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La Discobolo Atletica è scesa in pista

13 agosto 2020 Stampa articolo

ROVIGO – Il Covid 19 non ha piegato gli atleti della Discobolo Atletica che, dai più giovani ai più grandi, si è ritrovata a pieni ranghi alla ripresa dopo la forzata s

osta.

E finalmente, dopo circa un mese e mezzo di soli allenamenti, col mese di luglio sono arrivate anche le prime prove, sotto forma di meeting o di Test di Allenamento Certificati (TAC), novità di quest’anno per permettere agli atleti di misurarsi con cronometraggio e misurazioni ufficiali, evitando però la mole organizzativa di un meeting.

Dagli assoluti fino ai cadetti (dato che per i ragazzi ancora non sono state programmate competizioni agonistiche), gli atleti biancazzurri hanno calcato le piste del Veneto e non solo, finendo per gareggiare pure ad Udine.

Per quanto riguarda il settore assoluto, vero stacanovista è stato Matteo Grigolato che, partendo dal meeting di Mestre, per poi passare al Tac regionale di Abano Terme ed infine nel meeting di Udine, si è cimentanto con tutte le discipline della velocità, 100, 200 e 400, a volte anche doppiando la fatica e ottenendo incoraggianti risultati alla ricerca della migliore condizione, ma dando soprattutto prova di grande serietà, impegno e voglia di sperimentare anche strade nuove (il durissimo giro della morte).

A tenergli compagnia, in queste fatiche in giro per il Veneto e il Friuli, le altre velociste Bianca Cavallini (junior) e Elisabetta Greggio (senior), che hanno spaziato anche loro dai 100 

ai 200, migliorando i season best gara dopo gara e ritrovando la motivazione e la gioia della gara dopo la solitudine forzata del lockdown.

Ad Udine è sceso in pista anche Andrei Neagu negli 800 metri, gara in cui è stato medaglia di bronzo per due anni consecutivi ai campionati italiani indoor nella categoria allievi. Nel debutto stagionale all’aperto, Andrei è stato secondo per tre centesimi in una gara assoluta, ossia con la presenza anche degli atleti delle categorie superiori di età. Sicuramente un trampolino di partenza per gli italiani di categoria che si svolgeranno a Rieti in settembre, vero obiettivo stagionale, dei quali sarà di sicuro protagonista come è nella sua natura.

Non solo corridori nel settore assoluto, ma anche lanciatrici, ben tre: Sara Cestarollo che ha debuttato nel giavellotto della categoria allieve a Mestre, e Cristina Vilcu e Dumitrita Basoc, nel getto del peso. Per Cristina, un passato da marciatrice, è letteralmente iniziata una nuova vita atletica dopo la scoperta delle sue attitudini nei lanci e, superata l’emozione del debutto di Abano, si e ci regalerà sicure soddisfazioni. Per Dumitrita, detta Dumi, invece, è stato un debutto assoluto, per lei che ha iniziato da poco e che avrà la possibilità di crescere anche nel lancio del disco.

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Per i cadetti della Discobolo ci sono stati soprattutto TAC provinciali, a Padova, Abano Terme e Monselice, durante i quali questi atleti emergenti hanno potuto far vedere i loro progressi, cimentandosi anche in specialità raramente, o mai, provate.

Chi ne ha sperimentate di più è stato il mutiplista Filippo Rocco, che ha provato 80 metri piani, 300 piani, getto del peso, tiro del giavellotto, salto in lungo e salto in alto. Proprio in quest’ultima specialità ha dimostrato uno stupefacente progresso, issandosi fino ad un eccellente 1,58 metri, che potrà senz’altro migliorare.

Anche Alessandro Gonta, alle sue prime gare su pista, ha potuto dar prova del suo valore nel mezzofondo (1000 e 2000 metri), 300 metri e getto del peso. Per lui miglior risultato in assoluto il 7’07”nei 2000 metri, gara dura ma che ha saputo interpretare al meglio, da vero fondista.

Sei gare provate anche per Elena Crepaldi, che ha spaziato dalla velocità (80 e 300 metri), agli ostacoli (sempre su entrambe le distanze degli 80 e 300 metri), ed anche nei salti in estensione (lungo e triplo).

Pur avendo fatto registrare prestazioni molto buone in ognuna di queste discipline, Elena ha dato il meglio di sé nelle due gare ad ostacoli, tanto da detenere attualmente il terzo tempo regionale, a pari merito, negli 80 metri hs e il secondo tempo, sempre a pari merito, nei 300 hs. Prestazioni che le sono valse la prima convocazione al raduno regionale di specialità.

Nel getto del peso della categoria cadetti, enorme miglioramento del sempre più convincente Gioele Vitali, che ha saputo superare la barriera dei 10 metri e arrivare per la prima volta in doppia cifra.

La cadetta Anna Martinelli, che quando si tratta di gareggiare non manca mai all’appello, ha potuto affrontare la nuova sfida negli 80 metri e regalarsi un notevole miglioramento nella sua gara prediletta, il salto in lungo, in attesa di poter affrontare con la sua consueta grinta anche altre discipline.

Se il Covid ha probabilmente tenuto lontano dai campi tanti ragazzi anche dopo la ripresa degli allenamenti, per la Discobolo c’è stata una inversione di tendenza, tant’è che sono ritornati ad allenarsi con maggiore assiduità anche altri due cadetti Bogdan Irimca e Benedetta Bettarello che, vista la continuità degli allenamenti, hanno anche finalmente ritrovato il feeling con la competizione. Bogdan ha affrontato la sfida sui 1000 metri con un bel 3’29” finale e Benedetta ha corso i 300 metri e dato prova di grande abilità nel salto triplo, gara nella quale, pur con poca preparazione, ha dimostrato di poter arrivare, a breve, ai 10 metri ed oltre.

Ultimi a scendere in pedana, trattandosi di lanciatori, Samuele Roccato e Cesare Buzzoni che l’8 agosto ad Udine hanno gareggiato per la prima volta nel giavellotto categoria cadetti. Per entrambi lanci da oltre 25 metri di tutto incoraggiamento e soprattutto una bella esperienza in un meeting dove gareggiavano anche atleti fra i migliori in Italia.

La società è rimasta davvero sorpresa dalla risposta che hanno dato tutti gli atleti, presenti in massa alla ripresa degli allenamenti e con l’ingresso settimanale di sempre nuovi iscritti di tutte le età, dai piccolini della categoria esordienti, fino ai diciottenni.

Certe sere, un mare di un monocolore azzurro sembra invadere la pista di atletica, coperta in ogni angolo dai nostri atleti, così come una bella macchia azzurra si distingueva fra le maglie rosse e gialle delle società padovane durante i Tac provinciali, dimostrando che anche a Rovigo l’atletica non si è fermata e ha saputo reagire a questo momento difficile, con la voglia di vivere che nello sport trova una delle sue manifestazioni più alte e nobili.

L’atletica a Rovigo c’è e veste azzurro!

C.S.



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