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La parola al presidente del Cipriani Morello

31 maggio 2019 Stampa articolo

basketROVIGO – Non è trascorso nemmeno un anno da quando ha iniziato a traghettare il Cipriani Nuovo Basket Rovigo, giovanissima società che rappresenta la massima categoria di basket maschile in Polesine.

Gionata Morello è ancora un “presidente novello”, ma è da una vita nell’ambiente della pallacanestro essendo un tecnico. La curiosità è che in Polesine ci sono solamente due allenatori che si sono seduti su panchine di serie B nazionali maschili ed entrambi sono al Cipriani Nuovo Basket Rovigo: uno è appunto il presidente Morello e l’altro è coach Maurizio Ventura.

Presidente, dal punto di vista tecnico come giudica la stagione?

“Un anno straordinario che, per un soffio, non è diventata la stagione perfetta. L’obiettivo societario era il raggiungimento dei playoff. Non solo li abbiamo conquistati con cinque giornate d’anticipo, ma abbiamo vinto 2 a 0 la serie dei quarti di finale e, per pochissimo, non abbiamo raggiunto la finale. Coach Ventura e il vice Lucchin hanno fatto un lavoro eccezionale. La squadra era sicuramente molto buona, ma era nuova. Ci voleva del tempo per creare il giusto amalgama, specialmente perché metà squadra era composta da giocatori esperti e metà da giocatori giovanissimi. E in questo la fortuna non ha certo contribuito: basti pensare che la prima partita che abbiamo giocato con la squadra al completo è stata Gara 1 dei quarti di finale”.

Nel corso della stagione ha incontrato difficoltà?

“C’è chi ha intuito sin dal primo momento le nostre potenzialità, appoggiandoci o, al contrario, ostacolandoci con tutte le forze. C’è chi non ha intuito nulla, snobbandoci. Per me è tutto nuovo in questo ruolo e sicuramente ho commesso diversi errori, così come ne commetterò altri in futuro. Il mio errore più grande è stato di sopravvalutare il rapporto che avevo con certe persone, che alla fine mi hanno deluso enormemente: dal giorno dopo che ho accettato questo incarico, i rapporti erano già cambiati. Sono una persona che quando sposa un progetto, parte davvero in quarta, e questo crea sicuramente dei malumori a chi non prende questo mio entusiasmo come un’opportunità da condividere. Ci sono stati momenti difficili anche all’interno della nostra squadra, nel periodo in cui si perdeva. La forza di questa società è la schiettezza. Ci siamo confrontati, abbiamo parlato, e poi è arrivato un girone di ritorno da paura, con sole due sconfitte in regular season. Il nostro coach Ventura è stato bravissimo a gestire quel periodo. Non si è demoralizzato e ha letteralmente cambiato la mentalità dei giocatori. Altre difficoltà sono arrivate dagli spazi palestre. Il Cipriani nel corso dell’anno si è allenato una sola volta a settimana nel palazzetto dello sport, azzerando di fatto il vantaggio di giocare le partite in casa. Ad inizio preparazione abbiamo dovuto addirittura allenarci in diverse occasioni in strada! Gli spazi palestre a Rovigo sono un immenso problema per le società di basket, visto che solamente il palasport e la palestra di Borsea sono omologate per le partite. A Borsea la palestra è davvero bella, ma non può tenere più di 90 spettatori e noi, nelle nostre partite, come minimo triplichiamo il seguito. Spero che la futura amministrazione comunale si prenda a cuore questa problematica perché la pallacanestro non è uno sport minore”.

Parliamo del futuro. Quali sono i programmi del Cipriani Rovigo?

“In società abbiamo parlato a lungo che fare, perché la situazione è davvero complicata. Se dovessimo pensare di costruire la prima squadra basandoci esclusivamente su quanto il movimento maschile giovanile rodigino esprime, probabilmente dovremmo restare in Promozione o, peggio, in Prima Divisione per i prossimi dieci anni. Ma la visibilità di una prima squadra importante porta benefici all’intero movimento. Serve una svolta per far riemergere il basket maschile. Rovigo ha voglia di pallacanestro e la conferma è arrivata con la risposta del pubblico in occasione delle nostre partite interne. In gara 2 di semifinale, il palazzetto era pieno come da più di 10 anni non si vedeva. Ci dobbiamo provare per noi, per gli appassionati di basket, per la città e per tutti i giovani cestisti,  non solo del Nuovo Basket Rovigo, ma dell’intero Polesine, che hanno bisogno di una squadra senior di riferimento di discreta categoria perché poi, quando usciranno dalle giovanili, possano restare a Rovigo senza dover uscire dalla Provincia. E’ una sorta di dovere morale di chi rappresenta, attualmente, la più alta categoria in Polesine”.

