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Daniele Toffoli all’Ironman di Marrakech

Con la figlia Chiara e il genero Mattia Siviero correranno la staffetta. In gara anche Paolo Scalabrini, Mattia Luppi
23 ottobre 2019 Stampa articolo

ROVIGO – La stagione sta volgendo al termine e Progetto Vista Triathlon vuol chiuderla nel migliore dei modi con la partecipazione all’ironman di Marrakech, per la prima volta nel Maghreb, il 27 ottobre.

A difendere i colori del sodalizio polesano ci saranno Paolo Scalabrini, Mattia Luppi e Daniele Toffoli che rientra in gara dopo diversi anni e lo farà partecipando con la figlia Chiara e il genero Mattia Siviero.

Daniele Toffoli, oggi 71enne, vanta un grande passato di sportivo eclettico avendo spaziato tra le varie discipline sportive. Vent’anni di rugby e pilota con due titoli italiani, un titolo europeo a squadre e un campionato del mondo 1987 con l’Alfa Romeo ufficiale. Poi vela, mountainbike e sci di fondo con diverse gare e quindi Triathlon e Wintertriathlon con alcune vittorie di categoria e partecipazione a europei e mondiali, tanto per citarne alcuni. Ha chiuso il periodo di gare partecipando all’Ironman 70,3 in Svizzera.

Chiara Toffoli ha un passato di triatleta e ha indossato la maglia azzurra nelle categorie giovanili, successivamente ha fatto gare di atletica, precisamente di cross, ed è stata nella selezione dei campionati europei per questa specialità, inoltre ha gareggiato nel nuoto, nelle lunghe distanze in acque libere come il lago di Garda e di Lugano. Il marito, Mattia Siviero, è stato un quattrocentista.  Chiara e il marito Mattia vivono in Marocco. Daniele, Chiara e Mattia parteciperanno alla staffetta. Il percorso prevede un giro unico da 1.9 km per la frazione di nuoto che si svolgerà nelle acque del lago Lalla Takerkoust prima di saltare sul percorso ciclistico di 90 km: si toccherà il villaggio berbero di Tahanaout, si lambiranno i prati verdissimi della valle dell’Ourika e si scorgeranno sullo sfondo le cime innevate dell’Atlante. Posata la bici, si va per i 21 km di corsa nel cuore della Città Rossa, passando accanto a Moschea e Minareto della Koutoubialogo

Prima di chiederle il perché ha deciso di partecipare a questa gara vorrei chiederle che cosa ha fatto una volta terminato di gareggiare

“Ho iniziato a fare quello che mi mancava. La traversata dell’oceano Atlantico in barca a vela, la Vasallopet, la gara più lunga del mondo con gli sci di fondo, la Maratona di New York.

Ho continuato ad allenarmi in bici, canoa, ski roll, sci di fondo e a seguire una alimentazione corretta dando spazio al recupero e controllando lo sforzo fisico. È estremamente importante, più avanzano gli anni, fare la massima attenzione a questi fattori. Ma oltre a questi fattori serve la determinazione, l’assiduità negli allenamenti. E qui gioca un ruolo fondamentale la testa. Bisogna essere convinti, conoscersi e capirsi per sapere quando e come ci si deve allenare.

Non è facile ma non è nemmeno difficile. Ognuno ha le proprie caratteristiche e le proprie passioni ma quanto ho descritto va bene per tutti.

Bisogna avere obiettivi nella vita, servono ad andare avanti, a non perdersi, ad arrivare a raggiungerli e raggiunto un obiettivo ci si pone un altro traguardo, fattibile ma non facile. Così si progredisce, ci si conosce e si migliora”.

E ora veniamo alla domanda che le ho anticipato, perché l’Ironman di Marrakech

 “Una premessa, come le ho detto prima credo che la testa conti quanto il fisico in una gara lunga e impegnativa.

Io a febbraio compirò 72 anni, mentre lo dico non ci credo nemmeno io, ma sento ancora lo spirito di un ragazzino e preparare questa gara mi ha dato nuove motivazioni, nuove sensazioni e nuove emozioni.

Prendere il testimone da mia figlia Chiara al cambio nuoto-bici sarà un’emozione unica.

Ed ora vengo alla sua domanda. È venuto fuori così: in pratica leggo che a Marrakech fanno ironman, seguivo un po’ gli eventi della zona perché c’è un circuito del mondiale turismo Wtcc, la quarta tappa, io ho corso il primo mondiale turismo, poi per vent’anni non l’hanno più fatto e 10 anni fa hanno ripreso a farlo. Guardando queste notizie ho visto che facevano l’Ironman. A Marrakech fanno molti eventi comunque leggo di questo ironman 70.3, il percorso è molto bello, sia per il nuoto che si svolge nel lago che c’è fuori Marrakech, sia per il percorso in bici che va verso le cime innevate del Monte Atlas come sfondo, fa un pezzo sopra e poi si torna giù a Marrakech fino al circuito automobilistico e da lì parte la corsa che passa per il centro della città. Allora ho pensato quasi quasi potrei pensare di farlo, anche se con l’operazione all’anca di fatto non posso correre. Ho pensato ai tempi che avrei impiegato per la gara facendo una camminata corsa/leggera ma ho deciso che non era fattibile. Nel frattempo, ho letto che era prevista la staffetta e quindi ho coinvolto Chiara, lei mi ha subito detto di sì e che avrebbe fatto volentieri la parte di nuoto, il marito quella di corsa e quindi abbiamo deciso di partecipare”.spot

Mi Parli un po’ del suo percorso quello in bici

“E’ un percorso molto interessante e molto bello non è in linea ma con diversi dislivelli per via delle colline che ci sono. La posizione sulla bici cambia a seconda del percorso. Si arriva fino a un certo punto con l’ultima salita, quindi giro di boa e si torna giù, c’è un pezzetto comunque che ci si ritrova con quelli che salgono, e poi c’è la parte più bella perché sei in posizione, per una trentina di chilometri, con una leggera discesa”.

L’ultima gara che ha fatto?

“Ho fatto attività fino al 2006/2007. Nel 2007 ho fatto la Vasaloppet di fondo, quindi ho fatto una regata, una traversata atlantica in barca a vela, poi nel 2004 fatto l’ultima gara in pista in macchina, la 24 ore di Telecom di Adria e poi non ho più fatto giare”

Per preparare questa gara di Marrakesh che cosa hai fatto?

“Paolo Scalabrini, che è il nostro tecnico, mi ha dato dei consigli e degli allenamenti da fare che ho seguito scrupolosamente. Ho preparato la mia bicicletta, chi è adatta a questa gara, montando le prolunghe e fatte le modifiche necessarie per affrontare questa gara”.

E’ la prima gara che fa con sua figlia?

“No. Diversi anni fa ne ho fatta una che prevedeva una corsa sui go-kart e una a piedi, io ho corso sul kart e sono arrivato secondo assoluto, Chiara ha fatto la corsa podistica ed è arrivata anche lei seconda assoluta.

Poi abbiamo corso la stessa edizione della Maratona di New York e in quell’occasione c’era anche Helen, mia moglie”.  

 

 

 

C.S.



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