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Luise rimanda il riscatto con l’isola D’Elba

Ennesimo weekend nero per il pilota adriese che, al penultimo atto del Campionato Italiano Auto Storiche, incassa l’ennesimo ritiro per problemi al motore.
25 settembre 2018 Stampa articolo

rally ISOLA D’ELBA (Livorno) – Un altro fine settimana da cancellare per Matteo Luise, il quale sembra non trovare pace ogni qualvolta si sieda nell’abitacolo della propria Fiat Ritmo 130 gruppo A.

L’ennesima trasferta nera è andata in scena nell’edizione del trentennale del Rally Elba Storico, corso nel recente weekend, con l’adriese che si è visto costretto a parcheggiare anzitempo, nuovamente, la trazione anteriore della casa torinese, mentre era in piena rimonta.

A spegnere i sogni di gloria, in questa occasione, ci ha pensato il radiatore che, cedendo, ha causato la bruciatura della guarnizione di testa, quando il polesano era autentico mattatore della classe E3, con un margine di oltre due minuti e mezzo sul primo dei diretti inseguitori.

Affiancato, come da tradizione, dalla moglie Melissa Ferro, alle note, il portacolori del Team Bassano partiva cauto sulla prima tornata sulla “Due Colli”, fatale nella scorsa edizione dell’appuntamento elbano, e staccava il ventitreesimo tempo assoluto.

Sulla successiva “Capoliveri” Luise puntava unicamente ad uscire dal tratto cronometrato, senza commettere passi falsi, consapevole che la gara vera sarebbe iniziata il giorno seguente.

Un avvio contenuto, comunque positivo dato il notevole parco partenti presente, in virtù della duplice validità per il FIA European Historic Sporting Rally Championship e per il Campionato Italiano Rally Auto Storiche.

 “Alla sera siamo partiti abbottonati” – racconta Luise – “perché volevamo vedere un po’ come girava la vettura. Sembra strano ma è da parecchio tempo che non affrontavamo una gara lunga su asfalto. Se consideriamo che, qui, lo scorso anno abbiamo percorso solo la prima speciale e che, ad inizio anno, abbiamo fatto la stessa cosa al Valsugana Historic Rally si fa presto a fare due conti per capire il motivo che ci ha spinto a non partire subito forte. Nella lunga siamo stati un po’ sulle nostre mentre sulla cittadina abbiamo puntato unicamente a portarla a casa.”

 La carovana ripartiva venerdì mattina per affrontare tre prove speciali: si apriva con la “Due Mari”, di oltre ventidue chilometri, con un Luise in palla che firmava un ottimo diciassettesimo assoluto, entrando tra i migliori venti nella generale.

Si tornava sulla “Due Colli” ed il pilota della trazione anteriore griffata Amati confermava il proprio passo, mettendo in riga vetture ben più potenti come le Lancia Rally 037 e le Porsche.

Il colpo gobbo della sorte si nascondeva però sull’ultimo impegno di giornata.

 “Sull’ultima prova speciale di tappa” – sottolinea Luise – “dopo circa cinque chilometri abbiamo notato le temperature, a fondo scala, di acqua e olio. Abbiamo alzato subito il piede. Una volta raggiunta la successiva zona di assistenza ci siamo resi conto del danno irreparabile. Si è bruciata la guarnizione di testa, causata dalla rottura del radiatore. Aspettiamo tempi migliori.”

C.S.



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