Compresa l’arma segreta: a curare la sua preparazione in sella è Franco Perfini, campione di cross tra gli anni Settanta e Ottanta che ora dirige una scuola per l’allenamento e la scoperta dei talenti: la frequentò David Philippaerts nel 2008, l’anno in cui l’italiano (di padre belga) vinse il Mondiale cross MX1. Lago è seguita anche da Italo Forni, lui pure ex campione di cross, fautore degli accordi con la RedMoto e con la Termignoni, dalla quale arriveranno gli scarichi speciali. Perché il Mondiale non sarà una passeggiata e bisognerà lavorare anche sul motore.

Erica resta pilota privato e dunque la sua squadra non sarà faraonica ma la struttura è collaudata.

«È la stessa struttura dell’anno scorso – spiega –. Il mio camion con hospitality, mio papà Adriano che mi dà una mano nella pit lane e un meccanico che fa le segnalazioni e mette a punto la moto secondo le indicazioni di mio papà».

Particolare curioso, Erica è molto vicina all’Assism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), corre con i suoi simboli sulla moto e sul braccio ha tatuato “Never give up”, motto della stessa associazione, della quale peraltro Italo Forni è presidente e la RedMoto sostenitrice.

La prima gara però non sarà con la Honda ma con la Suzuki dell’anno scorso.

«Sarà questa domenica e il tempo stringe ma non è una prova di campionato: è una cosa in più che faccio con l’aiuto del Team Striker per farmi conoscere maggiormente in loco. Paradossalmente sono più nota nelle altre regioni che non nella mia, il Veneto. È una gara CSEN, un’organizzazione analoga alla UISP, e si correrà a Grantorto, a un quarto d’ora da casa mia. Ci saranno le categorie maschili e femminile e avrei voluto fare entrambe per allenarmi maggiormente, ma il regolamento non lo permette. Però non sarò con le altre ragazze: “Sei troppo forte per il femminile – mi hanno detto – quindi corri con i ragazzi”. L’ho preso come un complimento».motocross

Correre in mezzo agli uomini è una difficoltà in più, per una ragazza.

«I primi tempi non riuscivo a ribattere, se un ragazzo mi attaccava mi spostavo e non cercavo di stargli dietro. Adesso è diverso, se ci provano li chiudo, e li ripasso. È molto più bello correre con i maschi che non contro le femmine, però è più pericoloso perché un maschio che ti vede davanti piuttosto non frena e ti centra più volentieri. Se ti butta giù… ti rialzi e riparti».

E tu come ti comporti con loro?

«Idem. Anche peggio. Maschio o femmina per me non cambia, in moto. Se devo entrare, entro».

Su questa stagione Erica punta molto, e si è data degli obiettivi.

«Sono molto più preparata degli anni scorsi. Certo c’è anche più pressione, ma con Perfini mi sento molto più tranquilla. L’obiettivo è entrare nelle prime venti del Mondiale, cioè andare sempre a punti, ed essere tra le prime cinque dell’Italiano. C’è chi dice che potrei andare oltre ma io mi accontenterei…».

C.S.



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