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Ludovica Franzoso, campionessa di beach cerca squadra

16 luglio 2019 Stampa articolo

beach volleyARIANO POLESINE (Rovigo) – Reduce dalla vittoria al Trofeo delle Regioni in coppia con Letizia Camillucci, Ludovica Franzoso è rientrata da qualche giorno ad Ariano, dove vive con la famiglia. Ha rilasciato per noi questa simpatica ma intensa intervista, dove emerge tutta la spontaneità dei suoi 16 anni, ma anche la passione per la pallavolo e per la sabbia, che proprio oggi, a 16 anni, l’hanno portata sul tetto (di sabbia) del beach volley italiano Under 18.

Ludovica abita ad Ariano nel Polesine con la famiglia, ha iniziato a giocare a pallavolo a 6 anni e quest’anno ha raggiunto la categoria più alta, giocando in serie B2 con la Fruvit, nel ruolo di libero. I primi passi e i primi salti sulla sabbia a 9 anni, vince subito la tappa Insand Cup con la sorella Margherita, di 4 anni più grande, nella categoria Under 16. A settembre frequenterà la quarta al Liceo scientifico di Adria, precoce anche negli studi.ss

Partiamo dalla domanda più scontata: la passione per la sabbia ti è stata trasmessa da tua cugina Marta (Menegatti)?

Sinceramente no. Certo, mi piaceva vedere Marta giocare, guardavo e guardo le sue partite, ma la sabbia mi piace soprattutto perché sono più libera di esprimermi: a beach volley si gioca in due, gli spazi sono più ampi, in palestra ho meno libertà di movimento.

Secondo te qual è il segreto per l’affiatamento nel beach volley?

Il segreto è capirsi al volo, avere un impatto sintonizzato da subito con la compagna. Per carità, l’intesa si può costruire col tempo, ma è meglio se da subito si pensa la stessa cosa allo stesso momento.

Parliamo del Trofeo delle Regioni, da te recentemente vinto con Letizia Camillucci: ricordi un momento flop e un momento top?

Sì, assolutamente. Il momento flop è stato durante la partita contro la Basilicata, una squadra che sulla carta non avrebbe dovuto impensierirci. Abbiamo invece perso il primo set, quindi ho subito pensato che avremmo dovuto darci una mossa, così nel secondo set le abbiamo stracciate e lo stesso abbiamo fatto nel terzo. Però è stata davvero una partita tosta perché nessuno si aspettava un risultato simile dalla Basilicata! Il momento top invece è stato sicuramente quando abbiamo vinto la finale.

Quando avete capito che avreste potuto farcela?

Ti dico la verità, io me l’ero sognata che salivo sul podio, l’ho sognato per tre notti di fila, ma non credevo fosse un sogno premonitore. Arrivata in finale, invece, mi sono detta “ce la possiamo fare”. Abbiamo perso il primo set, ma ho continuato a pensare “dobbiamo farcela”. Quindi dall’inizio del secondo set ho capito che avevamo già vinto.

Il complimento più bello ricevuto finora?

Da parte di Alessio Salviato, il nostro allenatore in Selezione. Mi ha detto senza tanti mezzi termini che ho gli attributi, e mi è proprio piaciuto come me l’ha detto!

C’è qualcuno che non ti aspettavi che ti ha fatto le congratulazioni?

Non mi aspettavo tanta attenzione dai giornali, sono rimasta shockata nel vedere le mie foto in prima pagina, in grande, e gli articoli sulla Marta in basso, in piccolino.

E qualcuno che ti aspettavi te le facesse ma non te le ha fatte?

No dai, sono stati tutti bravi e me le hanno fatte. Forse da qualcuno mi aspettavo messaggi migliori, però vabbè.

Tornando alla pallavolo indoor, c’è un ricordo che porti nel cuore della tua “carriera” pallavolistica con Fipav Rovigo?

Senza dubbio la finale Under 16 dello scorso anno contro il San Pio X. Tutti puntavano sul San Pio perché ci avevano già stracciate in un’altra partita, ma noi dell’Ariano abbiamo dato tutto e abbiamo alla fine vinto 3-2 facendo venire la pelle d’oca a tutto il nostro pubblico.

Se non giocassi a pallavolo o a beach volley, cosa faresti?

Ping pong, forse? – ci dice ridendo – No, anche no, non sarebbe possibile, sono nata in palestra, non ce la farei.

Torniamo per un momento al Trofeo delle Regioni: c’è qualcuno a cui dedichi questo successo, in particolare?

A mia mamma (Sabina Avanzi, presidente del Volley Ariano) e ai miei nonni, la mamma mi permette di proseguire in questa passione accompagnandomi dappertutto e sostenendomi, i nonni mi hanno trasmesso la passione, fortissimamente.

Il tuo obiettivo a breve termine?

Vincere le finali nazionali Under 19 a Caorle, dove mi presenterò in coppia con Sara Bernardinello di Sottomarina. Come coppia abbiamo una storia un po’ particolare: entrambe volevamo partecipare a questo campionato, ma ci trovavamo senza compagna conoscendo però entrambe un allenatore, Matteo Bivi, che ha avuto l’intuizione di farci provare. Abbiamo provato a giocare insieme la prima volta al Torneo Big One alla Jesolo Beach Arena e abbiamo vinto, nonostante i due anni di differenza che abbiamo (lei 2001, io 2003).

L’obiettivo a lungo termine, invece?

Diplomarmi, poi per l’Università ci pensiamo. Se potessi, poi, continuerei con la carriera sportiva ad alti livelli.

Per concludere, Ludovica, dove ti vedi fra dieci anni?

Mi vedo a giocare a beach volley rappresentando l’Italia, o come libero in serie A. Oppure carabiniere.

Le domande sono finite, ma Ludovica ci tiene a spendere ancora una parola: “Vorrei sfruttare questo spazio per ringraziare l’allenatore della Selezione beach Veneto, Alessio Salviato, che ha fatto uscire il meglio di noi e ci ha spronate sempre”.

L’interrogativo che ora ci terrà ancora per un po’ col fiato sospeso è: dove vedremo ancora giocare questo talento? Le offerte stanno arrivando, speriamo che questa perla polesana venga coltivata e lasciata sbocciare nel migliore dei modi, e nemmeno troppo distante…

 

 

C.S.



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