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Bosaro Emic all’autodromo di Imola

31 luglio 2019 Stampa articolo

IMOLA (Bologna) – Correre sul tracciato dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari significa mettere sul manubrio, oltre alla passione, una buona dose di emozione: la prima ti fa volare, la seconda te la giochi nel qui e ora, e rimane una incognita nella riuscita della gara, ma pur sempre una bellissima incognita.

Stiamo parlando della “24° edizione del GP Fabbi Imola”, allestita dalla Ciclistica Santerno Fabbi Imola che sabato 27 e domenica 28 luglio ha accolto quasi 700 iscritti tra Giovanissimi (sabato mattina), Esordienti (domenica mattina) e Allievi (domenica pomeriggio), provenienti da 15 regioni italiane. La location come anticipato è una di quelle da far battere il cuore: i Giovanissimi si sono misurati su un circuito di 1,3 chilometri interamente allestito nella zona traguardo e pit-lane, la stessa battuta dai pneumatici dei grandi campioni di Formula 1 e Moto Gp, giusto per dirne un paio.

Giovanissimi

A.S.D.- G.C. Bosaro Emic mette a segno tre ottime qualificazioni, senza tralasciare le scintille sollevate a denti stretti e gas aperto da tutti gli atleti biancazzurri che nella giornata di sabato hanno abbracciato la bici con il piglio determinato di chi non ci pensa proprio a mollare la ruota dell’avversario, perché c’è un solo modo per conquistare la linea bianca, alla corte del DS Sandro Baracco, e cioè lottando strenuamente fino all’ultimo metro. Complimenti più che meritati vanno dunque a Mattia Boreggio e Leonardo Peretto (G3), Angelo Osti (G5), Gloria Peretto e Luca Destro (G6).

Ma veniamo alle gare. Davide Coltro (G4) si mantiene senza difficoltà dentro il plotoncino di testa per l’intera durata della gara fino a quando arriva il momento di liberarsi alla volata: negli ultimi cinquanta metri – alle spalle di Cristian Turricchia (S.C. Faentina), Kevin Piccioli e Rodrigo Rondina (S.C.D. Alma Juventus Fano) in lotta per il primo, secondo e terzo posto rispettivamente – mette meglio a fuoco l’obiettivo e si apre un varco, l’avversario abbozza e si scansa e per Davide è il quarto traguardo.

Il G5 Domenico Pizzolato sostiene il forcing della corsa con buon dinamismo, si avvantaggia nella formazione che detta l’andatura e infine sfrutta l’eterno rettilineo in vista dell’arrivo per disegnare la sua traiettoria e ritagliarsi una striscia di arcobaleno di fianco ad avversari che non regalano niente, protagonista del sesto miglior risultato maschile della batteria.

Marco Giandoso (G6) riprende e rilancia a più riprese i tentativi di fuga di Alberto Marchetti (Il Pirata Team Terracirce), il proclamato vincitore della categoria regina, dimostrando grande resistenza e capacità di recupero; una sbavatura nel giusto approccio all’ultima cruciale curva che immette nel tratto conclusivo del circuito gli fa perdere qualche posizione, ma l’alfiere biancoazzurro non ha certo l’attitudine da vittima sacrificale e riesce ad entrare a pieno titolo nella rosa dei dieci più veloci. Lo stesso punto critico di tracciato rallenta l’affidabile compagno di squadra Luca Destro, velando una performance memorabile.

Agonisti: Esordienti e Allievi

Si è proseguito poi alla domenica mattina con gli Esordienti 1^ e 2^ anno, a rappresentare il sodalizio polesano erano presenti in formazione ridotta Alex Ferro e Cristian Sinigaglia. Ottima la prestazione dei due alfieri della Bosaro EMIC, peccato che a 300 metri dall’arrivo causa una caduta Cristian si è visto sfuggire un’opportunità per una volata di tutto rispetto con i migliori della categoria.

Per il pomeriggio un violento acquazzone a pochi minuti dal “via” dà il benvenuto agli Allievi del G.C Bosaro Emic sul circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola ma, si sa, il ciclismo è sport di sacrificio e, semmai, giornate così contribuiscono ad accrescerne l’aurea di eroismo.

122 i partenti che si candidano ad essere protagonisti del 24° GP Fabbi Imola, lungo il prestigioso circuito di 5040 metri da percorre 15 volte per un totale di 75,6 km.

Tre i portacolori del sodalizio polesano: Jacopo Samogizio, Pietro Riccio, Gianmarco Mazzucato che accompagnati dal D.S. Gianfranco Pizzardo con la collaborazione del consigliere Mirko Gradani e sostenuti dalla presenza del presidente Massimo Rossi e dell’inossidabile Vittorino Gasparetto si schierano a metà griglia sotto un cielo plumbeo che non promette nulla di buono. 

Già dai primi chilometri i forti scrosci di pioggia segnano l’andatura del gruppo. Difficile pensare di poter fare gara all’attacco per chiunque. I pochi tentativi di fuga dei primi giri non trovano terreno fertile e vengono subito riassorbiti dal gruppo.

Bisogna attendere il decimo giro perché, dopo la conquista del GPM di giornata, la fuga riesca a raggiungere una ventina di secondi di distacco. L’abbrivio guadagnato dai due fuggitivi desta però l’attenzione del gruppo che reagisce e fagocita i due fuggitivi.

Esattamente sotto il cartello dei tre giri al termine parte l’azione decisiva: gli emiliani Pellicciari e Rocchi mettono il turbo ed arrivano a guadagnare oltre 50“sul gruppo. Con questo distacco i due si presentano sul rettilineo di arrivo ed a 200 metri dal traguardo è L’atleta della Ceretolese ad avere la meglio su Rocchi. 

E in fondo è questa la scena che buona parte del folto pubblico presente ricorderà: Nicolò Costa Pellicciari trova il vantaggio sufficiente ad alzare un dito al cielo per ricordare e dedicare la vittoria all’ex compagno di squadra Sergio “Sergej” Nazar tragicamente scomparso pochi giorni prima della gara in un incidente stradale.

Ad una trentina di secondi dal vincitore si presenta compatto il gruppo inseguitori. il polesano Gianmarco Mazzucato tenta coraggiosamente la sortita ma, negli ultimi metri deve cedere il passo al gruppo che lo riassorbe a caccia dell’ultimo gradino disponibile sul podio, che viene conquistato dal massese Damiano Bondi.

Un plauso va all’organizzazione dell’evento che (con il beneficio di una cornice straordinaria data dalla struttura dedicata principalmente ai motori) regala un weekend di grande ciclismo giovanile in un contesto di sicurezza e convivialità di cui il movimento ciclistico può solo giovarsi.

C.S.



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