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Crosara e la beffa del podio mancato a Scorzè

Il pilota di Cavarzere, che per l’occasione era navigato dal polesano Luca Roccato, vede sfumare un meritato terzo posto, sulla penultima speciale, per noie tecniche.
9 agosto 2018 Stampa articolo

rallySCORZE’ – Gli ingredienti per festeggiare c’erano davvero tutti ma l’edizione numero quindici del Rally Città di Scorzè resterà, per Simone Crosara, un boccone molto amaro da digerire.

Il pilota di Cavarzere, affiancato per l’occasione dall’amico Luca Roccato alle note, ha dato il massimo, nel torrido weekend tra le campagne del veneziano, ma non è bastato.

Il cedimento di un semiasse, a pochi chilometri dalla pedana di arrivo, non ha permesso al portacolori della scuderia La Superba ed al navigatore di Villadose, in provincia di Rovigo, di ricordare il compianto fratello di quest’ultimo.

“Ritirarsi non fa mai piacere, ancor di più se sei a podio” – racconta Crosara – “ma l’amarezza più difficile da mandare giù è quella di non aver raggiunto il traguardo per ricordare, assieme a Luca, il buon Rossano. Abbiamo fatto di tutto per cercare di farcela ma non è stato abbastanza. Mi spiace davvero, ci tenevamo molto ma, purtroppo, le gare sono anche fatte di questo.”

Il portacolori della scuderia di Campodarsego, presentatosi al via con la consueta Renault Clio RS di gruppo N, si trovava ad affrontare l’incognita delle nuove coperture FIA, prodotte da DMACK.

In una classe che vedeva al via otto partenti Crosara affrontava l’inedita “Base”, sabato nel tardo pomeriggio, molto accorto e deciso a non rischiare nulla, in vista della giornata seguente.

Grazie al supporto tecnico del team Galiazzo il cavarzerano cercava di prendere le misure, durante la prima tornata domenicale, in virtù di un setup rivisitato per via del cambio gomme.

Con un passo costante il pilota della trazione anteriore d’oltralpe raggiungeva la service area, che sanciva il giro di boa, ai piedi del podio in classe N3.

Dall’analisi eseguita in assistenza emergeva come la scelta di coperture si fosse rivelata troppo tenera e, complice una classifica abbastanza definita, il veneziano optava per continuare con la stessa configurazione sino all’arrivo.

Lo stop di Cavazzina sulla nona speciale regalava, inaspettatamente, il terzo posto all’equipaggio di La Superba ma, il sogno di ricordare Rossano dal podio, si sarebbe spento pochi chilometri dopo.

Fatale sarà l’undicesimo, penultimo, crono di giornata con Crosara che accusa il cedimento di un semiasse, quando all’orizzonte si intravvedeva già la pedana di arrivo.

“È stata una gara tosta” – sottolinea Crosara – “resa dura dalle temperature elevatissime. Un caldo infernale, sin dalle prime ore del mattino. Abbiamo faticato a prendere il ritmo con le nuove DMACK, azzardando una scelta troppo morbida per il primo giro. Con una sola assistenza, a metà gara, abbiamo compromesso la prestazione al mattino. Grazie di cuore al trio di Luca. Roccato, Longhin e Trovò. Ci siamo divertiti tantissimo. Grazie alla scuderia La Superba, al team Galiazzo, a Top Rally ed a Top Car. Proveremo ad essere al via del Sebino.”

 

C.S.



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