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Un polesano tra gli Everesting

Marco Bozzolan ha scalato in sella alla sua bicicletta complessissime 8853 metri. Salita ripetuta 41 volte
30 aprile 2019 Stampa articolo

CALAONE DI BAONE (Padova) – A Marco Bozzolan l’Everest non fa più paura. “Oggi non nascondo una certa soddisfazione per il 1° obiettivo sportivo dell’anno 2019. L’Everesting a Calaone. Il primo nella provincia di Padova. Allenamento mentale prima di tutto, non certo solo fisico. È stata dura lo ammetto, ma scalare 8853 metri su una stessa salita ripetendola 41 volte, è da pazzi. Sicuramente. Ma è anche una prova con se stessi che sulla carta ha dell’impossibile, nei fatti, conta solo testa bassa e menare e tutto è possibile”. Con un grido di vittoria, si è espresso così sui social Marco Bozzolan, domenica 28 aprile dopo aver raggiunto il suo obiettivo. Con la sua bicicletta, un polesano di Occhiobello di 33 anni è riuscito ad entrare nella classifica mondiale degli everesting. Siccome l’Everest rifiuta di farsi scalare in bicicletta, i cultori di questo sport scelgono una salita che piace loro, ne misurano con grande esattezza il suo dislivello, dalla base di partenza al culmine di arrivo e la percorrono il numero di volte necessario affinché si raggiungano almeno gli 8848 metri di ascensione totale eguagliando così l’altezza dell’Everest. Da qui il nome di Everesting. Qualsiasi salita va bene; una volta arrivati in cima, si deve scendere per la stessa via; la prova deve essere continua, ci si può fermare a riposare, ma non si può dormire; va fatto tutto in bicicletta, non si può né camminare, né fare la discesa in macchina; il sistema che controlla la posizione e la velocità della bicicletta (GPS) deve essere sempre acceso. Una volta che si è effettuato il percorso si manda il file a un gruppo australiano, gli Helles 500 che curano il sistema, il sito o la lista dei ciclisti che sono riusciti nell’impresa. Si tratta infatti di una impresa vera e propria. Almeno 8848 metri di dislivello sono una salita che mette paura, anche se spezzettata in tante più brevi salite. Marco o Peter Boz per gli amici, ha scelto il Calaone e l’ha percorso 368 km in 18 ore e 11 minuti per 8.853 metri di dislivello. La prova è talmente dura che i tentativi riusciti fino ad ora nel mondo sono circa 3.300. Son prove che si fanno in solitaria, ma ci vuole un supporto di persone per i rifornimenti, l’assistenza meccanica e il supporto morale.  Nel caso di Marco tra i sostenitori della giornata di sabato, gli amici del gruppo ciclistico Tassina di Rovigo al quale lui stesso è iscritto. “È stata una bellissima esperienza che mi ha visto impegnato dalle ore 12 del sabato alle ore 9,44 di domenica. Amo la salita e l’endurance, ma anche ammirare paesaggi e scoprire nuovi luoghi, – dice Marco- da solo, ma anche con amici o per conoscere altri appassionati come me. Ho gestito abbastanza bene la prova, ho approfittato per scattare qualche foto, dal tramonto all’alba, passare un’intera giornata in un posto scoprendo come si muovono le persone, come cambia la luce e come la natura muta è stato bellissimo. Grazie anche all’amico Andrea Borghetto che mi ha assistito in qualche salita, il tutto con una bici nuova che avevo usato solo da poche ore: 41 scalate sulla salita di Calaone, 10 mila calorie bruciate, 8953 metri scalati ufficialmente in 368 km a poco più di 20km/h di media. È stato bello. Poi essere il primo a fare un Everesting nella provincia di Padova è motivo di orgoglio. Sempre piedi a terra e avanti con le prossime sfide. In questi eventi la resilienza e la testa fa la differenza quando le gambe dicono basta. Mi sono reso conto che fisicamente sono uno normalissimo, anzi, ma mentalmente me la cavo molto meglio di molti, sarà stato lo studio degli anni che ha giovato. È stata effettuata l’omologazione  dell’Everesting su Everesting.cc (il sito mondiale)”. 

Silvia Fantinati



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