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Ruspadina della Befana

10 gennaio 2020 Stampa articolo

ROSOLINA (Rovigo) -La diciottesima edizione della Ruspadina della Befana organizzata dal Motoclub Rosolina mare è stata aperta quest’anno da un momento in ricordo di Nicola Paganin. Il giovane 20enne scomparso prematuramente il 30 giugno scorso, in seguito ad un incidente stradale, è stato ricordato tra la commozione generale dei propri amici, al rombo dei motori delle due ruote e seguito dalle parole del padre Luciano. La kermesse delle ruote artigliate, ha registrato la presenza di piloti a livello mondiale e della classifica del ranking Fmi, provenienti da tutto il Triveneto, per una esibizione di alto livello tecnico. I motociclisti si sono confrontati in un’esibizione sul tracciato sabbioso di 1200 metri e largo circa 8 metri che si estende lungo i bagni dal Moro, Acquamarina, Belvedere, Al Granso e Blu Marlin, quale prova generale, in vista della prima tappa degli internazionali d’Italia Supermarecross e Supermarequad cross previsti il 15 e 16 febbraio prossimi.  Non sono mancate le ruspadine delle ruote artigliate, la sabbia volava per l’effetto del passaggio delle moto (da qui il nome della ruspadina della befana) che ha registrato una sessantina di piloti che si sono susseguiti in batterie di alto livello tecnico commentate dallo speaker Francesco Santagiuliana che ha fatto la differenza, raccontando storie e aneddoti dei piloti che sfrecciavano sul circuito sabbioso. Tra i partecipanti anche giovani portacolori del moto club Rosolina mare come Desireè Agosti e Chiara Dalla Costa. Nella minicross che portano la 85cc si sono contraddistinti Filippo Pivetta, seguito da Pietro Marchesin, Nico Albertin e Fabio Cominato.  Tra gli amatori ha spiccato un portacolori del moto club Rosolina mare Christian Bisogni, seguito da Andrea Corradin, Lorenzo Gallenda e Daniele Ramon. I campioni della categoria Élite, nei 18 minuti più un giro del tracciato, si sono piazzati Andrea Verona (campione mondiale in carica), Pierfilippo Bertuzzo, Maurizio Micheluz, Samuele Ghetti e Stefano Sonego.

C.S.



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