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Fiessesi nel mondo con “Non ti guiderò mai” di Antonio Tomaini

L’affascinante mondo delle corse raccontato a Fiesso Umbertiano dal progettista che approdò in Ferrari
3 ottobre 2018 Stampa articolo

automobilismoFIESSO UMBERTIANO (Rovigo) – Pit stop a Fiesso Umbertiano per l’internazionale Tom del Cavallino Rampante. Gli anni di Regazzoni, Lauda e Villeneve in Ferrari dalla viva voce di un protagonista della storia dell’automobilismo italiano ed internazionale nel pieno della sua azione, Antonio Tomaini, fiessese d’origine, tredici anni come responsabile della gestione sportiva presso la Scuderia Ferrari Formula Uno ha contribuito al lustro della Rossa nazionale. La denominazione dell’incontro, “Fiessesi nel mondo”, non è per l’appunto dato al caso, l’appuntamento, aperto al pubblico, è dunque per venerdì 5 ottobre a Fiesso Umbertiano alle ore 20,30 nella sala “Falcone –Borsellino” di via Dante Alighieri n.66.  A parlare del suo libro, ma soprattutto dell’affascinante mondo delle corse, l’ingegnere nonché cavaliere Antonio Tomaini.

L’iniziativa organizzata da un gruppo di amici esperti di automobilismo insieme all’amministrazione Comunale, vanta infatti il patrocinio del Comune di Fiesso Umbertiano e il sostegno della locale Associazione Culturale Flexus e dell’Università Popolare. “Non ti guiderò mai” con prefazione curata da Nicola Larini ed edito da Drive Experience di Davide Cironi oltre che dalla passione è dettato dal cuore perché pubblicato dall’autore con lo scopo di devolvere ogni suo introito alla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori).  

Fervono dunque i preparativi per una rimpatriata di Tomaini nel centro altopolesano, atteso con grande entusiasmo. Classe 1937 della provincia di Rovigo, Antonio Tomaini, Arrigo per gli amici e Tom nel mondo delle corse, renderà testimonianza della sua vita, quando fin da piccolo mostrò particolare interesse per la meccanica, ma non quella della bottega di famiglia di Fiesso Umbertiano, dove si riparavano più che altro camion o attrezzature agricole, bensì quella per le auto da corsa. Verso i diciannove anni, decise di lasciare il Polesine per Torino dove le auto venivano costruite. Iniziò a progettare vetture nella piccola casa automobilistica della Moretti.  Siamo nella Torino degli anni’50, la sua passione lo condurrà alle auto sportive presso l’Abarth dove crebbe professionalmente e imparò a gestire ai box durante le gare, le auto da corsa prodotte, assaporando come tecnico di pista, il piacere delle vittorie, a lui riconducibile inoltre l’Abarth “Quattrofari”.  Più tardi, Carlo Abarth, per motivi di salute, cedette alla Fiat la sua azienda ma, non il reparto corse che andò ad Enzo Osella, a quest’ultimo si unì anche Tomaini fu in questa fase che iniziarono le soddisfazioni, per le vittorie conquistate.

A metà degli anni settanta arriva per Antonio Tomaini il Muretto della Scuderia Ferrari, l’idillio durò ben tredici anni, quando Enzo Ferrari, gli propose un incarico da dirigente sportivo, con Tomaini, la Rossa nazionale vinse il maggior numero di titoli mondiali, furono gli anni di Regazzoni (74-76), Lauda (74-77), Reutman (77-78), Villeneve (77-82) e di tanti altri big fino ad Alboreto (84-85).

Dopo la Ferrari venne la Magneti Marelli e poi ancora il mondo della Formula Uno con la Scuderia Osella che lasciò più tardi a causa di problemi economici del costruttore. Ma la carriera professionale continuò, in Alfa Romeo dove, soprattutto con Nicola Larini e Alessandro Nannini vinse più volte e conquistò il Campionato Tedesco Turismo,  DTM 1993. 

Silvia Fantinati



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