Dunque?

“Se la Federazione Italiana Pallacanestro ci darà la possibilità, faremo la Serie D. Spero che a Venezia capiscano l’importanza che questa categoria avrà in Polesine, terra in cui il basket maschile è vicinissimo all’estinzione. La serie D è un passo davvero molto importante perché costi e impegno raddoppieranno. Diversi giocatori saranno riconfermati, ma serviranno molti innesti di qualità che, per quanto detto prima, dovranno necessariamente arrivare da fuori città. Se invece non ci sarà data la possibilità di partecipare alla serie D, allora allestiremo una squadra per migliorare il risultato di quest’anno. In realtà, stiamo già lavorando per costruire la futura squadra del Cipriani Nuovo Basket Rovigo, con diverse appetitose novità.”.

La serie D non è un azzardo?

“Avremo bisogno di maggior aiuto da parte degli sponsors, ma i conti tornano e la nostra società è sanissima, questo anche grazie all’ex presidente Federico Novo, che ha lasciato una società perfettamente in ordine dal punto di vista fiscale e amministrativo. In questi ultimi mesi, inoltre, la nostra priorità è stata di rafforzare la squadra di dirigenti proprio perché servirà maggior aiuto organizzativo. Chiaramente, in contemporanea lo stesso sforzo sarà indirizzato verso il settore giovanile proprio perché non si può pensare di spendere migliaia di euro per vent’anni. Il Cipriani Nuovo Basket Rovigo ha tutte le intenzioni di creare, col tempo e la giusta programmazione, un vivaio che possa realmente essere il futuro della prima squadra. Parlo di campionati di eccellenza, che purtroppo a Rovigo mancano da più di dieci anni. In questi ultimi periodi Rovigo ha partecipato a campionati provinciali, per lo più categorie “Silver”, ossia la più bassa in assoluto. La verità è che esiste tutta un’altra pallacanestro, che in molti della mia generazione hanno vissuto proprio qui a Rovigo: mi riferisco alle giovanili dei vari Daniele Demartini, Matteo Lucchin, Luca Doati, Matteo Donà, o prima ancora Marco Cecchettin, Nicola Sacchetto, Diego Demartini, o Francesco Lorenzi, Cristiano Nonnato, che partecipavano a campionati d’eccellenza vincendo contro le prime squadre di Benetton Treviso, Virtus Bologna, e addirittura con alcune finali nazionali per il tricolore.  Quello è il mio obiettivo principale: quando riusciremo ad iscrivere una giovanile competitiva ad un campionato d’eccellenza, per me sarà come aver vinto tre campionati seniores. Per arrivare a tanto, sicuramente servono allenatori qualificati e con esperienza di campionati nazionali maschili. Oltre a ciò, in questo momento l’unico modo per arrivare a questo traguardo è quello di collaborare con le altre società. Da soli, oggi nessuno potrà raggiungere quei livelli passati”.

A tal proposito avete collaborazioni in cantiere?

“Il Basket Costa, in primis con Andrea Taschin, ha subito risposto presente, con grande entusiasmo. Abbiamo avuto diversi incontri anche con altre società e, questione di giorni, ufficializzeremo tutto. Ho notato una grandissima apertura mentale di tutte le parti coinvolte e questo mi riempie davvero di gioia perché forse è la volta buona che i campanilismi verranno realmente superati. Se il fine reale è il bene della pallacanestro maschile, e se non ci si pone come “prime donne”, ma alla pari, l’NBR tiene le porte aperte a tutti, anche a chi le ha chiuse senza nemmeno cercare un dialogo. Chi non è dell’ambiente non conosce bene l’attuale situazione della pallacanestro maschile polesana. I numeri delle società sono impietosi: da soli si fatica ad iscrivere una sola squadra giovanile. Chi oggi sorride perché ha dei numeri sufficienti a vivacchiare da solo, domani potrebbe aver bisogno di aiuto perché magari si ritroverà con dei buchi in alcune annate. E, comunque, restando soli non c’è abbastanza quantità per ricavarne qualità. Collaborare è vitale per tutti, anche per chi oggi ha la fortuna di mostrare i muscoli”.

Presidente, cosa farà domani?

“Mi confronterò con lo staff tecnico per allestire la prossima squadra. Parlerò con il resto della società per programmare, nel dettaglio, una nuova entusiasmante stagione. E magari troverò pure il tempo per farmi qualche giretto in moto!”.

 

C.S.



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