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Il Marca rimane stregato per Aloisi

Il pilota di Castelfranco Veneto, al ritorno nella classica trevigiana valida per il Campionato Italiano WRC, è costretto allo stop per un problema meccanico.
27 giugno 2018 Stampa articolo

rallyCASTELFRANCO VENETO (Treviso) – Dea bendata due, Giovanni Aloisi zero: questo è il risultato emerso dall’edizione numero trentacinque del Rally della Marca, appuntamento valido come giro di boa del Campionato Italiano WRC, tenutosi a Valdobbiadene nel recente weekend.

Un evento atteso, preparato nei minimi dettagli, con un obiettivo ben preciso: riscattare la fugace apparizione della passata stagione, quando il portacolori di Xmotors fu costretto ad abbandonare la compagnia, senza nemmeno vedere la pedana di partenza, causa un’uscita di strada che aveva messo la parola fine all’esordio su asfalto della Mitsubishi Lancer Evo IX, curata da Assoclub Motorsport.

Determinato nell’intento di pareggiare il conto con gli asfalti trevigiani, il pilota di Castelfranco Veneto, si è ripresentato lo scorso fine settimana al via del Marca, affiancato dall’adriese Simone Stoppa alle note.

Unico partente tra le trazioni integrali nella produzione e deciso a carpire i segreti della nipponica lontano dallo sterrato l’equipaggio trevigiano polesano prendeva con le pinze lo shakedown per poi lanciarsi nel toboga dello “Zadraring”, venerdì in tarda serata.

“Abbiamo iniziato molto cauti nello shakedown – racconta Aloisi – perché non volevamo commettere il passo falso della scorsa edizione. Vista la quasi nulla esperienza con questa vettura su asfalto abbiamo cercato di prendere confidenza. La speciale spettacolo, tutto sommato, è andato bene. Dobbiamo considerare che la Mitsubishi si addice poco a questo tipo di prove, soprattutto nei tratti più stretti. Vogliamo solo capire ed imparare.”

Archiviato l’aperitivo serale, il giorno seguente, si inizia a fare sul serio con le prove del “Monte Cesen”, “Monte Tomba” e dell’invertita “Cà Mostaccin”.

Aloisi parte abbottonato sulla speciale di apertura, chiudendo nelle retrovie con la complicità dei tempi imposti, per poi incrementare sensibilmente il passo sulle due successive e risalire svariate posizioni nell’assoluta.

“Nel primo giro abbiamo sofferto molto – aggiunge Aloisi – perché cercando di prendere le misure alla Lancer ci siamo resi conto che, probabilmente, l’assetto era troppo morbido. Facevamo molta fatica a farla girare. Con i ragazzi di Assoclub Motorsport abbiamo apportato alcune variazioni al setup e siamo partiti decisi a migliorare durante il secondo giro.”

Purtroppo, la sorte aveva già scritto un altro epilogo per il trevigiano che, allo start della ripetizione di “Monte Cesen”, accusava il fatale cedimento del semiasse posteriore sinistro.

“Questa volta la sfortuna ci ha messo fuori gioco – conclude Aloisi – ma, state certi, non molleremo. Ci piacerebbe poter provare ancora la Lancer su asfalto. Tutto dipende dal lavoro.”

C.S.



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